MOULIN ROUGE, IL MUSICAL AL CASSIA

IN SCENA MOLTI GIOVANISSIMI

 

di Alessandro Tozzi

 

BAZ LUHRMANN – MOULIN ROUGE – IL MUSICAL

Regia & Coreografia Gea Stramacci

Con Daniele Coletta, Silvia Misirocchi, Tiziano Falsetti, Giordana Ceccarelli, Luca Cannizzo, Alessia Corsi, Alice Peduzzi, Arianna Peduzzi, Roberta Vesperini

Produzione Compagnia Marcello

Roma, Teatro Cassia, 13 e 14 maggio 2011

 

Quel mulino rosso simbolo delle fantasie erotiche di mezzo mondo portato in scena da una gran quantità di promettenti giovanissimi e dal corpo di ballo, in buona parte anch’esso costituito da giovanissimi.

Daniele Coletta, si, quello di Ti lascio una canzone, ottimo nel ruolo di Christian, il paladino dell’amore in assoluto, il più alto sostenitore della tesi “Non si può vivere senza amore”, come si sa cade nella trappola e s’innamora di Satine (Silvia Misirocchi), la quale, però, imprevedibilmente, dopo una vita trascorsa ad accontentare per soldi uomini d’ogni tipo, ricambia l’amore.

Nel frattempo però è entrata nelle mire di un facoltoso duca (Tiziano Falsetti, grande performance tra comicità e danza) che rappresenta l’ultima spiaggia per la “madre badessa” Carol Zidler (Giordana Ceccarelli) per salvare dalla crisi economica il Moulin Rouge.

E’ su questa doppiezza che si basa tutta la storia, portata avanti con ammirevole entusiasmo da tutti gli interpreti e dal corpo di ballo, tra canzoni ben eseguite dai due protagonisti e dall’Argentino (Luca Cannizzo).

Nonostante qualche problema tecnico riscontrato con i microfoni, che speriamo risolto nelle serate successive, lo spettacolo è trascorso piacevolmente e con buoni risultati scenografici, soprattutto se il tutto viene proporzionato alla giovane età di tutto lo staff.

Si sono alternate canzoni storiche del Moulin Rouge e pezzi rock più moderni, presi a prestito da Madonna, dai Kiss, dagli U2, dai Police e così via, in una commistione che tenta di soddisfare almeno due generazioni di spettatori.

E poi l’amore alla base di tutto, quel sentimento che rischia di essere misconosciuto e che invece qui è il vero protagonista, per non essere mai messo in secondo piano, neanche con i ritmi imposti dalla vita moderna che spesso lo fanno apparire quasi un ostacolo.

 

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