NATURA E IDEALE: IL PAESAGGIO A ROMA 1600-1650
GALLERIA NAZIONALE DEL GRAND PALAIS
dal 9 marzo al 6 giugno 2011
di Claudia Pandolfi
Un
momento che unisce la storia della pittura o il paesaggio diviene un genere a
tutto tondo.
C’è a Roma, nella prima metà del XVII secolo, che la storia della pittura del paesaggio comincia.
Fino a quel momento i paesaggi non rappresentano un genere pittorico a tutto tondo. Mentre è considerato solo come un semplice elemento decorativo, guadagna poco a poco un’autonomia e diventa un soggetto principale. Incomincia ormai a conoscere un considerevole successo nei palazzi pontifici e le collezioni dell’aristocrazia.
I più grandi artisti, Carrache, Rubens, Le Lorrain, Poussin contribuiscono all’emergere del paesaggio pittorico attraverso differenti tipi di rappresentazione della natura, viste della campagna romana, paesaggi marini, scene antiche.
Organizzate dalla Réunion des musées nationaux, il museo del Louvre e il museo del
Prado, l'expo riunisce dei prestiti d’eccezione di colezioni prestigiose del mondo intero. Arrivano dall’Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Ungheria, Paesi Bassi.
Ottanta pitture e una ventina di disegni mettono in luce gli aspetti più marcanti dell’arte del paesaggio. La diffusione delle creazione di Annibal Carrache; l’affermazione del naturalismo nordico, lo sviluppo dei paesaggi d’ispirazione neo veneziana nella Roma degli anni 1620 e 1630; la moltiplicazione delle viste pittoriche del genere dei Bamboccianti. Il successo de paesaggi topografici e dei capricci architettonici e infine l’eccezionale restituzione della luce e degli effetti atmosferici.
Un’esposizione organizzata dalla Riunione dei musei nazionali, dal mueo del Louvre e dal museo del Prado
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