IL PONTE DELLA MUSICA

INCOMPLETO MA GIA’ SUGGESTIVO

 

di Alessandro Tozzi

 

Il Ponte della Musica. Si chiama proprio così quella struttura futuristica costruita tra Lungotevere Flaminio e Piazza Maresciallo Giardino.

Una gigantesca elica di dna d’acciaio sospesa sul Tevere, affacciato sullo Stadio del Nuoto da una parte e sul Teatro Olimpico dall’altro, per non dire dello Stadio Olimpico, dell’Auditorium, dello Stadio Flaminio e di tutto il quartiere Flaminio/delle Vittorie.

Le autorità, attraverso la voce del sindaco di Roma Gianni Alemanno in occasione dell’inaugurazione del 31 maggio 2011, lo proclamano “primo ponte ecosostenibile” in virtù del fatto che vi transiteranno solo pedoni, ciclisti e mezzi pubblici. Dunque, fatto salvo l’indiscusso fascino dell’operazione, si suppongono scarsi i benefìci dal punto di vista della viabilità.

In realtà il fatidico taglio del nastro, particolarmente sospirato in quanto rimandato più volte rispetto ai programmi iniziali, perfino a causa dell’arrivo di doghe di curvatura difforme rispetto a quella necessaria, è stato forse un pochino affrettato; infatti al piano di sotto l’area presenta ancora calcinacci, recinti, carriole e movimenti vari. Trattasi di lavori accessori per rifinire le sponde e la pista ciclabile adiacente.

Volendo però accontentarsi, va detto che il lavoro principale appare ben fatto: le due corsie laterali di legno, corrimani compresi, destinate ai pedoni, di legno onde non diventare incandescenti d’estate, ma comunque sostenute da strutture metalliche, l’abbondante corsia d’asfalto centrale, a quanto pare riservata a bus elettrici che un giorno la percorreranno, e scalette per scendere sulle rive del fiume, e qui rientriamo nel cantiere ancora aperto.

Un’opera che unisce due sponde del fiume, due parti della città, una più “sportiva” e una più “artistica”. Un’opera che anche nell’utilizzo dei materiali congiunge passato, presente e futuro, con quel tentativo di elevazione verso l’alto.

Sui rispettivi sfondi, il verde della collina di Monte Mario da una parte, il recinto di Piazza Gentile da Fabriano dall’altra, in attesa di sapere in cosa si trasformerà: parco, parcheggio o tutte e due le cose insieme, chissà.

Staremo a vedere come saranno completati i lavori al di sotto, per ora l’impazienza dell’inaugurazione è stata soddisfatta.

Al di là del gusto estetico, speriamo che sia solo un primo passo verso la modernità, ma soprattutto verso l’efficienza di questa nostra città.

 

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