THE RUM DIARY DURA ESSERE GIORNALISTI A PORTO RICO

 

THE RUM DIARY – CRONACHE DI UNA PASSIONE

Regia Bruce Robinson

Con Johnny Depp, Michael Rispoli, Aaron Eckhart, Amber Heard, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, Bill Smitrovich, Amaury Nolasco, Marshall Bell, Karen Austin

Avventura, USA, durata 120 minuti – 01 Distribution – uscita martedi 24 aprile 2012

Siamo nel 1960, a San Juan, Porto Rico. Nella redazione di un giornale locale in odore di fallimento si presenta Paul Kemp (Johnny Depp), giornalista freelance piuttosto stimato ma dalla carriera ostacolata dall’alcool.

Con i consigli  del direttore  Lotterman (Richard Jenkins) e del fotografo Bob Sala (Michael Rispoli) entra pian piano, seppur con una certa riluttanza, nei meccanismi mentali di quel “sogno americano” imposto in un modo o nell’altro alla povera popolazione locale.

E’ la storia della manipolazione delle menti attraverso i media (chissà perché da italiani si capisce benissimo): la linea editoriale del giornale è, per stessa ammissione di Lotterman, “conforme” al sogno americano, con la specificazione che non bisogna svegliare la gente, che altrimenti chiederebbe il risarcimento!

Tutto si fa più nitido quando incontra Sanderson (Aaron Eckart), affarista senza scrupoli che medita in sostanza la “colonizzazione” di un’isola disabitata in mezzo all’oceano, perfetta per costruirci degli hotel di lusso. La strategia di manipolazione è quella di far digerire la cosa chiedendo la costruzione di 10 hotel, finendo per essere accontentati con 2; fatti quelli, la strada è spianata. Come in politica, come nei giochi di potere, si fa credere alle categorie sottomesse di aver vinto quando invece si è ottenuto esattamente quel che si voleva sin dall’inizio. La strategia necessita anche della collaborazione giornalistica di Paul, sapiente manovratore di parole.

A complicare tutto ci si mette quella che è molto più di una cotta tra Paul e Chenault (Amber Herad), moglie di Sanderson. Per lui si tratta di decidere da che parte stare.

La cosa più bella del film è rappresentata dalle musiche blues che accompagnano le immagini dei locali e degli spostamenti di Paul e Bob, la meno bella invece da quei combattimenti tra galli con tanto di scommesse a margine, passatempo tanto di moda in quei paesi che si conclude con la morte dello sconfitto. Senza scomodare animalisti e moralismi vari, trovo personalmente antipatico che nella pellicola Paul e Bob si procurino dei soldi grazie alle vittorie sul campo del loro “campione”, benedetto perfino da uno stregone.

Nel complesso una storia abbastanza normale, con lo stesso Johnny Depp autore di una prestazione altrettanto normale.

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