ANOTHER EARTH

 

GENERE: Drammatico

REGIA: Mike Cahill

SCENEGGIATURA: Mike Cahill , Brit Marling

ATTORI: William Mapother, Brit Marling, Jordan Baker, Flint Beverage, Robin Taylor, Joseph A. Bove, Natalie Carter, Diane Ciesla, Jeff Clyburn, Bruce Colbert

FOTOGRAFIA: Mike Cahill

MONTAGGIO: Mike Cahill

MUSICHE: Fall On Your Sword

PRODUZIONE: Tyler Brodie, Mike Cahill, Hunter Gray, Brit Marling, Paul S. Mezey, Phaedon A. Papadopoulos, Nicholas Shumaker.

PAESE: USA 2012

DURATA: 92 Min

TRAMA: Quando Rhonda Williams, una brillante studentessa di astrofisica al Massachusetts Institute of Technology, si sporge un po’ dal finestrino dell’auto che sta guidando per osservare meglio un pianeta di recente scoperta, succede l’irreparabile. La giovane va a sbattere contro un minivan, che procedeva in direzione opposta, uccidendo gli occupanti. Riconosciuta colpevole dell’accaduto e condannata per questo a quattro anni di carcere, una volta tornata libera, Rhonda sente di dover incontrare il musicista John Burroughs, l’uomo che è rimasto vedovo in seguito a quel tragico incidente. Intanto, questo nuovo pianeta, che ora può essere visto distintamente in cielo, è uno specchio identico della Terra. Si sta pure svolgendo un concorso: chi scriverà il migliore saggio sul tema vincerà un viaggio premio sullo shuttle civile che andrà a visitare il pianeta. E Rhonda, pensando di partecipare a questa competizione, si chiede come sarebbe potuta essere lì la vita di una versione “specchio” di sé stessa.

Film interessante seppure nella sua drammaticità, storia non banale, e soprattutto, storia che costringe lo spettatore a riflettere su un tema delicato qual è la possibile presenza di altri pianeti abitati nell’universo.

Film d’esordio di Mike Cahill opera co-firmata insieme alla sua compagna di studi alla Georgetown University, Brit Marling, talentuosa protagonista di questa pellicola, insieme a William Mapother, il ritmo di questo film è lento, dalle scenografie asciutte e semplici, ma scava nella psicologia dei personaggi fino a far emergere una triste e scomoda verità e a concludersi con un’ovvietà.

Il personaggio femminile principale, Rhoda, promettente universitaria, all’inizio del film causa un incidente stradale in cui morirà la famiglia del brillante musicista compositore John Burroughs che cadrà in una pericolosa depressione annichilente.

Questo incidente cambierà la vita anche a Rhoda, che perderà l’opportunità di frequentare il prestigioso MIT e si ritroverà ad accettare semplici lavori manuali che le permetteranno però, di fare ammenda per il male causato e al tempo stesso di capire meglio se stessa e i suoi desideri. In tutto il film Rhoda cerca di punirsi per aver causato la morte della famiglia del compositore, ma al tempo stesso accarezza l’idea di poter conoscere il nuovo mondo appena scoperto, anche se è stato la causa dell’incidente che le ha fatto trascorrere quattro anni in carcere.

Quindi Rhoda con uno stratagemma, si trasforma nella domestica del musicista e poco per volta lo strappa alla sua depressione e lo riporta alla vita, fino a quando decide di raccontargli la verità, e la sua vita prende una svolta ancora diversa.

Film interessante sia per i contenuti che per gli interrogativi che obbliga lo spettatore a porsi una serie di domande su di noi genere mano e sulla possibilità che possa esistere un mondo non solo parallelo al nostro ma anche speculare.

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