LE BELVE, LO SONO PER DAVVERO LA SOLITA AUDACIA DI OLIVER STONE

 

LE BELVE

Regia Oliver Stone

Con Aaron Johnson, Taylor Kitsch, Blake Lively, John Travolta, Salma Hayek, Emile Hirsch, Benicio Del Toro, Joel David Moore, Mia Maestro, Demian Bichir

Thriller, USA, durata 130 minuti – Universal Pictures – uscita giovedi 25 ottobre 2012

Ben e Chon (Aaron Johnson e Taylor Kitsch) sono soci in affari e amici veri. L’unione è piuttosto particolare in entrambe le sfere: gli affari consistono nel coltivare, trattare e spacciare marijuana in tutta la California con favolosi introiti, l’amicizia arriva perfino a condividere una donna, Ophelia (Blake Lively), secondo la quale “loro due insieme sono l’uomo perfetto”.

Il fatto è che sono troppo bravi, sia nella lavorazione vera e propria che nello smercio, i clienti sono soddisfattissimi e la qualità è riconosciuta come eccezionale. Sembra proprio che abbiano un segreto, oltre alla copertura garantita da Dennis (John Travolta), politico molto in vista e ritenuto insospettabile.

E’ per questo che finiscono per destare l’interesse di un boss messicano, Elena (Salma Hayek), che li vorrebbe dalla sua parte, oltre che per la “stima professionale” anche per ovvia convenienza, promettendo anche una ricca percentuale. Chon vorrebbe mollare tutto e fuggire lontanissimo senza lasciar tracce, anche perché spaventato dalla visione di un filmato Internet, in cui fanno un’orribile fine certi individui che si sono messi contro il boss, mentre Ben è più possibilista.

Ma ben presto l’”offerta di collaborazione” diventa ricatto bello e buono. Ophelia viene rapita e diventa l’arma del ricatto. L’amore che lega i due a lei è profondo e i due sembrano accondiscendere, si affaccia anche la proposta alternativa: collaborazione a parte, la vita di Ophelia costa 13 milioni di dollari! Ben e Chon organizzano una rapina al corriere della stessa Elena, riuscendo anche a fugare i sospetti da loro, ma a poco a poco queste maniere forti si rilevano sempre meno congeniali per loro.

Riescono anche ad incolpare Alex (Demian Bichir), uno dei delegati di Elena, e a farlo bruciare vivo; anzi lo spregevole Lado (Benicio Del Toro) offre proprio a loro la fiamma letale, con ovvio tumulto di coscienza.

Si fa strada nella loro mente un contro-ricatto, perché Elena ha una figlia che non vede da molto tempo e pensano alla mano pesante anche loro: uno scambio di persona e pari e patta. La frase emblematica della voce narrante di Ophelia è “Se vuoi controllare qualcuno prendigli chi ama” e si adatta perfettamente sia a loro tre che a Elena e la figlia.

Come spesso fa Oliver Stone indaga la mente umana ai limiti della follia, del balzo incontrollabile su un treno che va velocissimo, dal quale non si scende senza farsi molto male. C’è amore e violenza, serenità e tortura, il massimo del bene e il massimo del male; e c’è anche l’elemento che galleggia in mezzo, Dennis. Tutti gli attori sono autori di una buona caratterizzazione dei propri personaggi.

Il culmine infuocato è naturalmente il momento dello scambio, e qui addirittura Oliver Stone ci propone un doppio finale, con l’escamotage del nastro che si riavvolge; ognuno scelga quello che preferisce. D’altronde Ophelia con la sua voce fuori campo avvisa lo spettatore fin dall’inizio della proiezione: “Il fatto che vi racconti questa storia non significa necessariamente che io sia viva!”.

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