IL MATRIMONIO CHE VORREI CONIUGI FELICI SI NASCE O SI DIVENTA?

 

 

IL MATRIMONIO CHE VORREI

Regia David Frankel

Con Tommy Lee Jones, Meryl Streep, Steve Carell, Elisabeth Shue, Jean Smart, Susan Misner, Marin Ireland, Ben Rappaport, Brett Rice, Daniel Flaherty

Commedia, USA, durata 99 minuti – Bim – uscita giovedi 18 ottobre 2012

Arnold e Kay (Tommy Lee Jones e Meryl Streep) sono una coppia sposata da 31 anni, malati di abitudinarietà ormai terminali, soprattutto dopo che i figli sono usciti di casa per fare famiglie proprie.

Si sente sola, Kay, perchè Arnold è tutto, lavoro, leggere il giornale, guardare il golf in tv. Dormono perfino in camere separate da molti anni. Viene a conoscenza di un fantomatico terapista di coppia del Canada e in un attimo sgancia 4mila dollari e prenota. Inutile dire della resistenza di Arnold, secondo cui si tratta di uno dei tanti ciarlatani che spillano soldi ai polli. Ma Kay è determinata e così lui, molto malvolentieri, la segue.

Sembra un film fatto apposta per le coppie di mezza età o un pochino appannate dopo tanti anni: si alternano nelle sedute argomenti generici e perfino dettagli a luci rosse. Si racconta il primo incontro e si descrivono le posizioni praticate nei primi tempi, si confessano le proprie fantasie più perverse, poi c’è la fase dei rinfacci delle cose di 20 anni prima, c’è perfino un sesso orale mal riuscito nella sala di un cinema!

L’abilità del soggetto e della sceneggiatura è di aver assemblato il film in modo da potervi far riconoscere chiunque, anche se apparentemente si discute il singolo matrimonio di Arnold e Kay. La prestazione dei due protagonisti è ottima, dimostrando che non ci sono solo i giovanissimi per i ruoli importanti, anche se il Tommy Lee Jones pigro e svogliato visto qui non è neanche lontano parente del Man in Black uomo d’azione, forse solo l’abilità di contenere le emozioni è paragonabile.

La sequenza ripetuta 4 volte della colazione della mattina, sempre tale e quale nei minimi dettagli, ben esprime la tristemente nota quotidianità coniugale, è lei il nemico da combattere, ma non sempre, anche questo sembra voler essere il messaggio del film, si può sconfiggere: il dott. Feld (un compostissimo Steve Carell) specifica che il suo aiuto dovrebbe essere utile a riparare i matrimoni oppure a concluderli, ribadisce che davanti a lui “non ci sono risposte sbagliate”, assegni gli “esercizi” da fare a casa, che consistono in abbracci, cenette fuori, sorrisi.

Gli esiti della cura sono alterni, tra fallimenti sconfessati e momenti di ottimismo (sintomatico un sorridente risveglio di Kay che apre gli occhi e trova un braccio di Arnold a cingerla teneramente come un tempo), le fasi più avanzate della terapia prevedono anche prove “erotiche”, e anche quelle sono un pò balbettanti.

A prescindere dall’esito finale della cura, l’insegnamento sembra essere tanto vero quanto scontato: in amore vince chi ama davvero e parla chiaro!

 

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