PESCA CON LA MOSCA di Gianni Simoni

Titolo: Pesca con la mosca

Autore: Gianni Simoni

Editore: Tea

Pagine: 307

Trama: Tavernole sul Mella, Val di Ledro, Brescia: i vertici di un macabro triangolo all’interno del quale si consuma una catena di omicidi sconcertanti, il cui solo comun denominatore pare essere l’abito talare indossato ora dai sospettati, ora dalle vittime. E l’ex giudice Petri questa volta sembra finirci in mezzo proprio per caso, quando, in un tiepido pomeriggio di fine estate, durante una battuta di pesca con la mosca, s’imbatte in un macabro spettacolo: il cadavere di una giovane donna che galleggia pigramente in un’ansa del torrente nel quale sta pescando. È l’inizio di una trama sempre più intricata, in cui gli omicidi si susseguono a ritmo inquietante; in cui la soluzione un momento appare a portata di mano e subito dopo è ambigua e fuorviante; in cui le acque si confondono in continuazione e assassini e vittime paiono scambiarsi le parti in un gioco perverso. Un’indagine molto scomoda per Petri e Miceli, che, tuttavia, come sempre, non scenderanno a compromessi in nome della giustizia.

Giallo dal sapore di casa nostra, questo pesca con la mosca di Gianni Simoni. I personaggi sono ben descritti e si amalgamano bene con la storia; per alcuni risvolti alcuni personaggi sembrano più caratteristi o macchiette piuttosto che personaggi veri e propri, ma sono del tutto funzionali alla storia.

La scrittura è lineare, asciutta, mai machiavellica o esageratamente descrittiva, il racconto non si perde mai in inutili lungaggini e la storia è piacevolmente scorrevole e mai prolissa.

L’argomento trattato, se vogliamo, è un po’ scabroso ma piuttosto realistico visti i tempi; in questo libro non sono presenti attrezzature ultratecnologiche o metodi da profiler ma solo un genuino lavoro di deduzione da parte delle forze dell’ordine di casa nostra.

La vicenda è ambientata nella provincia bresciana dove un magistrato in pensione durante una battuta di pesca (con la mosca appunto) trova il cadavere di una donna arenatosi in un’ansa del fiume in cui sta pescando e da qui parte l’intera vicenda in cui l’ex giudice partecipa alle indagini anche se ufficialmente non dovrebbe, ma sarà determinante e risolutivo per il buon esito della vicenda.

La trama è ricca di vicende personali dei personaggi che si intrecciano tra loro creando un ordito fitto di sorprese, ovviamente per essere un giallo che si rispetti non poteva essere presente un solo cadavere per di più accidentale e quindi man mano che la vicenda evolve spuntano con ritmo impressionante altri cadaveri legati da un unico denominatore comune: sono tutti preti che hanno molto da nascondere al mondo.

Il finale è un fulmine a ciel sereno anche se lascia un po’ l’amaro in bocca nello scoprire il movente che ha animato la mano dell’assassino.

Insomma questo è un thriller all’italiana, che può fare scuola, che dimostra come anche nel nostro paese questo genere diciamo d’importazione diventi sempre più originale e al tempo stesso più patriottico. Amanti della letteratura scandinava o americana, aspettative altre interessanti novità da questo scrittore.

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