SPIDER 3D

 

GENERE: Thriller

ANNO: 2013

REGIA: Tibor Takács

SCENEGGIATURA: Joseph Farrugia

ATTORI: Christa Campbell, Patrick Muldoon, William Hope, Shelly Varod, Jon Mack, Sydney Sweeney, Zlateto Keremedchieva, Sarah Brown, Christian Contreras

FOTOGRAFIA: Lorenzo Senatore

MONTAGGIO: Joe Plenys

MUSICHE: Joseph Conlan

PRODUZIONE: Nu Image Films

DISTRIBUZIONE: M2 Pictures

PAESE: USA

DURATA: 89 Min

FORMATO: 3D

TRAMA :In seguito a un incidente occorso in una base russa, un gruppo di ragni mutanti invadono i tunnel della metropolitana di New York. Cresciute in maniera spropositata nell’arco di breve tempo, le gigantesche e mostruose creature a otto zampe seminano il panico per tutta la città, minacciando di devastare tutto ciò che incontrano e di mettere in pericolo la sopravvivenza dell’intera popolazione. Toccherà a Jason, un funzionario della metropolitana (in crisi con la moglie Rachel), provare ad evitare che la Regina dei ragni raggiunga le sue uova per salvare in primo luogo la vita della propria figlia.

Che dire di questo film, la trama è esageratamente banale, gli attori umani fanno solo da contorno (e a volte non solo in senso lato ma anche culinario) ad una spider-story con tanto di mutazioni e manipolazioni genetiche incredibili da parte della difesa militare.

Ma cominciamo dall’inizio: l’incipit è un deja vu di tutto rispetto, sembra di essere tornati ai tempi di Alien in cui l’esercito pensava di poter utilizzare l’alieno come arma invincibile e impropria, poi proseguendo nella storia ho riscontrato analogie anche con Godzilla per la dimensione dei ragni alieni e per le loro prodezze in giro per la città.

L’eroe senza macchia e senza paura poi, alla fine si arma addirittura di un treno per sconfiggere la temibile creatura; il tutto condito da disastri, eccidi umani e non, effetti speciali a profusione urla di terrore e quant’altro.

Film del genere horror più che fantascienza, adatto per passare 2ore senza pretese di trama, metafore o allegorie intellettuali, insomma l’unico pregio di questo film è la visione 3d.

Veterano del genere, il regista Tibor Takács ha un curriculum di tutti rispetto tra ratti, serpenti, kraken, zanzare antropomorfe e anche una tela di ragni ipertrofici (Ice Spiders – Terrore sulla neve). Qui sembra innescare il pilota automatico lasciando che una premessa senza futuro si sviluppi in un’invasione aliena senza uno sprazzo di divertimento. Film penalizzato da un budget piuttosto ristretto che purtroppo taglia i fondi agli effetti speciali qui molto sottodimensionati, tra l’altro la storia prevede un grottesco tentativo di guerra fredda, con un colonnello americano intento a carpire il segreto di questa improbabile arma biologica ma ingestibile, e il tutto appare quantomeno anacronistico.

Questo film manca di autoironia e di tensione, per cui risulta una pietanza insipida e allo stesso tempo piuttosto indigesta da digerire, e per lo spettatore è quasi impossibile farsi intrappolare nella sua ragnatela.

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