TUTTO SOMMATO di Gigi Proietti

 

Titolo: Tutto sommato

Autore: Gigi Proietti

Editore: Rizzoli

Pagine: 252

Trama: “Ibsen, Shakespeare, Brecht…” Quando gli insegnanti del Centro universitario teatrale gli sottoposero una lista di autori da portare in scena, il giovane Luigi Proietti per poco non svenne: non ne aveva mai sentito nominare nessuno. Come tanti ragazzi cresciuti nella periferia della capitale, all’ombra del boom economico, Proietti pensava soprattutto alla musica e guardava all’America. Per lui l ’unico palco era quello dei night club, dove suonava e cantava insieme agli amici di sempre. Si era iscritto per gioco a quel corso di recitazione, spinto dalla voglia di qualcosa di diverso: non poteva immaginare che quel “gioco” gli avrebbe cambiato la vita. Il “cantante dalla voce ritmico-melodica- moderna” dimostra subito una versatilità senza precedenti, un potenziale che esprimerà al meglio in A me gli occhi, please e negli altri one-man show scritti con Roberto Lerici, dei tour de force nei quali salta dal dramma al varietà lasciando il pubblico a bocca aperta. E in cinquant’anni di carriera Proietti ha conquistato generazioni di spettatori, contaminando la cultura “alta” e quella “bassa” senza pregiudizi. In Tutto sommato ci restituisce quella voglia di mischiare le carte in tavola, intrecciando le gioie della vita a quelle del palco e lasciando sempre sullo sfondo la sua Roma, città eterna e fragile, tragica e ironica, cinica e innamorata..

Non saprei trovare un unico aggettivo per descrivere Gigi Proietti nella sua complessità, potrei provare ad utilizzare “mattatore” oppure “istrionico” o ancora “eclettico” ma sarebbe comunque riduttivo.

Gigi Proietti in questo suo libro di memorie si racconta come se parlasse direttamente al suo pubblico da un palcoscenico sospeso nel vuoto con Roma come sfondo; ci racconta i suoi esordi, le sue difficoltà, le sue origini piuttosto popolane e durante la lettura il lettore viene catapultato in un turbinio di ricordi partendo dall’immediato dopoguerra dove la povertà non era semplicemente un fantasma ma, purtroppo, una compagna di vita per tante famiglie compresa quella del nostro Gigi.

La carrellata di ricordi scorre partendo dagli esordi delle serate musicali e dell’avanguardia impegnata, ai tempi dell’università, passando per spettacoli famosi come a me gli occhi, please e i suoi esilaranti retroscena, poi attraverso il doppiaggio e il cinema, per arrivare alla direzione artistica del Teatro Brancaccio e scoprire che da quel laboratorio teatrale sono usciti alcuni degli attori più apprezzati dei nostri giorni, senza dimenticare ovviamente la televisione e i suoi successi quali ad esempio il Maresciallo Rocca.

Il libro poi racconta tanti piccoli aneddoti alcuni veramente esilaranti, legati a personaggi famosi quali Vittorio Gassman, Peppino De Filippo, Gina Lollobrigida e tanti altri.

Gigi Proietti è un artista completo e un attore fuori dal comune, come ce ne sono pochi nel panorama artistico attuale;  è uno dei più grandi mattatori dell’ultimo mezzo secolo. Esuberante sulla scena, quanto riservato nella sua vita privata, ha deciso di raccontare in un libro tutto di sé, e tutto il formidabile repertorio di aneddoti e avventure accumulato in una vita tra i protagonisti del teatro, della radio, della televisione, del cinema italiani, dimostrando, anche attraverso la scrittura, il grande talento esibito sul palcoscenico.

La scrittura è scorrevole e lineare, priva di quegli artifici letterari di cui a volte abusano gli scrittori, forse perché l’autore è abituato a rivolgersi al suo pubblico utilizzando un linguaggio semplice, diretto e comprensibile, e il risultato è una lettura piacevole e interessante, mai pesante che attraversa mezzo secolo di teatro, spettacolo con  qualche  intrusione nel mondo della musica.

Lettura consigliata a chi ha avuto modo di vedere almeno uno spettacolo del nostro mattatore per riviverne le atmosfere, ma anche a chi a teatro non l’ha mai visto per capire quanto lavoro c’è dietro le quinte e non solo, per strappare una risata anche al più scettico e prevenuto spettatore.

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