UNA BIONDA DI TROPPO PER SARTI ANTONIO di Loriano Macchiavelli

Titolo: Una bionda di troppo per Sarti Antonio

Autore: Loriano Macchiavelli

Editore: libreria dell’orso

Pagine: 79

Trama: Ultimo baluardo di una giustizia ancora a misura d’uomo, Sarti Antonio, sergente, si trova a dover affrontare un nuovo caso in una Bologna soffocata dal caldo torrido di agosto. Kim, uno spacciatore pugnalato durante la notte, ha lasciato una traccia da seguire: due nomi su un’agenda e le sue ultime parole prima di spirare. Le indagini si muovono in un sottobosco crudo e bizzarro, popolato da strani personaggi.

Libro d’ambientazione nostrana, a Bologna in un torrido agosto qualsiasi, il nostro investigatore deve risolvere il caso di un giovane spacciatore pugnalato a morte durante la notte.

Le indagini si muovono in un sottobosco crudo e bizzarro, popolato di strani personaggi che rispondono a bizzarri soprannomi gergali quali Gesso, il Lungo, il Piccoletto e Settepaltò, ma le indagini sembrano non approdare a nulla nonostante l’immancabile tazzina di caffè che aiuterà ancora una volta il nostro Sarti Antonio ad avere l’illuminazione che gli permetterà di risolvere il caso, anche se all’ultimo momento, quasi in corner.

Il tormentone di questo libro è proprio la ripetizione ossessiva del nome del protagonista unita al mantra dell’ispettore capo Raimondi Cesare ovvero “se è vero come si dice”.

L’indagine invece di svolgersi come normalmente accade, in questo caso pare riavvolgersi su se stessa quasi a inglobare il bandolo della matassa e a renderlo ancora più occulto, fino al lampo di genio risolutore del nostro Ispettore Sarti Antonio

La storia non è delle più originali, e il finale è quasi scontato, per il lettore ma non per l’ispettore.

Il pregio di questo libro è che si legge bene, la scrittura è semplice e lineare, e i personaggi descritti portano il lettore in un mondo parallelo fatto di individui alquanto improbabili ma che purtroppo raccontano una realtà che molti ignorano o vogliono ignorare, fatta di povertà e disagi, qui però raccontata in modo da sottolinearne la nota comica se mi è consentita l’espressione, visto il contesto.

Lettura non troppo impegnativa adatta ad un pubblico non molto esigente in fatto di indagini e di intrighi, che in questo breve romanzo non vengono mai approfonditi e fanno risultare la storia un po’ superficiale.

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