SOGNI DI SANGUE di Lorenza Ghinelli

Titolo: Sogni di sangue

Autore: Lorenza Ghinelli

Editore: Newton Compton

Pagine: 123

 

Trama: Enoch ha tredici anni ed è costretto a portare dei tutori di metallo che lo rendono facile bersaglio delle prepotenze dei suoi coetanei. Eppure, quando si addormenta, diventa più letale di una legione di demoni. Cosa accade mentre dorme? C’è forse un legame tra i sogni di Enoch, la sparizione del suo peggiore aguzzino e il ritrovamento di uno strano ciondolo risalente all’antico Egitto? Chissà se Dorotea, la madre di Enoch, donna algida e imperturbabile, con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte, conosce il suo segreto. Persino la loro casa nasconde un mistero, mentre tanti altri brulicano e strisciano lungo le fogne della città…

 

In una famosa favola dei tempi andati, la protagonista allegramente cantava “ i sogni son desideri ….” Ma in questo caso, i sogni del giovane e vessato protagonista sono un frammisto di desiderio si, ma di vendetta con risvolti horror che magicamente (o quasi) si avverano.

La trama è molto semplice e lineare e la storia scorre bene senza intoppi, l’argomento che fa da sfondo alla storia è il bullismo, ma qui la vittima diventa carnefice inconsapevole per merito della malefatta di un ignoto ladro.

Alcune scene sono piuttosto forti, farcite di violenza, scarafaggi, mota, ratti di fogna ecc. e all’inizio del racconto ho scorto un barlume kafkiano che però è stato solo un flash, un lampo che subito si è spento.

Il nome del personaggio principale, Enoch, ha origini bibliche e pare che fosse secondo la Genesi il bisnonno di Noè, ma tornando ai tempi nostri, mi ricorda molto da vicino, l’avo di Pendergast, personaggio enigmatico uscito dalla penna del duo Preston & Child, ma tutto è possibile.

Lo stile della Ghinelli è asciutto e pulito, ma la storia non coinvolge più di tanto il lettore, è come se mancasse qualcosa, alcune scene sono solo abbozzate e lasciano tanti interrogativi aperti, e alcuni protagonisti mi sembrano un po’ anacronistici; mi spiego meglio: gli adolescenti teppisti e pluriripetenti, in alcuni casi si esprimo in modo un po’ troppo forbito per il loro ruolo, mi riferisco a quando Gino il bullo quindicenne, che mentre si incammina lungo un tunnel fa riferimento alla “narcosi da azoto” con tanto di riflessione medica sui metri necessari ai sub per non diventare vittime della  cosiddetta “ebrezza da alti fondali”.

Altro appunto da fare è sul culto esoterico praticato dalla madre di Enoch che sembra prendere vita solo grazie al ritrovamento fortuito del ciondolo da parte del figlio. Altra cosa che mi lascia piuttosto perplessa è la spiegazione relativa al radon presente sugli oggetti trafugati dalla tomba egizia utilizzato dagli antichi egizi come punizione divina per i profanatori di tombe, qui spacciato per agente allucinogeno, e io mi chiedo se ciò sia possibile dopo duecento anni passati in una fogna, forse potrebbe aver perso parte della sua radioattività.

Consigliato per chi ha voglia di una lettura molto leggera e senza impegno. Ovviamente sconsigliato per chi ha paura dei coccodrilli o dei rettili in generale.

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