ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA E DELL’AMORE

Sulla scia di Pascarella e di una romanità affrontata con brio, lo spettacolo andato in scena a RomaTeatri diverte, regalando anche stornelli da antologia

RomaTeatri, 3 febbraio 2018, Roma

Regia: Claudio Blancato
Con: Franca De Santis, Claudio Blancato, Fernando Sbriscia, Pino Pontuali, Alessandro Tozzi, Luisa Cimarra
Musiche: Pino Pontuali
Date: Sabato 3 febbraio ore 21, domenica 4 febbraio ore 18

Foto: Giovanni Trinchese

INTRO: Miscela esplosiva di teatro e musica: nel primo tempo scopriamo l’America attraverso i fumi dell’alcol di un’osteria, nel secondo scopriamo l’amore…

Una vocale importantissima, qui: A come America, A come Amore. Per uno spettacolo fondamentalmente dicotomico, spaccato in due all’intervallo da una cesura abbastanza netta tra le due parti, ma reso in qualche modo omogeneo dal gradevolissimo e salace accompagnamento musicale del maestro braccianese Pino Pontuali, con il suo leggendario organetto. Ciò che è andato in scena il 3 e 4 febbraio a Roma Teatri si potrebbe perciò riassumere in verve romanesca, stornelli, commedia degli equivoci e altre forme comiche ben assortite, che la compagnia capitanata da Claudio Blancato ha saputo proporre con lo spirito giusto.

Per essere franchi, la prima parte di Alla scoperta dell’America e dell’Amore è quella che ci è maggiormente piaciuta. E non ci ha sorpreso più di tanto, quindi, apprendere che presentata autonomamente in altri contesti aveva già vinto dei premi. Particolarmente a loro agio qui gli interpreti, i quali, oltre al musico Pino Pontuali e al suddetto Blancato, che dello spettacolo cura anche la regia, sono Fernando Sbriscia, Franca De Santis, Alessandro Tozzi, Luisa Cimarra. Piacevolissima e ben coordinata l’interazione tra loro nell’ameno scenario costituito dall’Osteria del Tempo Perso, scenografia rustica e dal sapore tradizionalmente capitolino destinata a ospitare un testo molto arguto di Cesare Pascarella, poeta romano probabilmente meno noto del Belli e di Trilussa, ma che per la validità dei suoi componimenti meriterebbe di essere ricordato più spesso. In questo segmento della rappresentazione la compagnia dà il meglio di sé. E ci riesce facendo rivivere in modo scoppiettante quelle battute sapide, irriverenti, che riportano il viaggio di Colombo a una visione penetrante e umana, filtrata ovviamente dal pungente umorismo romanesco, di quell’esplorazione che divenne ben presto saccheggio e conquista, ahinoi. La seconda parte dello spettacolo ci conduce invece verso ambientazioni contemporanee, galleggiando tra siparietti paradossali ed altri sketch che, pur risultando un po’ slegati tra loro, riescono a saggiare differenti declinazioni di una comicità genuina e diretta.

Written By
More from Stefano Coccia

SIGNORINA ELSE

Per la Rassegna di Puro Teatro curata da Angela Antonini, un adattamento...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.