I “CELLO ENCORES” DI LUCIANO TARANTINO, “RAGIONE E SENTIMENTO” AL SERVIZIO DELLA MUSICA

 

“Cello Encores” del violoncellista Luciano Tarantino, con la partecipazione di Giuseppe Bini al pianoforte, è una vera chicca nel panorama discografico attuale. Essa ci dà la possibilità di porre l’accento su un giovane interprete dei nostri tempi, capace qui di coniugare musica colta e piacevolezza d’ascolto, in un binomio che trova all’interno dell’album il suo marchio di fabbrica.

Uscito per la casa “Farelive” di Matera, già recensito dalla rinomata rivista “Musica” con 4 stelle, il lavoro discografico di Tarantino comprende un nucleo di 18 tracce, tutte identificabili come possibili bis da concerto, ad opera di importanti compositori afferenti al periodo romantico e novecentesco. Scelta indiscutibilmente accattivante, ma anche coraggiosa, viste le difficoltà interpretative che questo tipo di repertorio comporta.  

Nato a Bari nel ’77, il M° Tarantino, si diploma giovanissimo presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, affiancando contemporaneamente studi con i più grandi maestri violoncellisti come Rostropovich, Ormezowski, Mork, Geringas, e Monighetti, che gli hanno permesso a soli 20 anni, di qualificarsi in concorsi come primo violoncello in importanti orchestre sinfoniche e liriche come Rai di Torino, Santa Cecilia di Roma, Arturo Toscanini di Parma, Maggio Fiorentino, Arena di Verona, Radio di Lugano, etc. E’ stato diretto da importantissimi direttori d’orchestra come Lorin Maazel, Giuseppe Sinopoli, Frubeck Deburgos, Kirill Pretrenko, Eliau Inbal, Gianandrea Noseda, JaffreyTate, e tanti altri. Ha tenuto concerti in teatri esteri importanti come Opera Garnier di Paris, Bolshoi di Mosca, Kubikiza di Tokyo, e ancora Pechino, Stoccolma, Madrid, Istanbul, Beirut, Seoul, Johannesburg, Dubrovnik etc. Ha registrato per emittenti televisive come Rai, Bbc, Tv France, Tv Japan, inciso più di 20 cd, e duettato con importanti musicisti di caratura internazionale, tra cui Giovanni Sollima. Suona il preziosissimo violoncello italiano “Carlo Antonio Testore” del 1736.

Tornando al disco, non possiamo non evidenziare quanto il suo interprete, sia un profondo e sensibile artigiano dello strumento, in possesso di un intenso, cangiante vibrato, e quanto, nella sua natura, gli elementi virtuosistici e musicali si fondano a creare un’unica linea operativa: un mix di “Ragione e Sentimento” al totale servizio della Musica. Una nota di merito va certamente a Giuseppe Bini, capace di affiancare con sensibilità ed appropriatezza il violoncello di Tarantino, attraverso un pianismo sobrio, elegante e ricco di colore.

In Cello Encores non vi è ombra di leziosità, edonismo o autocompiacimento, nulla che non trovi un pieno supporto nel “segno scritto” dal compositore. In esso tutte le questioni tecnico/strumentali vengono brillantemente risolte, in più Tarantino sfodera un ampio “range” dinamico/espressivo che gli consente la massima credibilità nell’esecuzione di autori spesso vicini storicamente, ma assai differenti sul piano poetico e formale.  E così l’ascolto passa “rapito” dagli ariosi e romantici fraseggi di Bridge, al lirismo di Leoncavallo, dalle impennate virtuosistiche e corrosive di Popper e Rostropovich, alle sentimentali, malinconiche e brillanti atmosfere di  Elgar e Weber.   Diciotto meravigliosi affreschi di vita e bellezza, tutta da ascoltare.

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