L’ULTIMO GIRO DELLA NOTTE – di Michael Connelly

Autore: Michael Connelly

Editore: Piemme

Pagine: 372

Traduttori: Alfredo Colitto

Trama: «La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.» 
La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio – destinato a incontrarsi presto anche con Harry Bosch -, una detective tosta, solitaria e dalla corazza durissima. Una che non ha nessuna intenzione di mollare.

Mi piace molto lo stile con cui Connelly riesce a descrivere personaggi, atmosfere, ambientazioni è uno stile pulito, realistico, quasi giornalistico, cinematografico che fa capire come sia possibile che i suoi romanzi, possano creare una sorta di “dipendenza narrativa”.

In questo romanzo la protagonista è una detective del turno di notte denominato forse in modo dispregiativo “l’ultimo spettacolo”, è una detective scomoda, che non si lascia manipolare dalla politica e dai suoi superiori, che dice sempre quello che pensa anche quando non dovrebbe, ma è corretta e leale con i colleghi e questo suo modo di essere unito al non piegarsi alle regole diplomatiche le costerà la carriera.

La protagonista ricorda molto da vicino l’indomabile detective Harry Bosch, protagonista di molti romanzi di Connelly, perché anche Ballard ha una personalità molto forte, è molto arguta, e purtroppo anche emarginata dai colleghi troppo invidiosi delle sue brillanti intuizioni, e in questa indagine si troverà ad affrontare una storia torbida dove niente è come sembra e niente è da dare per scontato, dove tutto va dimostrato scientificamente in modo inoppugnabile, e dove gli ostacoli veri o presunti sono innumerevoli.

Nonostante il personaggio principale (Ballard) si comporti da dura ha un bellissimo rapporto umano con Lola il suo cane, recuperata da una situazione drammatica e fedele oltre ogni limite immaginabile, e anche con la nonna in cui ripone una fiducia incondizionata, tanto da lasciarle in custodia Lola quando ne ha bisogno.

La storia è ben articolata, avvincente e molto coinvolgente, il ritmo è costante con qualche colpo di scena, è un giallo a volte un po’ violento ma non ci sono risvolti truculenti e lo stile di scrittura è quello che contraddistingue tutti i romanzi di questo autore.

Indicato a chi ama e predilige storie poliziesche con qualche sfumatura noir.

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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