Radice di due

Amori instabili, formule matematiche e – soprattutto – due interpreti in stato di grazia, sul palco del Teatro Trastevere

Roma, Teatro Trastevere, 6 novembre 2018

Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta:

RADICE DI DUE

Di: Adriano Bennicelli
Regia: Marco Zordan

Con: Luca Basile e Viviana Colais

Ufficio Stampa: Vania Lai

Ph: Valerio Ziccanu Chessa

Date: Dal 6 all 11 Novembre

Intro: Una tenera e delicata storia che vede unite due esistenze, quelle di Geraldina e Tommaso che si conoscono sin da ragazzi, abitano vicini, iniziano assieme l’avventura del liceo. Lui, Tommaso, è appassionato di matematica; lei, Gerry, introspettiva e in continua contrapposizione con il suo amico ed è quasi inevitabile che la semplice amicizia si trasformi presto in una storia d’amore che dura in pratica tutta la vita.

Luca Basile lo avevamo incrociato a teatro diversi anni fa, interprete spigliato e brillante. Adesso però sembra aver acquisito una padronanza e una verve superiori. Con delle uscite a tratti incontenibili e tempi sempre giustissimi, sia sotto il profilo della comicità pura che nel conferire profondità al personaggio. Tocca ammettere, invece, che la carriera in ascesa di Viviana Colais ci era maggiormente nota per alcune apparizioni televisive e cinematografiche. Il suo curriculum teatrale però non mente. E l’abbiamo scoperta volentieri, sul palco del Teatro Trastevere, come una piccola forza della natura, perfettamente in grado di appassionare lo spettatore alla stravagante figura femminile da lei impersonata.
Insomma, basterebbe forse l’eccellente intesa tra questi due interpreti, la speciale alchimia sviluppatasi in scena, per promuovere lo spettacolo a pieni voti. Ma in Radice di due, nella sua coinvolgente drammaturgia, abbiamo colto diversi altri spunti da cui deriva un non trascurabile surplus di emozioni.

A taluni potrebbe apparire una bestemmia, ma in certi momenti dello spettacolo abbiamo avuto la sensazione di non essere più seduti a teatro, per ritrovarci invece catapultati di fronte al grande schermo. Non un multiplex con il blockbuster americano di turno in programmazione, sia chiaro, bensì, più specificamente, quelle sale dove all’epoca ci eravamo potuti affezionare a Dieci inverni di Valerio Mieli o a quello che è poi rimasto nel tempo il più bel film di Gianluca Maria Tavarelli, Un amore; in entrambi i casi pellicole dotate di una grazia inimitabile, nel diluire attraverso differenti stagioni della vita e relativi salti temporali il senso di amori contrastati, umorali, sballottati all’occorrenza dal caso. Ecco, in un testo di successo come quello di Adriano Bennicelli si percepisce l’analoga spinta a inserire in un vortice le emozioni dei protagonisti, sin dai loro primi incontri infantili, facendo appassionare progressivamente il pubblico alle loro diversità caratteriali, ai loro ripetuti incontri e separazioni, alla loro ansiosa ricerca. La matematica diventa per bocca di lui perfetta metafora di quegli equilibri così difficili da trovare. E la delicata ironia delle situazioni strappa di frequente un sorriso, in questa commedia sentimentale dal ritmo incalzante, pur restando costante il livello dell’empatia.
Davvero bravi, come dicevamo all’inizio, i due attori chiamati a rendere le varie sfumature di uno stralunato coming-of-age nel quale battute e dialoghi a tratti folgoranti, nonché inclini al “politicamente scorretto” quando nel discorso figurano gli animali, non appaiono mai disgiunti da qualche tenue malinconia. Ed anche il rapporto fisico dei protagonisti con la scena, grazie all’accorta regia di Marco Zordan, contribuisce a mantenere vivo l’interesse, giacché con piccoli accorgimenti il continuo mutare degli ambienti attraversati da Luca Basile e Viviana Colais finisce ugualmente, con semplicità e immediatezza, per caratterizzarne la storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *