EsotericArte, in estasi il pubblico della Sala Umberto!

lo spettacolo di Elio Crifò è un viaggio straordinario nell'arte medioevale. A coadiuvare il protagonista e ideatore dello spettacolo, un Piergiorgio Odifreddi in gran forma.

Roma, Sala Umberto, 19 novembre 2018

EsotericArte – I misteri dell’arte italiana medievale

ELIO CRIFÒ

CON LA PARTECIPAZIONE DI PIERGIORGIO ODIFREDDI

di: Elio Crifò

Regia di: Massimiliano Vado

Produzione di Associazione Culturale La Fenice in coproduzione con B&M srl e ARIETE Produzioni

Lo avevamo scoperto più di un anno fa quale unico mattatore dello spettacolo, sul palco del Teatro Belli a Trastevere. Lo avevamo poi seguito a Testaccio, nel più ampio Teatro Vittoria, ritrovandolo in compagnia di un esperto del calibro di Vittorio Sgarbi. Ma più recentemente, il 19 novembre, Elio Crifò ha fatto decisamente il botto, col suo EsotericArte: Sala Umberto gremita, pubblico in delirio e un altro partner d’eccezione, Piergiorgio Odifreddi, in scena al suo fianco! Siamo pronti comunque a credere che lo spettacolo crescerà ancora, visti il fascino e la duttilità del format.

Piergiorgio Odifreddi in uno scatto di Erika Eramo

Del resto le doti affabulatorie e la presenza scenica di Elio Crifò c’erano già note da tempo, grazie ad altri eventi teatrali indirizzati però verso scopi apertamente satirici e giornalistici. Satira politica, satira di costume, echi del miglior giornalismo d’inchiesta, uno sguardo critico, sconsolato e comunque graffiante sui problemi dell’Italia contemporanea: queste erano le coordinate essenziali de La classe diGerente, una lunga serie di spettacoli ove il Nostro ha saputo inserire denunce sempre nuove. In queste vesti Crifò aveva dunque dimostrato di saperci fare, sul palco. Ma con EsotericArte si è scoperto un versante ancora più ricco della sua poliedrica personalità.
Il presupposto da cui si parte può suonare paradossale, così come esplicitato dal protagonista dello show nel trascinante monologo iniziale, ma strada facendo se ne scopriranno le solide fondamenta in un crescendo davvero irresistibile: insomma, si dà il caso che molti guardino al Medio Evo come ai “secoli bui”, ma il buio mentale non sarà forse una prerogativa dell’epoca oscura (e oscurantista) che stiamo attraversando ora, con la sua dilagante crisi di valori, la mercificazione di ogni aspetto della vita quotidiana, la mortificazione costante dell’arte e della cultura? Tali considerazioni si riflettono, durante la rappresentazione, in una appassionante ricognizione dell’arte e della cultura medioevale che Crifò riesce a condurre in modo sempre avvincente, serio ma non serioso, avvalendosi come un Alberto Angela formato teatrale di un ampio corredo di immagini proiettate sul palco, che illuminano il pubblico sui possibili significati, anche quelli più reconditi, delle opere prese in esame.

Un po’ lezione di storia dell’arte e un po’ situazionismo puro, a ben vedere, con quella sfavillante ironia cara all’autore posta lì, ad aprire ulteriormente le menti. E così, in una sorta di rito collettivo, si finisce per esplorare tutti insieme un mondo raffinatissimo fatto di simboli, di interpretazioni allegoriche, di tracce misticheggianti, di riferimenti più o meno criptici alla numerologia. Dalle meravigliose testimonianze della presenza bizantina a Ravenna all’epopea di Federico II di Svevia e di Castel del Monte, dai piani allegorici dell’opera dantesca ad altri risvolti iconografici del lunghissimo periodo preso in esame forse meno conosciuti, ma ugualmente degni di nota, come ad indicare la profondità e la qualità della ricerca compiuta con la supervisione di una docente esperta come Annamaria D’Achille dell’Università La Sapienza di Roma.

Odifreddi a fine spettacolo, con i suoi “piccoli fans”!

A proposito di Dante, il ritratto irriguardoso e controcorrente del poeta offerto alla fine dello spettacolo da Piergiorgio Odifreddi, brillante saggista e matematico convocato da Crifò per duettare con lui sul palcoscenico della Sala Umberto, può rendere l’idea di quale piega abbia preso la serata: come fatto in precedenza con Sgarbi, ma attraverso un’interazione ancor più coinvolgente e continua, l’ideatore di EsotericArte si è scelto quale partner in scena un intellettuale per niente incline agli svolazzi metafisici, così da indagare l’argomento da una duplice prospettiva. Esoterico il punto di vista espresso da Elio Crifò, dichiaratamente essoterico e quindi materialista quello di Odifreddi. Tra loro uno scambio di vedute spesso salace, ironico, ma con quell’apprezzabile garbo di fondo a rendere più piacevole per il pubblico tale confronto dialettico. Piacevole, ed anche educativo. Col risultato di vedere i due mattatori dissentire su alcuni temi, per poi ritrovarsi (durante uno dei frequenti, vertiginosi richiami all’attualità o comunque alla storia contemporanea) sulla grandezza di Ezra Pound, in un momento dello spettacolo così intenso da farci venire i lucciconi agli occhi.

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