Fritto Mistico al Teatro Le Sedie

Sacro e profano nell'avvolgente, umanissima e talvolta caustica rappresentazione di Alessandra Caputo e Francesca Romana Nascè

Roma, Teatro Le Sedie, 11 gennaio 2019
Drammaturgia: Alessandra Caputo
Con: Francesca Romana Nascè e Alessandra Caputo
Musiche: Rodolfo V. Puccio

Date: venerdì 11 e sabato 12 gennaio ore 21

INTRO: Fritto Mistico è un progetto di ricerca aperta, costituito di corti teatrali, performance ed happening, studi e ricerche sul tema della spiritualità laica e quotidiana delle piccole cose. Attraverso un’intensa attività di teatro di strada si propone di indagare personaggi, luoghi, situazioni e sentimenti per mezzo di uno sguardo che coltivi uno spazio sacro dove far fiorire una vita densa di relazioni concrete.
Durante i suoi tragitti fatti di viaggi, incontri e osservazioni ha visto nascere dee e donne che si dicono sante facendo le azioni più comuni.
Da un lavoro che fa esperienza di luoghi non convenzionali l’11 e il 12 gennaio la nostre creature approdano in uno spazio per loro non usuale: un teatro! E con gioia lo riscriveranno creando il proprio ambiente su misura e presentando gran parte del proprio pantheon.
A una tavola comune in cui si giocherà, mangerà, parlerà faranno la loro comparsa Romanaccia Martire, reliquia non miracolosa, Sora Pizia, sacerdotessa da mercato, Santa Passera, madre e figlia sfollate e vagabonde, il tutto in un’esperienza immersiva e ricreativa.

Al Teatro Le Sedie avevamo compiuto un blitz poche settimane prima per EROS – Cine concerto del maestro Marco Werba, con proiezioni dai classici dell’erotismo mondiale, scoprendo così un ambiente dalle suggestioni uniche, inconfondibili. Ci siamo tornati volentieri per celebrare il nostro primo impatto con Fritto Mistico. Ovvero con il personalissimo progetto artistico, dall’impronta cangiante e itinerante, portato avanti in perfetta simbiosi da Francesca Romana Nascè e Alessandra Caputo, due interpreti di notevole intensità già viste all’opera in precedenti occasioni. Persino in qualche contesto decisamente anomalo quale, ad esempio, l’emozionante visita teatralizzata al Gianicolo compiuta a giugno e ribattezzata Anita, Colomba e le altre. Le ardimentose eroine del 1849.

Alessandra Caputo

Torniamo però alla recente esperienza del Teatro Le Sedie, senza perderci nei ricordi estivi. “Esperienza” è forse l’espressione più giusta. All’ingresso in sala noi spettatori siamo stati accolti dalle due protagoniste e subito invitati ad accomodarci. Non in platea, comunque, ma ad una tavola imbandita per l’occasione, dove di lì a poco si sarebbe svolta una specialissima tombolata. Questo senso di convivialità è uno dei tratti destinati a caratterizzare tutta la rappresentazione. Ma l’amena tavolata con pubblico e protagoniste a stretto contatto tra loro sarà molto presto l’epicentro di un radicale mutamento di prospettive, di una cesura brusca, con alcune “miracolose epifanie” ad innescare il senso profondo della performance.

Francesca Romana Nascè

Un momento di buio. Ed ecco apparire Romanaccia Martire, reliquia vivente e prima a manifestarsi tra le diverse sante atipiche, poco convenzionali e tremendamente umane, introdotte nello spettacolo dalle due attrici in un divertente gioco delle parti, non disgiunto da una ricerca improntata a forme di spiritualità libere e penetranti. Sarà poi il turno della Sora Pizia mercatara d’alloro, e per finire di Santa Passera, Santa la figlia Passera la madre, le due sfollate ataviche! Una serie di epifanie scevre di dogmatismo (o pronte ad irriderlo), ma non prive di uno slancio mistico autentico, genuino, commisurato alle energie profonde della Natura e della psiche umana. E mentre le due attrici si alternano con disinvoltura nei diversi ruoli, dall’alto del suo scranno Rodolfo V. Puccio, musicista di valore da noi scoperto grazie a Lady Holiday MISSISSIPPI DRUNK, detta i tempi dell’azione orchestrando a livello sonoro le atmosfere e giocando con l’illuminazione della sala, così da orientare l’attenzione dello spettatore ora su un personaggio e ora sull’altro.

Francesca Romana Nascè e Alessandra Caputo ci hanno potuto così trasportare in una dimensione sospesa tra le esigenze del corpo e quello dello spirito, laddove il cibo è collante fondamentale (in sintonia con una forma di popolare saggezza), la mortificazione delle carni di ascendenza cristiana offre il fianco a caustiche osservazioni ed esoterismi di altra matrice, fondamentalmente stregonesca e pagana, sembrano librarsi nell’aria con maggior leggerezza.

Written By
More from Stefano Coccia

Allibiti o illibati (forse tutti e due)

Atmosfera ilare a RomaTeatri, per il nuovo spettacolo di Alessandro Tozzi
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.