CousCousClan al Teatro Tor Bella Monaca

L’acqua è stata privatizzata, le sorgenti sono state militarizzate, il controllo del bene più prezioso della vita segna il confine fra oppressi e oppressori. I “ricchi” vivono al sicuro in un recinto protetto da filo spinato e sorvegliato giorno e notte dalle telecamere. Gli altri, i disgraziati, sopravvivono dove e come possono in una società incattivita e sospettosa. È in questo mondo distopico che è ambientata l’ultima produzione della compagnia teatrale “Carrozzeria Orfeo”, la compagnia nata da Massimiliano Setti e Gabriele De Luca.

In un accampamento di roulotte di una non ben identificata periferia urbana, una piccola comunità di senzatetto vive di stenti e combatte la propria battaglia per la sopravvivenza. C’è Caio, ex prete depresso, suo fratello Achille, giovane e irrequieto disabile, Olga, la loro sorella maggiore, donna in crisi di mezza età che desidera diventare mamma e per questo è fidanzata con “Mezzaluna”, un immigrato musulmano che vive di espedienti (seppellisce rifiuti tossici di giorno e lavora come ambulante di notte). A questa piccola e variopinta “famiglia” si aggiunge prima Aldo, cacciato di casa dalla moglie per una relazione clandestina con una minorenne e poi Nina, ragazza dal passato oscuro, anima persa in cerca di se stessa.  All’interno di un equilibrio precario, già segnato dai conflitti personali e rivalse mai sopite, l’ingresso di due ulteriori “casi umani” rende la convivenza forzosa ancora più instabile, nevrotica e crudele.

In questo mix di varia umanità, lo sguardo del regista si posa senza giudicare sul politicamente scorretto ma lo fa con uno stile sempre lucido, divertente e mai banale.

Con questo spettacolo vengono raccontati gli “ultimi”, con il loro carico di miserie umane: ma non c’è nessun dito che indica la colpa. Si scava per far emergere ferite lontane, solitudini e infelicità latenti. C’è lo sguardo rivolto verso i “perdenti”, quelli che si trovano, in qualche modo, al di fuori della società dei cosiddetti perbenisti e dei ben pensanti. Carrozzeria Orfeo mescola sapientemente i generi, in un tragitto che percorre in maniera sublime la commedia e il dramma, l’ironia e la bellezza della vita contrapposta alla tragedia spesso incontrata. Dialoghi eccessivi e isterici rappresentano la cifra stilistica della loro produzione teatrale, con ambientazioni e situazioni che si pongono sempre al confine tra “realtà possibili” e mondi assurdi e immaginari. Storie che vengono spinte verso l’improbabile ma che, con uno sguardo attento, attingono alle nostre miserie quotidiane.

La messa in scena è quella di una società totalmente borderline, che vive al limite e sembra tornata a uno stadio primordiale di branco, in cui le regole sociali e civili della convivenza sono saltate, dove la visione del futuro non esiste più e l’orizzonte più lontano è solo quello di vivere un giorno ancora e poi ancora. Piccoli gruppi di persone che vivono al di fuori della società civile, estromessi da quest’ultima e confinata abbastanza lontana da non sentirne la puzza.

Visto al Teatro Tor Bella Monaca il 02 febbraio 2019.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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