I Måneskin a Zurigo

Ricordo bene quando li vidi per la prima volta in TV. Io che non avevo mai guardato X-Factor prima di allora, mi ero interessato al programma perché tra i giudici sedeva un certo Manuel Agnelli. Arrivano questi 4 giovanissimi ragazzi da Roma, tre su quattro addirittura minorenni. Immagine costruita alla perfezione, outfit spavaldo ed eccentrico. Mi dico che saranno sicuramente la solita band che fa il verso ai grandi ma che sostanzialmente non ha nulla da dire… L’esibizione delle audizioni fu tecnicamente non perfetta, molto rumore e tante imprecisioni, ma l’energia trasmessa in quei pochi minuti fu letteralmente travolgente. Nessuna imitazione, ma capacità di stare sul palco come pochi. Presentavano un loro inedito che faceva impallidire molte produzioni nostrane… Il loro percorso fu trionfale, ogni volta che si esibivano nelle serate del programma sembravano essere gli “ospiti internazionali” per quanto distacco mettevano tra sé e il resto dei concorrenti. Arrivarono secondi, per fortuna…

Fenomeno passeggero? Onestamente non credo. Se non sapranno resistere alla potenza dei discografici, che vorranno confezionargli sempre dischi uguali a sé stessi, allora la musica non si arricchirà della loro presenza, ma se riusciranno a mantenere la verve creativa, l’energia, la spavalderia dimostrata in questi mesi, allora siamo davanti a dei ragazzi che hanno addosso l’argento vivo.

I Måneskin fanno rock. Lo fanno secondo la versione più moderna e innovativa di questo genere in continua evoluzione: mischiano rock classico con musica elettronica, blues con ballate tradizionali, rap, funk e pop nel senso più alto del termine. In pochi mesi sono riusciti a sfondare nel panorama musicale italiano, ogni loro concerto fa sold-out poche ore dopo l’inizio delle vendite, hanno già vinto dischi d’oro e di platino, la loro ascesa sembra inarrestabile. Sono certamente dotati di talento e l’ascesa verso mercati esteri non è più solo un sogno.

Dopo i numerosi concerti italiani hanno intrapreso anche un tour europeo per “Il ballo della vita”, che ha visto toccare paesi come Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Belgio…e anche la Svizzera. Qui la tappa d’obbligo non poteva essere che Zurigo, nel Kaufleuten Klub.

Il locale è pieno ma non stracolmo. Il pubblico è vario: ci sono certamente tanti giovanissimi coetanei della band, ma a ben guardare non rappresentano la maggioranza. Il pubblico si scalda con un’ottima playlist rock a fare da intrattenimento, ma si capisce che il concerto sta per iniziare quando le luci vengono spente e parte una intro di musica elettronica che ritma le luci a intermittenza sul palco.

I Måneskin vengono presentati dai videoclip posizionati sullo sfondo e dopo fanno il loro ingresso, inchinandosi verso il pubblico. Il concerto inizia con “Fear For Nobody”, singolo estratto dal loro primo album “Il ballo della vita” e prosegue con “Are You Ready”, “Chosen”,  la cover “Kiwi” di Harry Styles, “New Song” e “Morirò da Re”. Il pubblico zurighese è molto coinvolto, segue con calore le acrobazie sul palco di Damiano, il modo di suonare il basso di Victoria o i virtuosismi alla chitarra di Thomas. Basta ogni piccola richiesta di Damiano, leader e vero e proprio animale da palcoscenico, per richiamare le urla e l’energia dei fan.

Dopo “Recovery”, “S h*t Blvd” e “Lasciami stare” arriva il momento di alcune delle cover più riuscite della produzione della band romana: parlo di “Beggin” dei Four Seasons, “Take me out” dei Franz Ferdinand e “Somebody Told me” dei Killers, tutti brani che i Måneskin avevano lanciato a X-Factor.

La prima parte del concerto si conclude qui, si respira un’aria generalizzata di soddisfazione per la carica di energia che la band è riuscita a trasmettere. Si torna in scena con “Le parole lontane” e sembra di andare verso una parte di concerto dai ritmi più lenti e intimi, tanto che in questo set troviamo anche la cover “Pyro” dei Kings of Leon. Ma dura poco perché si torna a battere forte con “Niente da dire”, “You Need Me, I Don’t Need You” cover di Ed Sheeran e “Let’s get it started” dei Black Eyed Peas, in una versione rivisitata dalla band con l’ultima strofa rappata in italiano.

Si prosegue con “L’altra dimensione” e “Breezblocks” degli Alt-J (riproposto in una versione più rock rispetto all’originale), poi “Io vengo dalla Luna” di Caparezza e infine la loro “Closet To The Top”. Il concerto si avvia verso la fine, i musicisti salutano il pubblico ma è chiaramente il preludio al bis che arriva con la bellissima “Torna a casa”, e poi “L’ultima dimensione” a chiudere il concerto.

Dopo due anni di dischi e concerti senza soluzione di continuità, i 4 ragazzi romani sembrano essere davvero determinati: stanno consolidando la loro esperienza ma riescono a mescolare la capacità di stupire il pubblico con l’autenticità della loro produzione musicale.

 

 

 

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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