Assistants – Una Camera con cucina!

La politica italiana è già una sit-com, tanto vale riderci sopra, con intelligenza, a teatro.

Roma, Teatro Trastevere, 3 marzo 1919

Assistants – Una Camera con cucina! (episode 1)
di: Enrico Vulpiani
regia di: Enrico Vulpiani e Enrico Maria Carraro Moda

con: Enrico Maria Carraro Moda, Lucia D’Ambrosio, Adriano D’Angelo, Sergio Gallone, Caterina Rossi, Enrico Vulpiani

Intro: Quando apri la scatoletta di tonno e scopri che…il tonno sei tu!

La storia di quattro assistenti parlamentari, ognuno diverso dall’altro, per idee, storia personale e carattere che impareranno a conoscere, sopportare, ignorare la politica e a reagirle, nonostante tutto. Una finestra realistica, inevitabilmente ironica, sul mondo degli assistenti parlamentari e, quindi, sulla politica italiana, raccontata da chi ben conosce quel mondo.
Quattro frizzanti, scompisciosi, divertenti episodi, in evoluzione, uno ogni mese, che evidenzieranno sarcasticamente le contraddizioni, le meschinità e le ipocrisie dei vari momenti “istituzionali” e non, integrandosi costantemente con quello che ci offrirà l’attualità.

Il principio fu Il portaborse di Daniele Luchetti. Ma quel genere di caricatura e di tragicomico ritratto, che un discreto successo ebbe sul grande schermo, ci appare oggi irrimediabilmente superato, datato, lontano come la Prima Repubblica di cui aveva provato a rispecchiare determinati difetti. Oggi lo scenario politico è enormemente cambiato. Un cambiamento che appare evidente a livello di leader, di partiti, di riferimenti ideologici e di incastri con una situazione internazionale andata incontro a trasformazioni altrettanto profonde. Fin troppo facile supporre che anche il ruolo di certe figure di contorno, di appoggio, che animano l’inquieto sottobosco della politica italiana, si sia in qualche modo adeguato ai tempi che corrono. L’originalità e la brillantezza dello spettacolo ideato da Enrico Vulpiani è quindi anche questa: aver provato a dar voce, con uno humour a tratti irresistibile, alla quotidianità di quattro giovani assistenti parlamentari, figure abituate a restare nell’ombra, a lavorare alacremente in condizioni che possono rasentare il vassallaggio e lo sfruttamento, ritrovandosi magari nella poco auspicabile condizione di dover tamponare falle, tentennamenti e altri possibili passi falsi dell’Onorevole di turno.

Sinistre scolorite. Sovranisti confusi. Destre impettite. Sia su un piano squisitamente ideologico che su un altro più inerente alle relazioni umane, il panorama al quale alludono i sapidi dialoghi su cui Enrico Vulpiani (il più informato sulla materia: così ci ha detto un uccellino) e il sodale Enrico Maria Carraro Moda (con lui sul palco e in regia) hanno costruito la rappresentazione, tanto inusuale quanto efficace, non è certo tra i più confortanti. Ma c’è un altro aspetto, non meno importante, da cui siamo stati immediatamente attratti senza che ci sia stato ancora modo di rimarcarlo: la curiosa impronta seriale che contraddistingue l’operazione.
Il Teatro Trastevere si è rivelato per l’ennesima volta fucina di intriganti sperimentazioni. Assistants – Una Camera con cucina! (episode 1), come il titolo lascia intendere, è solo la prima tranche di un lavoro in più parti, di uno stralunato work in progress che (fanno fede alcune battute beffardamente vicine all’attualità ascoltate domenica 3 marzo) pare modificarsi anche in virtù di ciò che l’agenda politica del Belpaese, mai a corto di polemiche inutili e discutibilissime opzioni, continuamente propone.

Ciò che è uscito fuori da tale processo creativo, al momento, ha un po’ il taglio di una sit-com teatrale imbevuta di acide considerazioni su partiti e movimenti nostrani, che però nell’approccio sembra strizzare l’occhio anche al mondo anglosassone. La stessa caratterizzazione dei ruoli ha qualcosa di vagamente “british”. O forse è solo una estemporanea suggestione, da noi provata di fronte a quell’appartamento un po’ spoglio, ricostruito pragmaticamente in scena con computer costantemente collegati e qualche scomoda postazione, che per i giovani assistenti parlamentari è il luogo di una coabitazione forzata in cui la suddivisione degli spazi ci ha persino ricordato, alla lontana, i Piccoli omicidi tra amici di Danny Boyle.
Per ora niente omicidi e giusto un po’ di competizione, compensata peraltro da comprensibili moti di solidarietà di fronte alla somaraggine dei politici da loro assistiti, tra i componenti del (mediamente) giovane cast che ha saputo mettere in scena il testo di Enrico Vulpiani con il piglio giusto. Aspettiamo ora di vedere quale piega prenderà il racconto, con un occhio ai telegiornali e un altro al Teatro Trastevere, dove la scombinata combriccola dovrebbe tornare in scena, per il secondo capitolo, già a fine marzo!

 

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