LILLO E LA SUA “BAND” INFIAMMANO IL SISTINA

School of rock, mastodontico spettacolo

SCHOOL OF ROCK – dall’omonimo film di Mike White

Musiche Andrew Lloyd Webber

Testi Glenn Slater

Direzione musicale Emanuele Friello

Coreografie Roberto Croce

Scenografie Teresa Caruso

Costumi Cecilia Betona

Disegno luci Daniele Ceprani

Fonico Enrico Porcelli

Adattamento e regia Massimo Romeo Piparo

Con Lillo, Matteo Guma, Selene Demaria, Vera Dragone e gli allievi dell’Accademia Sistina

Teatro Sistina, Roma, dal 1° al 24 marzo 2019

 

Lillo sugli scudi al Teatro Sistina di Roma, nel personaggio di Dewey Finn che fu di Jack Black nell’omonimo film, quel chitarrista un pò scavezzacollo che, estromesso dalla sua band e pieno di debiti, approfitta di un equivoco e si sostituisce all’amico che lo ospita Ned Schneebly (Matteo Guma) in una lunga supplenza in una scuola privata.

Da qui a trasformare la volenterosa scolaresca in una rock band il passo è breve… breve per modo di dire perchè si è trattato di quasi tre ore di spettacolo in cui, a parte Lillo, gigante da palcoscenico conclamato, anche gli altri interpreti, sono stati fantastici, non solo gli adulti (personale scolastico e genitori), ma soprattutto gli allievi, tutti under 14 e selezionati nell’Accademia Sistina.

Hanno tutti cantato, recitato, suonato ed eseguito perfettamente le coreografie di Roberto Croce, sempre molto intriganti, mostrando una padronanza del palco impensabile per elementi così giovani. Impossibile non dar loro immediatamente la patente di predestinati.

Tra gli adulti, tutti anch’essi inappuntabili, pur senza nulla togliere agli altri spicca l’inflessibilità del personaggio e la voce della preside Rosalie Mullins (Vera Dragone).

Lillo è un fiume in piena: un rocker ribelle, senza regole, ma innamorato della musica. Superata in scioltezza qualche diffidenza iniziale, diventa una sorta di fratello maggiore per tutti gli scolari, distribuisce strumenti musicali, cd da ascoltare come compiti per casa, consola i ragazzi più difficili per allinearli agli altri, mostra le movenze dei colossi del rock mondiale (evidenti i riferimenti ad Angus Young degli Ac/Dc, ad Elvis, a Jimmy Page dei Led Zeppelin, a Lemmy dei Motorhead e a tanti altri), insomma ad un certo punto la “band” così formata è pronta per partecipare ad un importante contest, di soppiatto da genitori e preside, e a quel punto, con la folla che li acclama per la grande performance, hanno già vinto, poco importa di quel che sarà il verdetto della giuria. Il tempo e il pubblico sono i veri giudici supremi.

Tra le canzoni, tutte validissime, citazione particolare per Sto nella band Sono io il re, due autentici inni di battaglia.

L’adattamento di Massimo Romeo Piparo è perfetto, avvicinando un genere, l’hard rock, un pò meno amato qui da noi rispetto all’America o anche rispetto ad altri paesi europei. C’è la solidarietà all’interno della band, c’è una fratellanza diffusa che solo l’amore per la musica può dare, e Lillo è sontuoso nel fare da chioccia a questi ragazzi che potevano sembrare una missione impossibile, ma che invece si rivelano strabilianti. Il rock è liberatorio: in un passaggio della storia, Finn riesce a smuovere perfino l’irreprensibile preside, miracolo nel miracolo!

Tutto questo senza mai perdere la sua abituale ironia, quella che lo ha reso celebre grazie alle gloriose gesta compiute col compagno di avventure Greg. In scena fino al 24 marzo, da non perdere!

Alessandro Tozzi

 

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