Time out

Due coppie e un matrimonio a tempo. Scoppierà la bomba?

Roma, Teatro Trastevere, dal 5 al 10 marzo 2019.
La Compagnia teatrale “Attori quasi a km0” presenta “Time out”
Testo di: Chiara Bellonci
Regia di: Olimpio Pingitore
In scena: Flaminia Grippaudo FRANCESCA Targa Massimo Folgori e Olimpio Pingitore
Tecnico: luci Luca Pastore

Intro: In un tempo indefinito, due coppie stanno per avvicinarsi alla scadenza di un “matrimonio a tempo”. I protagonisti delle due relazioni cercheranno, in tutti i modi, di divincolarsi da un “matrimonio gabbia” ormai finito o di rimanere in questo alveo sicuro e tranquillo anche se pieno di incomprensioni. Chi riuscirà a prevalere è a quale prezzo?

In un ipotetico futuro, due coppie di amici, sposatasi dieci anni prima, si avvicinano alla scadenza del contratto a tempo del loro matrimonio. Già il concetto di “matrimonio a tempo” induce alla riflessione; il tempo in cui si svolge la storia è sì indefinito, ma potrebbe anche essere oggi. Oggi che i rapporti tra uomo e donna sono così fragili e facili a spezzarsi per una semplice incomprensione, che manca spesso la volontà ad impegnarsi in una storia a lungo termine figuriamoci in un matrimonio, il “matrimonio a tempo” è anche uno specchio della nostra società. In realtà in Italia già dal 1948 esistono le “convenzioni patrimoniali di convivenza”, che possono essere stipulate a tempo determinato e prevedere nel dettaglio tutti gli aspetti della vita a due; da un punto di vista squisitamente civile, un vero e proprio “matrimonio a tempo”, ma la vera rivoluzione culturale appare ancora lontana e complessa, andando a toccare il lato ecclesiastico e romantico dell’unione di coppia.

Ma torniamo allo spettacolo messo in scena con successo al Teatro Trastevere e andiamo a conoscere le due coppie: Mietta e Marco, Carla e Lino. Mietta è Marco sono agli antipodi: taccagno e spilorcio lui, nella vita come nei sentimenti, frivola e spendacciona lei, ma anche positiva e accondiscendente nei confronti del marito, forse fin troppo, tanto da stancarlo e spingerlo a non voler rinnovare il contratto matrimoniale. Ma, come spesso fanno le donne, messa di fronte a questa realtà è capace di cambiare per tenersi stretto un rapporto in cui forse mancano le basi fondamentali: l’amore e il rispetto reciproco. Carla e Lino invece, hanno problemi diversi: Carla è una donna passionale ed emancipata che si ritrova a vivere un matrimonio senza sesso, Lino è un marito oppresso dalle congetture femministe della moglie a tal punto da aver perso la propria virilità e dignità. In questo caso è lei a voler rompere il contratto, ma di fronte alla voglia di riprovarci di lui, si trasforma nella mogliettina casa e Chiesa che lui sembrava desiderare.

Come andrà a finire? Non svelando il finale, questa commedia agrodolce tocca con leggerezza quelli che sono i principali problemi dei rapporti tra uomo e donna nella società di oggi. A partire dalla difficoltà a prendersi un impegno per la vita, anche quando questo accade bisognerà far poi i conti con la noia e la mancanza di stimoli a lungo termine, come nel caso di Marco e Mietta. Oppure con l’ansia da prestazione che arriva a svirilizzare l’uomo messo di fronte ad una donna aggressiva e sessualmente attiva e partecipe, come nel caso di Carla e Lino.
In entrambi i casi, quale che sia il risultato finale, è la donna a cercare il cambiamento per provare a salvare il rapporto; essendo per sua natura più flessibile rispetto all’uomo, Yin e Yang, dove la donna è Yin, la ricettività, l’acqua che si adatta ad ogni forma, mentre l’uomo è Yang, il fuoco, l’attività, ma anche la leggerezza e l’instabilità. Come Yin e Yang però, uomo è donna sono contrapposti ma complementari. In questa commedia come nella vita, fondamentale è trovare l’equilibrio.

Michela Aloisi

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