IL NUOVO AVANSPETTACOLO DI VALERIO MOLLICA

Due serate di nostalgia ma non solo

VALERIO MOLLICA – AVANSPETTACOLO E DINTORNI

Regia Valerio Mollica

Assistente regia Rosaria D’Antonio

Con Valerio Mollica, Alessandro Tozzi, Silvia Greco, Olga Matsina, Sara Missori, Rita Lo Nardo

Musica dal vivo Valerio Mollica e Rosaria D’Antonio

Regia audio e luci Maurizio Agostini

Sala RomaTeatri, Roma, 12 e 13 aprile 2019

 

L’avanspettacolo torna in auge, quello di una volta, ma anche in alcune parti rivisto e corretto, e con l’introduzione di elementi di modernità.

Con questo gruppo assemblato da Valerio Mollica abbiamo respirato nuovamente atmosfere che sembravano perdute e abbiamo anche apprezzato testi e idee più attuali che ben si sono incastonate in una serata a taglio prevalentemente umoristico, ma non solo.

Ad aprire i giochi è la fisarmonica sapientemente suonata da Rosaria D’Antonio, cui segue a ruota la strabiliante interpretazione del famoso Fortunello di Ettore Petrolini da parte di Mollica stesso, con tanto di maschera e parlantina come l’autentico.

A seguire la Lady Fire di Olga Matsina, una giovanissima prostituta uscita dalla fantasia di Mollica, che si riveste mentre racconta in modo avvincente la propria storia. Convincente, chiara e diretta.

Poi è il turno di Rita Lo Nardo in costume d’epoca, a far valere doti canore e interpretative con la sua Lilì Kangy, “disturbata” da un impertinente personaggio muto, Alessandro Tozzi, che sfoglia una rivista con donnine nude da vecchio allupato con un imprevedibile epilogo.

Poi di nuovo sugli scudi Mollica con Giggi er bullo, tanta sfrontatezza romana d’epoca rivissuta con piacere.

Dopodichè una parte centrale in cui lo humour lascia spazio ad un certo cipiglio, con sonetti del Belli efficacemente declamati da Alessandro Tozzi e Sara Missori, e soprattutto una parte centrale in cui si vive l’unico momento di una certa drammaticità, Er fattaccio der vicolo der Moro, con un sontuoso Mollica in un’interpretazione molto profonda.

Lentamente e dolcemente si torna all’ironia con la voce soave di Silvia Greco ad allietarci con Tu si’ ‘na cosa grande, che ha l’effetto di tirare su gli animi e condurci a Le spingule francesi, suonata e cantata da Valerio Mollica alle tastiere, sempre ben appoggiato dalla fisarmonica di Rosaria D’Antonio. I due sono raggiunti in scena da Olga Matsina nella sua interpretazione di Ninì Tirabusciò, e mostra anche lei una voce che non teme confronti.

Nuova parentesi un pò surreale col personaggio muto di Alessandro Tozzi e il suo naturale seguito, una Karl Valentine interpretata perfettamente da una sorniona Rita Lo Nardo alle prese con le sue lettere amorose.

Perfetta anticamera per concludere con le parole, quelle che si dicono e non si dicono i due amanti in un altro pezzo inedito di Valerio Mollica, Con le parole o senza, interpretato in coppia con Olga Matsina, un dialogo di riflessione sulle bizzarrie dell’amore, concluso da un altro intervento ironico di Sara Missori e dalle Parole parole parole della voce calda di Silvia Greco, fino ai saluti finali.

Riusciamo anche a strappare due parole ai protagonisti. A Rosaria D’Antonio chiediamo da quanto tempo suona la fisarmonica: “Mi hanno regalato la prima fisarmonica a 20 anni, quindi suono da circa 9 anni, completamente autodidatta… Ho comprato qualche libro per imparare il funzionamento dei bassi (la parte sinistra) e fare esercizi… quanto alla tastiera (la parte destra) sono stati d’aiuto gli anni di studio al pianoforte da bambina!”. Venendo al cantato, Silvia Greco “Mi sono trovata perfettamente a mio agio anche nel cantare senza base musicale. Cantare, oltre che recitare, è una mia grande passione e sono stata felice di potermi esprimere, grazie a Valerio e alla bella compagnia!” e Rita Lo Nardo “Canto praticamente da sempre per diletto, era come se fossi sotto la doccia! Non sono una professionista ma nel mio piccolo ho preso lezioni di canto lirico tempo fa… Ringrazio Valerio per aver creduto in me dandomi l’opportunità di esprimermi accogliendomi in questa bella compagnia.” meritano un ulteriore plauso proprio per aver cantato senza musica di fondo. Poi un soddisfatto Alessandro Tozzi: “Mi ha fatto piacere fare queste serate un pò diverse dalle mie abitudini e respirare un pò di Roma di un tempo, e in particolare anche che i miei numeri muti siano piaciuti, è stato un onore eseguirli insieme a veri pezzi di storia!”. Euforica Sara Missori, giovanissima debuttante assoluta: “Recitare per me è come vivere più vite all’interno dello stesso corpo. Un giorno ti svegli assassina, un giorno suora, un giorno regina, un giorno senza tetto. Comandano le emozioni, basta sentirle dentro e in un attimo ti trasformi in chi vuoi essere. Debuttare in teatro è stato come rinascere. Sentire le persone entrare, sedersi e aspettare mi faceva sentire viva come non lo ero stata mai, avevo un fuoco dentro, un mix di emozioni e sensazioni differenti. Gestirle è stato complicato, ero piena di ansia e mi tremavano le gambe, ma una volta salita sul palco sentivo solo il personaggio ed è stato fantastico!”. Tira delle somme più che positive anche Olga Matsina: “Come attrice presento al pubblico almeno tre scritti inediti di Valerio Mollica: un monoogo di Lady fire, personaggio da lui magistralmente scritto e diretto, improvviso con lui un dialogo che poteva intercorrere tra Ines Colapietro ed Ettore Petrolini al momento della loro conoscenza e recito, sempre insieme all’autore e regista, il suo dialogo Con le parole o senza. La drammaturgia di Valerio Mollica non ha niente da invidiare agli autori dei testi di teatro dell’assurdo. La sua scrittura è modernissima, fresca, attenta ai problemi esistenziali dell’uomo di oggi. Ha dei risvolti che colpiscono e sorprendono, sempre. Lavorare con Valerio non è affatto semplice, ma è un vero piacere per un attore e/o attrice che si pone grandi obiettivi e vuole crescere professionalmente.”

Uno spettacolo variegato, ben movimentato anche nell’intelligente scaletta, che ha ben alternato i tanti momenti umoristici con quelli cantati e quelli di maggior cupezza, in mezzo a tanta romanità e anche napoletanità; alla fine un’oretta che scorre via facile facile grazie alla velocità d’esecuzione di tutti e all’ottimizzazione delle entrate e uscite di tutti gli interpreti, che nelle loro differenze si sono esaltati grazie al filo conduttore della regia di Valerio Mollica e all’impeccabile lavoro alla regia audio e luci di Maurizio Agostini.

Si replica il 3, 4 e 5 maggio al Piccolo Teatro dell’Arte, non perdete un’altra occasione!

Luisa Cimarra

 

 

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