The Charmer

Dal Nordic Film Fest 2019 un incanto spezzato

Un film che promette ma non mantiene. Questa la sintesi del danese The Charmer, di Milad Alami, presentato all’8a edizione del Nordic Film Fest.
L’idea è interessante ed affronta un tema attuale; The Charmer è il giovane iraniano Esmail, emigrato in Danimarca ed alla ricerca di una fidanzata danese che gli eviti l’espulsione. Ma nel suo svolgimento il film si perde. Un incipit potente lascia immaginare un profondo dramma psicologico e conseguenze che non ci saranno; una entrata ad effetto che non verrà sviluppata sufficientemente, dando il regista risalto piuttosto ad un affascinante e pittoresco spaccato di vita persiana nella fredda Danimarca.

Gli spunti ci sono: il problema dell’immigrazione, la ricerca di una ‘green card’ danese, il suicidio di una delle amanti occasionali di Esmail e la comparsa del suo vedovo, uno sguardo sulla comunità persiana trapiantata in Danimarca che mantiene intatti i suoi usi e costumi, la difficoltà di integrarsi, l’incontro con l’iraniana Sara che sconvolgerà la vita del protagonista, mettendolo di fronte al suo passato ed alle sue responsabilità. Ma il regista non va fino in fondo. Tutti gli elementi restano sospesi in attesa di uno sviluppo che non ci sarà. Anche il momento della presa di coscienza di Esmail, della sua decisione di tornare a casa, la rivelazione finale, non hanno il mordente necessario a catturare lo spettatore. Lo lasciano ancora in attesa di un qualcosa che non ci sarà.

Un film atipico in un festival del cinema dei paesi nordici; seppur ambientato in Danimarca, il sapore è quello di un film profondamente iraniano. Molto bella la descrizione di questa comunità che si è creata un suo piccolo mondo persiano in terra straniera; entrando in casa di Sara e sua madre si ha l’impressione di varcare un confine, ci si immerge in una cultura diversa: l’arredamento, il cibo, la musica, le tradizioni, non sono minimamente contaminati dagli usi e costumi danesi, restano intatti nel loro essere persiano. Persiano, non iraniano. Piccola nota geopolitica anch’essa solo accennata nei riferimenti dei più anziani, ma non approfondita. Esmail, varcando questo confine, si ritrova faccia a faccia con la sua casa, con quello che ha lasciato li, con le sue responsabilità. E dopo un ultimo, incompleto, scontro con il marito danese della sua amante suicida, scappa via da questo Iran danese per tornare nel suo Iran, alla sua realtà, chiudendo il cerchio.

Michela Aloisi

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