Aladdin

Aladino, scarpe curve e cervello fino!

GENERE: Fantastico
ANNO: 2019
REGIA: Guy Ritchie
CAST: Mena Massoud, Naomi Scott, Will Smith e Marwan Kenzari
PAESE: USA
DURATA: 102 Min
DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures

INTRO: La pellicola live-action trae spunto dal film d’animazione Aladdin (1992) e come esso si ispira alle celebri novelle orientali de Le mille e una notte.

Naomi Scott is Jasmine and Mena Massoud is Aladdin in Disney’s live-action ALADDIN, directed by Guy Ritchie.

La Disney su questa operazione ha scommesso parecchio. A cominciare dai fan del celebre lungometraggio animato, molti si chiedevano in partenza se, escludendo i facilmente prevedibili riscontri al botteghino, il rifacimento live-action di Aladdin si sarebbe rivelato in grado di lasciare un segno consistente, nel cuore degli appassionati. Pur con i suoi pro e i suoi contro, ora che il film lo abbiamo potuto vedere in anteprima ci sentiamo più fiduciosi a riguardo. Merito anche della vorticosa regia di Guy Ritchie.
La capacità del cineasta britannico di flirtare con l’intrattenimento cinematografico non la scopriamo certo ora: dal vivace esordio Lock & Stock – Pazzi scatenati (1998) fino al flop commerciale di King Arthur – Il potere della spada (King Arthur: Legend of the Sword, 2017), la carriera di Guy Ritchie è stata contraddistinta da un controllo della messa in scena (e del montaggio) orientato verso narrazioni veloci, dinamiche, ironiche, piene di slancio. Il caleidoscopico materiale disneyano su cui si è trovato qui a lavorare gli è servito pertanto da trampolino di lancio, per realizzare un film movimentato e coloratissimo che ha quasi la stessa agilità narrativa di un cartoon.

Eccoli quindi sfilare, i suoi eroi. Dallo scaltro Aladino “scarpe curve e cervello fino”, come lo abbiamo ribattezzato, all’antagonista per eccellenza ovvero il tronfio visir Jafar. Da una principessa combattiva e indipendente come tutte le ultime eroine disneyane al tappeto magico che più magico non si può. Ma il jolly pescato nel mazzo è senz’altro lui, il Genio della lampada: Will Smith si è visibilmente divertito a tirar fuori tutte le potenzialità istrioniche del personaggio, brillante dall’inizio alla fine, senza trascurare neanche la chiave della commozione.

Ecco, nei momenti da musical e in certe pittoresche trasformazioni del Genio il kitsch si avverte forse in una misura ridondante, eccessiva. Per il resto questa fantasia orientale procede a gran ritmo, avvalendosi della sfrenata vivacità delle scene d’azione per assicurare brio a una favoletta intrisa di buoni sentimenti, che farà senz’altro presa sul pubblico.

 

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