MILF – MAMMA INSEGNAMI LA FELICITÀ

In scena al Teatrosophia nel corso di Inventaria IX

Roma, Teatrosophia, 9 giugno ore 21.00
Una produziome “Magnitudo Nove

Di e con: Natalia Magni
Regia: Monica Faggiani
Scene: Andrea Colombo
Luci: Nicola De Santis
Foto: Samanta Sollima

Organizzazione Lucia Briamonte

Inventaria IX – Fuori concorso
Prima nazionale

Teatrosophia
Via della Vetrina 7, Roma
06 68801089 / 3755488661
info@teatrosophia.com

Intro: Nell’ambito del festival del teatro “off”, Inventaria, giunto alla sua IX edizione, Natalia Magni, autrice ed attrice di poliedrica sensibilità, porta in scena, in prima nazionale, come evento “fuori concorso”, il suo monologo “Milf – Mamma insegnami la felicità”. Finalista, sotto forma di studio, del Premio Laura Casadonte 2019, lo spettacolo sorprende e coinvolge per piacevole e confortante umanità.

Roma, da secoli, non smette di svelare le proprie bellezze, ma non tutte sono, necessariamente, risalenti ai fasti di un tempo. Nel cuore del centro storico, proprio ad un passo da Piazza Navona, ci accoglie il “Teatrosophia”, uno spazio dedicato, con amore, all’arte, che persegue la bellezza, con ricercatezza ed attenzione. Inserito, a ragione, nel circuito dei teatri che ospitano gli spettacoli selezionati per il festival “Inventaria”.

Sul palco appare una donna, inciampa, sembra cadere, si smarrisce. Cerca certezze, conferme nei selfie, nello specchio della sua immagine esterna, convenzionale, quella imposta dalla società, che respinge gli “oltre età”. Un’anima dolce che si destreggia, in precario equilibrio, fra gli inscindibili ruoli di donna e madre. Una dichiarazione di candida fragilità, ma di inappuntabile dignità.

“Sabbri” mette a nudo le sue maschere, le svela, le smonta, pezzo per pezzo, le ricostruisce su di un appendiabiti accanto a lei, per poterle osservare con distacco, quello stesso distacco che la figlia, nonostante gli sforzi, ha preso da lei. Ci racconta i suoi errori, le sue ingenuità, la crudeltà di una società maschilista, che non perdona nulla, che plasma, sfrutta, e condanna la natura femminile. “Sabbri” interroga il pubblico, indaga sul prossimo, con apparente superficialità, leggerezza, ma ci vuole una ricerca profonda per conquistarla, la leggerezza.

Si barcamena, come tutti, in balia delle proprie onde, con la mente a poppa ed il cuore a prua e, quando la tempesta la sorprende, non si arrende, combatte in sottrazione, lascia spazio, riconosce l’esigenza dell’assenza, ritorna da vincitrice nella sua vita, pur sapendo che alcune cose non saranno uguali, ma una cosa si, il suo sorriso.

Ringraziamo Natalia Magni per aver tratteggiato e dato vita ad un personaggio che trasuda quella imperfetta, a tratti ridicola ma incantevole umanità, troppo spesso sottaciuta, nascosta fra le pieghe del chiasso dei social e delle private solitudini. Una natura che si ritiene “oscena” da mostrare, che richiede coraggio, incoscienza, che ci ricorda come potremmo essere, se sapessimo, ogni tanto, lasciarci andare.

Enrico Vulpiani

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