PALERMO E LA SUA VERA ANIMA

La visita dello scorso agosto
Parlando di Palermo, una delle immagini che più evocano la sua bellezza e il suo fascino, è la superba Cattedrale, visitata ogni giorno da centinaia di persone. Fu costruita nel 1184 in onore della Vergine Assunta in cielo. Ci vorrebbe un solo articolo per descrivere quanto essa possa offire al visitatore e quindi vi rimando direttamente alla pagina del sito Tourism Sicilia https://tourismsicilia.com/cattedrale-di-palermo/ per poter avere tutte le necessarie informazioni al fine organizzare al meglio la vostra visita,
Nell’articolo di oggi vi voglio parlare del mio viaggio a Palermo che ho effettuato nelle giornate del 28 e 29 agosto.
Serbavo in me un forte desiderio di tornare a visitare questa città a cui sono legato da tantissimi ricordi, e ne avevo già parlato in un mio precedente articolo che scrissi sempre su questo blog: “La bellezza di Palermo”
Avendo deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza a Polizzi Generosa  meraviglioso borgo delle Madonie, il paese dove nacque mio papà e di cui ho scritto tanti racconti, tra cui uno è quello che ha ricevuto il maggior numero di consensi, non solo in Italia ma anche all’estero: “Le vacanze di un bambino a Polizzi Generosa” ho pensato di arricchire la vacanza, concedendomi una giornata a Palermo.
Sono partito da Roma la mattina del 28 con volo Alitalia alle ore 10.00 e solo dopo un’ora di volo ero già a Palermo Aeroporto Falcone e Borsellino. Già atterrare su questo aeroporto è una grande emozione con l’aereo che plana sul mare ed appena superata l’Autostrada, si poggia sulla pista, con davanti la montagna che sovrasta l’aeroporto. Lo scalo palermitano è uno scalo moderno, funzionale e ben collegato sia con il centro città (treno, bus, taxi, navette) sia con altri importanti luoghi siciliani, comprese le Isole Egadi.
Ho preso il bus e con un biglietto di euro 4,50 ho raggiunto la città in 35 minuti (anche perché non c’era molto traffico in entrata). Percorrendo l’autostrada che collega l’aeroporto a Palermo, si passa a Capaci sul luogo dove perse la vita il Magistrato Falcone, la moglie Morvillo e gli agenti della scorta in quel maledetto 23 maggio del 1992
Ogni volta che sono passato davanti alla stele posta a ricordo ho sempre provato, come tutti del resto, un forte sentimento di sconcerto e fa ancor più male vedere quella bianca casa sulla collinetta dove si erano messi gli attentatori per seguire in diretta quanto andava accadendo.  Purtroppo questo grave episodio fa parte della storia della Sicilia e dell’Italia, attraversata dalle trame oscure. Con il bus sono sceso in una delle piazze piu belle di Palermo: Piazza Politeama dove ha sede l’omonimo prestigioso teatro.
Sono sceso qui perché questa era la fermata più vicina all’albergo dove avrei pernottato. Il bus, una volta arrivato in città effettua una serie di fermate fino al capolinea situato in prossimità della Stazione Centrale di Palermo.
Dieci minuti a piedi ero all’albergo Ibis Style President categoria 4 stelle. Albergo in stile IBIS, accogliente, funzionale, moderno, ottimo staff alla reception, una bella terrazza panoramica con un ristorante aperto fino alle ore 22 e il bar 24/24. Nella stessa terrazza viene servita la prima colazione. Molto comodo per chi arriva o parte in nave, essendo posizionato davanti al porto, meno comodo se si vuole andare a piedi alla Cattedrale che comunque non è lontanissima, massimo mezz’ora, salendo verso Politeama e percorrendo Via Maqueda.
Ero venuto a Palermo conservando dentro di me il ricordo di una città estremamente caotica nel suo centro, ed invece quando, dopo una sosta nello storico Antico Caffé Spinnato in via Principe di Belmonte, mi sono avviato su via Maqueda mi sono dovuto ricredere. La via che io ricordavo, seppur bella, ma piena di confusione, oggi è una via chiusa al traffico, dove si può passeggiare tranquillamente e in totale relax. Via Maqueda Palermo Sicily Tourist
Dopo una breve deviazione in un vicolo che aveva attirato la mia attenzione mi sono incamminato su via Maqueda. Passeggiando ed osservando le vetrine stavo avendo la sensazione che non stavo più percorrendo una strada che conoscevo ma una strada nuova e questa strada oggi non era più quella a cui ero abituato. Tante insegne moderne, tante catene di ristorazione in franchising ed io continuavo a cercare quella Palermo che ricordavo per la sua gente, per le sue botteghe, per le sue voci.
Comunque ho continuato la mia passeggiata, consapevole che essa mi avrebbe condotto in uno dei punti più belli di Palermo: i Quattro Canti, una piazza cosi chiamata perché ai quattro angoli ci sono palazzi secenteschi ed ognuno di loro ha al centro una fontana raffigurante una delle quattro stagioni., nelle nicchie degli ordini superiori ritratti di re spagnoli e al livello più altro le protettrici di Palermo che sono Santa Cristina, Ninfa, Oliva, Rosalia.
In prossimità dei Quattro Canti ci sono altri luoghi simbolo di Palermo:
  • Piazza Pretoria il cui centro è occupato da una meravigliosa fontana di Francesco Camilliani, scultore fiorentino del ‘500.
  • La Chiesa di Santa Caterina, una delle più ricche e decorate della città, riaperta al pubblico dal Maggio 2016 dopo anni di restauro.
  • Il Palazzo Pretorio il cui aspetto attuale risalente al XIX si sovrappone ad una serie di stili più antichi che datano il ‘300. Attualmente è sede del Senato cittadino.
  • San Giuseppe ai Teatini, imponente chiesa baroccca.
Prima di continuare la passeggiata, obbligatoria una sosta in una delle pasticcerie storiche di Palermo:
“Pasticceria Gelateria Costa: Tante sono le tentazioni quando si entra nella pasticceria, ma non potevo fare a meno di prendere un cannolo siciliano, di quelli autentici, e non da imitazione come spesso si rischia di avere in altri luoghi che si spacciano per pasticcerie siciliane.
Dopo la “dolce sosta”, ho ripreso il percorso su Corso Vittorio Emanuele, una delle vie più belle, animate di Palermo, che fu chiamata dagli arabi “Il Cassaro”, subito dopo la conquista di Palermo nel 803. Sulla via si affacciano importanti palazzi, antiche botteghe e altre più attuali e commerciali.
Si attraversano piazzette e si possono vedere dei cortili bellissimi.
Percorrendo Corso Vittorio Emanuele si raggiunge la superba, affascinante Cattedrale di Palermo. L’ho vista e rivista diverse volte in precedenti viaggi, eppure ogni volta che si arriva al suo cospetto si resta ammaliati dalla sua bellezza, dalle sue forme armoniche.
Un inestimabile esempio di arte, architettura, cultura. Un luogo che non si può assolutamente non visitare. Consigliato il tour sui tetti della Cattedrale.
Anche se io, per ragioni di tempo (Palermo richiede più giorni per essere visitata e vissuta) non ho potuto farlo (e comunque in precedenti viaggi avevo già visitato questi meravigliosi luoghi) non perdetevi la visita del Palazzo Reale e della Cappella Palatina
Il caldo palermitano si faceva sentire e allora ho deciso di fermarmi per una sosta “rinfrescante” per gustare una granita. A Palermo ci sta l’imbarazzo della scelta ed io ho puntato su un cavallo vincente: granita ai gelsi.
In serata, grazie ad una carissima amica e collega palermitana, ho avuto modo di poter degustare un fantastico e succulento aperitivo a base di salumi e formaggi, accompagnato da un ottimo vino nel locale “La Dispensa” aperto nel giugno 2019 dallo chef stellato Giuseppe Costa, nel cuore della movida palermitana, in via Isidoro La Lumia, a pochi passi dal Politeama, da Via della Libertà, dal centro storico.
La mattina successiva, dopo una abbondante e variegata prima colazione, servita al settimo piano dell’Ibis Style President, con vista sul mare, questa volta insieme a dei familiari che mi avevano nel frattempo raggiunto per poi proseguire insieme il viaggio, abbiamo esplorato ancora Palermo.
Mio fratello aveva il desiderio di tornare in quel mercato che resta comunque uno dei luoghi simbolo della città di Palermo: la Vucciria. Ci siamo spostati con la macchina verso la Marina di Palermo a ridosso della parte più antica della città, quella che si protende verso il mare, verso il porto. Da qui si entra in un dedalo di vie, piazze, vicoli.
Man mano che andavamo avanti, ho cominciato ad avere la percezione che stessi camminando in una Palermo meno turistica, più autentica, quella dove probabilmente si respira la vera “anima palermitana”.
Camminando, i miei occhi erano continuamente distratti da un susseguirsi di immagini a volte in contraddizione tra di loro: palazzi nobiliari in stato di decadenza eppure affascinanti nella loro bellezza antica si affiancavano a costruzioni che sono state ristrutturate e riportate ai fasti di una volta. Camminavo e mi sembrava di essere nel  ” Casco Viejo”d ell’Havana dove sono stato diverse volte. Le strade, i vicoli che stavamo percorrendo non erano invase di turisti, non avevano botteghe ad uso prettamente commerciale, pochissime le insegne delle catene in franchising.
Anche le persone che abbiamo incontrato, sedute ai bar, alla guida di una vespa, mentre scaricavano della merce, erano quei volti di gente palermitana che io ricordavo. Una volta queste strade le avrei percorse senza darmi indicazioni, ma i moderni sistemi tecnologici sostituiscono a volte il piacere di perdersi in una città e pertanto anche io mi sono arreso alle insistenze di chi non voleva perdersi e siamo arrivati, guidati dal navigatore, alla Vucciria.
L’attuale mercato ha perso gran parte delle sue caratteristiche e pur se rimane un luogo da visitare, se non altro per la sua storia e per aver ispirato artisti famosi, uno per tutti Guttuso che nel 1974 dedicò un suo quadro a questo mercato, non ha più il fascino di una volta.
Nelle vicinanze del mercato si arriva a Piazza San Domenico con l’omonima chiesa al cui interno si trova la tomba di un grande eroe dei nostri tempi: il Giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla Mafia, insieme alla moglie e agli agenti della scorta in quel tragico attentato di cui ho fatto riferimento all’inizio dell’articolo.
Alle spalle della Vucciria nel quartiere della Kalsa, si ripercorrono vicoli e piazzette fino ad arrivare a Piazza Marina, scenografica piazza, circondata da palazzi storici, con al centro Villa Garibaldi, al cui interno si possono ammirare dei ficus secolari.
Stando a Palermo e volendo concludere alla grande non potevamo non fermarci in un tempio della gastronomia street food palermitana: la friggitoria Chiluzzo in Piazza della Kalsa a pochi metri dal mare. Non è una friggitoria qualsiasi, è una istituzione palermitana dal 1943 e lo dimostra l’affluenza di persone che non sono solo i turisti che potrebbero essere attratti da informazioni avute su guide ed opuscoli. All’ora di pranzo ci stava una fila di palermitani che qui fanno la pausa pranzo. Pranzare qui, in Piazza della Kalsa, con arancine, panelle e crocché, caponata, sgombro, tonno, dopo aver percorso le vie della Palermo più autentica e meno turistica mi ha fatto rivivere un’esperienza dentro l’anima della città di Palermo.
Il viaggio è poi proseguito verso Polizzi Generosa, di cui racconterò in un successivo articolo che verrà pubblicato sempre su questo blog.
Intanto per chi avesse il desiderio di leggere altri miei racconti dedicati alla Sicilia:
Da questi racconti si può capire quanto io sia legato a questa isola, e quanto ne sia innamorato. Un posto straordinario che ha tutto per tutti. Se siete interessati a tornare in Sicilia o ad andarci per la prima volta, mi potete contattare. Tramite il tour operator/agenzia viaggi di cui sono responsabile operativo e in collaborazione con importanti corrispondenti in Sicilia, vi possiamo garantire un viaggio che non sia un convenzionale viaggio ma possa essere una vera esperienza nell’anima siciliana.
Potete inviare una mail a santo@santodavid.it oppure direttamente dal formulario richiesta contatto
Buon viaggio in Sicilia.
Santo David
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