Allibiti o illibati (forse tutti e due)

Atmosfera ilare a RomaTeatri, per il nuovo spettacolo di Alessandro Tozzi

di Alessandro Tozzi per la regia di Lodovico Bellè

PERSONAGGI ED INTERPRETI IN ORDINE DI APPARIZIONE:
Gemma Giuliano – Lorena Baroncini
Rocco Bilaccio – Alessandro Tozzi
Meo Mara – Vittorio Aliotta
Mara Meo – Eugenia Brandi
Checca Rino – Luciano Tribuzi
Angelo Piera – Luciano Tribuzi
Regia audio e luci: Maurizio Agostini – Coreografie: Eleonora Paucera

Foto: Fernando Sbriscia

In scena alla Sala RomaTeatri, Via Gina Mazza 15 (Rebibbia/Casal de’ Pazzi)
da giovedi 19 a domenica 22 settembre 2019 ore 21 (domenica 22 ore 18)
Ingresso € 10,00 – tessera associativa € 2,00 – Info e prenotazioni 335/1984895

Intro: Due coppie vicine di pianerottolo, due coppie come tante in un quartiere popolare di Roma.
Quattro persone incapaci di stare insieme ma al tempo stesso incapaci anche di stare lontane l’una dall’altra.
Divorziare? Cambiare casa? Cose, si, possibili e lecite ma non contemplate dai quattro che ormai si sentono una croce addosso di cui sarebbe moralmente ingiusto liberarsi.
Per interrompere la monotonia della “giornata qualunque” del pianerottolo si rende dunque necessaria l’entrata in scena di personaggi e fatti esterni al condominio, che metteranno a nudo certe pochezze e certe meschinità umane.

Sala RomaTeatri, 19 settembre, Roma – Alle prime teatrali si percepisce spesso un’atmosfera particolare, un’atmosfera elettrica. E in questo caso anche molto gioiosa: non a caso al termine della rappresentazione il pubblico è stato invitato dall’autore in persona, Alessandro Tozzi, ad unirsi a lui e agli altri interpreti per un piccolo buffet, offerto in occasione del suo 50mo compleanno.
Ma non è soltanto per questo, ovvio, che giovedì 19 settembre siamo stati felici di partecipare alla prima di Allibiti o illibati (forse tutti e due), ennesimo spettacolo promosso dall’Associazione Culturale SulPalco presso lo spazio così accogliente di RomaTeatri. E a tal proposito abbiamo gradito anche, per inciso, il trailer iniziale che ha ricordato al pubblico le precedenti esperienze teatrali targate SulPalco, compreso un divertente spettacolo per ragazzi ispirato a favole come La Lepre e la Tartaruga. Ma a parte la vivace, spiritosa cornice, sono stati stata proprio la freschezza e il tono burlesco di Allibiti o illibati (forse tutti e due) a conquistarci sin dall’inizio.

Alessandro Tozzi, coadiuvato per l’occasione in regia dal fantasioso Lodovico Bellè (del quale ricordiamo con estremo favore il brillante e surreale umorismo di Roba da matti), ci propone ancora una volta una pièce incentrata su storie di corna ed accesi battibecchi tra moglie e marito, nonché su quella ruspante atmosfera capitolina capace di infondere alla commedia un tono genuino, sincero. Dunque frizzi e lazzi a volontà. Ma anche quel tocco di follia e di stravaganza in più nella messa in scena, rispetto ad altre occasioni, che a nostro avviso è valso da bonus aggiuntivo.
Sono Lorena Baroncini, Vittorio Aliotta, Eugenia Brandi e per l’appunto Alessandro Tozzi gli incauti protagonisti del pittoresco “gioco delle coppie” che andrà presto a prendere forma, dopo un’iniziale ed esilarante scenetta a letto, interpretata dal primo binomio ovvero da una moglie annoiata e da un maritino invero assai svogliato, così preso dalle partite a calcetto con gli amici da buttarsi a letto senza nemmeno togliersi la tenuta sportiva!

Proprio all’improbabile Rocco Bilaccio a.k.a. Alessandro Tozzi viene affidato, come se a letto cominciasse per lui un sogno, il curioso “a parte” in platea indice anche di come la farsa, stavolta, prenderà direzioni rappresentative inaspettate. Difatti altri bizzarri inserti si accavalleranno man mano che la classica commedia degli equivoci si dipana, arrivando a coinvolgere un quinto interprete, l’ottimo Luciano Tribuzi, destinato a scompaginare ulteriormente la precaria quiete condominiale delle due coppie con due eccentrici personaggi: l’aspirante attore Checca Rino e soprattutto Angelo Piera, bonaria presa in giro del ben noto divulgatore scientifico. Proprio una folgorante, strampalata conduzione televisiva di quest’ultimo darà vita a uno dei momenti satirici più sfacciati di Allibiti o illibati (forse tutti e due), che anche in virtù della sua deliziosa naïveté ha avuto buon gioco, nel lasciare il pubblico con un bel sorriso stampato in faccia dall’inizio alla fine.

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