Quartetto Puck – Quando il gioco della partitura si fa creazione musicale

scritto in collaborazione con Francesco Paniccia

Il Quartetto Puck rappresenta una tra le realtà d’ensemble più seducenti nel panorama musicale capitolino e non solo.  La for mazione, composta da pianoforte, contrabbasso, batteria e flauto traverso, unisce alla solida preparazione accademica dei suoi componenti, la scelta di un repertorio tanto accattivante quanto complesso.  Il risultato si gioca sulla caratura di musicisti quali il pianista Stefano Caponi (strumentista di rango con alle spalle importanti riconoscimenti quali il Premio Internazionale Città di Roma, e una brillante carriera sia solistica che cameristica), l’eccellente contrabbassista Stefano Corato (anch’egli passato attraverso esperienze importanti quali il lavoro con l’Orchestra Sinfonica della Rai ed in altri gruppi cameristici), la flautista Lucrezia Cortilli (molto giovane ma già apprezzata strumentista nel panorama flautistico internazionale) e il batterista Enrico Ciullo  (percussionista eclettico, di estrazione classica ma con singolari incursioni  in ambito jazz e rock).
Tra le scelte di repertorio del quartetto, si segnala il concerto dedicato a Claude Bolling,                    un autore contemporaneo molto conosciuto nel mondo della musica classica e jazz, autore di tantissime composizioni per svariate formazioni tra cui la colonna sonora del famoso film “Borsalino” ed  autore della suite per flauto e jazz piano trio. La particolarità di questo geniale artista sta nella sua capacità di coniugare la bellezza della musica classica contemporanea con lo swing tipico della musica jazz.  Il suo amore per questo genere, unitamente ai suoi studi classici, lo portano a scrivere pagine di musica al limite del dissacrante, sfiorando la magia del contrappunto di Bach con il travolgente ritmo del blues. La suite che il quartetto presenta, eseguendola in giro per l’Italia e, recentemente, presso la suggestiva location della cripta della Chiesa di S. Lucia del Gonfalone a Roma, è composta da sette danze ognuna con un senso compiuto della durata totale di cinquanta minuti circa [info da https://www.assokipling.com/quartetto-puck.html]

“Puck” riesce a fondere, in un unico corpo sonoro, tutta la purezza del sogno classico “bollinghiano” con la passione, la vitalità, e la “nuance” tipica del jazz, in un gioco di incastri rigoroso e privo di sbavature, su cui poggia un apparato tecnico – musicale che fa gridare al miracolo della libertà e della fantasia. La sensazione che pervade il pubblico è quella che i 4 musicisti stiano improvvisando quasi tutto di quello che suonano mentre essi eseguono, con mirabile fedeltà al testo, una partitura scritta. Siffatto risultato non può raggiungersi che attraverso un dominio completo degli strumen

ti, una forte apertura mentale, e un solido “patto” di squadra, basato sul rispetto reciproco e la piena devozione all’arte musicale.

In tal modo il concerto “viaggia” nell’animo degli spettatori che vengono toccati ora da pagine ricche di dolcezza e di spirito, ora da ritmiche passionali e coinvolgenti, passando per ariosi fraseggi e poderosi, brillanti staccati.  Il suono che il quartetto è in grado di sviluppare ha una cifra viva, rotonda, ricca di sfumature, mai banale ma sempre “presente” ed appropriata alla scrittura.

L”’interpretazione musicale” può definirsi tale quando l’interprete riesce a produrre negli astanti lo stupore tipico della “prima volta”, unitamente alla convinzione ch’egli non potrebbe far altro rispetto a quel che fa, che non vi siano, ovvero, altre possibilità di “lettura” rispetto a quella in corso. Il quartetto Puck ci regala sia l’una che l’altra sensazione.  E non  è poco.

 

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