QUATTRO GIORNI A MADRID

Impossibile annoiarsi nella capitale spagnola

In occasione della Fitur, una delle più importanti fiere del turismo internazionale, sono ritornato in quella città a cui sono tanto affezionato, così come già raccontato in un mio precedente articolo “Madrid per tutti.

Questo viaggio ha in effetti riconfermato che Madrid può essere una città per tutti, in quanto in essa si possono avere diverse esperienze che vanno a toccare i differenti interessi che ognuno di noi può avere quando parte per un viaggio, per una destinazione.

Nell’articolo racconterò i miei quattro giorni a Madrid, fornendo una serie di spunti che verranno comunque ripresi e approfonditi in successivi articoli dedicati alle singole esperienze.

Partiamo dal primo giorno.

Volo diretto Air Europa con partenza alle ore 10.30 da Roma Fiumicino. La compagnia aerea è una sorta di ibrido tra un volo di linea e un volo low cost. Pur essendo una compagnia aerea che collega diversi aeroporti nel mondo e sulla tratta Roma Madrid fa da connessione a voli che da Madrid proseguono soprattutto su destinazioni del Nord Centro e Sud America, prevede una serie di tariffe articolate su più livelli e quindi prestate attenzione nell’acquisto del biglietto. La tariffa che avevo acquistato io era la più economica e prevedeva solo bagaglio a mano (max 10 kg), l’assegnazione del posto casuale. A bordo eventuali bevande, snack, caffé o altro è a pagamento. Il personale di bordo è stato comunque molto professionale e attento al passeggero. Volo in andata in perfetto orario, al rientro atterrato con venti minuti di anticipo.

Arrivato all’aeroporto Barajas, mi sono recato alla Stazione della Metro che collega l’aeroporto con la città di Madrid.

Può sembrare assurdo ma anche l’utilizzo della metro può essere un’esperienza, specialmente per chi come me, venendo da una città come Roma, resta meravigliato nel constatare l’efficienza dei trasporti madrileni. Quello che sorprende ancor di più ma non dovrebbe sorprendere, perché in qualsiasi città del mondo, specialmente quando ospita persone provenienti da ogni parte, ti aspetti che ci sia da parte del personale di un servizio pubblico l’attenzione verso il passeggero. Oltre ad esserci un ufficio di relazioni con il cliente, vicino ad ogni macchinetta dove si acquistano i biglietti, ci sono degli incaricati (per lo più giovani e parlanti anche diverse lingue) che aiutano il passeggero nella scelta del titolo di trasporto e nelle modalità di acquisto e pagamento. A proposito di trasporti vi segnalo che a Madrid è obbligatorio per ogni passeggero essere in possesso della “tarjeta de transporte” una tesserina non personale che va conservata e sulla quale si caricheranno poi i singoli biglietti o gli eventuali abbonamenti turistici, quindi non vi preoccupate se vi diranno che siete obbligati a comprarla. Tenetela con voi e quando avrete necessità di acquistare altri biglietti vi sarà sufficiente introdurre la tarjeta nella macchinetta rivenditrice, selezionare i biglietti che vi occorrono e questi non verranno stampati ma caricati sulla vostra tarjeta che potrete utilizzare da soli o in compagnia sino ad esaurimento dei biglietti che avete caricato. La tarjeta resta a voi come un ricordo ma non la gettate, vale dieci anni e la potete riutilizzare in un successivo viaggio a Madrid.

Dall’aeroporto parte solo la linea 8 che arriva al Capolinea Nuevos Ministerios da cui si può proseguire verso la propria direzione. La linea 10 è una di quelle che vi portano in centro ed io, in solo due fermate ero già alla fermata Alonso Martinez, solo pochi minuti dall’albergo Gran Versalles dove avrei soggiornato.

L’albergo è un 4 stelle moderno, personale gentile e accogliente, camere pulite, funzionali, bagno moderno e con tutti i confort. Prima colazione abbondante e varia. Posizione ottima sia per la vicinanza alla metropolitana sia per raggiungere a piedi anche zone tipicamente madrilene come il quartiere di Malasana.

Alle 14.30 ero già pronto e desideroso di ritornare a percorrere strade che avevo percorso tante volte nel passato.

Ho deciso di partire da Plaza Colon, che dall’albergo si raggiunge in dieci minuti a piedi percorrendo Calle Genova, via con molti negozi e bar.

Nei pressi di Plaza Colon vi consiglio una sosta per un ottimo caffé, per un aperitivo o per una cena in terrazza la Caffetteria Habanera.

Plaza Colon è sempre così affascinante nella sua ampiezza, con edifici moderni che la circondano. Arrivato sulla piazza mi sono diretto sul Paseo de Recoletes, un viale ampio con dei bei giardini al centro, edifici storici che fanno da cornice, per arrivare ad una delle piazze più belle di Madrid: Plaza de Cibeles con la fontana al centro famosa anche perché qui di solito si festeggiano le vittorie del Real Madrid. La Piazza ospita uno spettacolare edificio che fu in passato Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, oggi  sede del Comune di Madrid, sede anche di mostre ed esposizioni con meravigliosa terrazza da cui godere del panorama di Madrid.

Da questo punto si può procedere per il Paseo del Prado, oppure dirigersi verso il centro storico.

Dopo avere superato il Palazzo del Banco Espana si entra nella Gran Via, una delle tante arterie della città. La Gran Via è già di per sé un’ulteriore esperienza di viaggio. Sempre popolata di gente, negozi, alberghi, ristoranti, caffetterie. Si passeggia con gusto e ci si ritrova in Plaza Callao, altro snodo cittadino.

La piazza è sempre un pullulare di persone che vi stazionano o vi transitano.

Da qui si scende verso Puerta del Sol, che può essere considerato il cuore della città. Oggi completamente chiusa al traffico come gran parte dei luoghi del centro storico, ospita sempre tanta gente che si ferma in piazza, persone che salgono o scendono le scale per prendere la metropolitana, altre che vi transitano per proseguire le passeggiate madrilene.

Ho avuto la fortuna di assistere ad un concerto in piazza di un gruppo di mariachi che per mezz’ora mi hanno fatto respirare le atmosfere cubane, messicane, caraibiche.

La passeggiata mi aveva messo fame e ricordavo che nei pressi della piazza ci fosse il Museo del Jamon: un luogo dove questo prezioso prodotto della gastronomia spagnola è il re indiscusso: “un bocadillo con jamon y una cerveza por favor”

Una volta rifocillatomi, sono di nuovo transitato in Puerta del Sol, per la foto di rito davanti alla statua che rappresenta l’orso, simbolo della città di Madrid.

Da Puerta del Sol ci sono alcune alternative per proseguire le passeggiate madrilene.

Ho scelto di andare in direzione Plaza Mayor, altra piazza simbolo di Madrid, uno di quei luoghi che non ci si stanca mai di vedere.

Sembra quasi di entrare in una corte reale e da un momento all’altro vedere re, regine e nobili attraversare la piazza, uscendo dagli edifici storici che la circondano. Molto belli i portici che ospitano ancora oggi negozi e bar storici. Se il tempo lo permette è bello anche d’inverno sedersi ai tavoli all’aperto per gustare il via vai delle persone: un’ulteriore esperienza di viaggio.

Dopo le rituali foto sotto  la staua equestre posta al centro della piazza,sono ripartito per raggiungere il Mercado de San Miguel, tempio dello street food madrileno.

Provate ad immaginare uno spazio ricavato da dove prima c’era un mercato ed oggi al posto dei banchi del vecchio mercato, ci stanno di nuovo dei banchi e adesso su questi banchi fanno bella mostra varietà di tapas e dolci di ogni genere.

Altri di questi banchi preparano spiedini e tapas a base di pesce o di baccalà (bacalao) in vari modi.

Ci si ritrova in una piacevole confusione a dividere un momento di vita che è una fantastica esperienza di viaggio nella gastronomia e nel gusto di vivere, caratteristico del popolo spagnolo.

Il tramonto stava scendendo sul cielo di Madrid regalando degli scenari impossibili da poter descrivere se uno non li ha visti. Così belli e particolari che ogni persona volgeva lo sguardo in alto e tutti stupiti e meravigliati per i colori che andava assumendo il cielo sopra Madrid: altra esperienza.

Altro punto meraviglioso  è tutta l’area che circonda il Palazzo Reale, la Cattedrale dell’Almudena e la Plaza de Oriente con il Teatro dell’Opera. Uno scenario che con quel tramonto era ancora più suggestivo.

La visita all’interno del Palazzo e all’interno dell’Almudena è una di quelle cose di cui non si può fare a meno. Per entrare nel Palazzo ci sono sempre lunghe file, quindi consigliabile acquistare anticipatamente i biglietti d’ingresso.

Camminando camminando, la sera era scesa su Madrid. Il tempo di farsi una sangria prima di rientrare in albergo.

Secondo giorno: dedicato alla Fitur. La Fiera di Madrid è facilmente raggiungibile in metro con la stessa linea che collega Nuevos Ministerios all’aeroporto. E’ ubicata più verso l’aeroporto ed infatti solo due fermate la dividono dai terminal 1-2-.3.

In Fiera ho privilegiato i padiglioni 7 e 9 che ospitavano importanti realtà turistiche con le quali ho intrapreso dei percorsi per offrire a voi delle interessanti esperienze di viaggio e farvi scoprire una Spagna meno conosciuta o per darvi la migliore consulenza perché anche se tornaste in Spagna in luoghi che avete già visto, vi garantisco che posso aiutarvi a scoprire cose che non conoscevate.

Dopo una giornata intensa di lavoro non ero così in grado di andarmene a zonzo per la città.

Madrid come quasi tutte le città spagnole ha il vantaggio che puoi andare a cena anche tardissimo e trovi sempre dove poter mangiare. Inoltre la vita notturna della città si articola in più punti  e questo permette che un visitatore possa trovare luoghi per mangiare, senza dover necessariamente allontanarsi dal posto dove alloggia.

A pochi metri dal Gran Versalles ci sta sia il quartiere Malasana dove sono andato la sera dopo, oppure Plaza Santa Barbara e anche in questa piazza e nelle vie vicine ci sono tanti posti carini per trascorrere la serata e cenare.

Ho scelto di cenare alla Cerveceria Santa Barbara, storica birreria di Madrid, in cui si cena con i madrileni e si può gustare dell’ottima gastronomia spagnola, accompagnata da una buona birra. Le tapas non mancano mai e poi ho preso una porzione di ottimo “pulpo alla gallega”.

A conclusione arroz con leche, tipico dolce spagnolo, semplice ma molto delizioso.

Terzo giorno: dopo un’abbondante prima colazione ho dedicato la mattinata al Parque del Retiro. Da Alonso Martinez due fermate di metro e poi una camminata di circa dieci minuti a piedi (ho dovuto fare così per dei lavori in corso alla fermata più vicina al Parco). La deviazione mi ha permesso di prendermi un ottimo caffé alla caffetteria El perro y la Galleta: da non perdere soprattutto se siete amanti dei cani ed entrando lo capirete.

Il Parque del Retiro è il cuore verde di Madrid ed è anche esso una esperienza tra le diverse esperienze di Madrid. Ci si passeggia, ci si ferma per rilassarsi, ci si siede su una panchina a leggere un libro, si ascolta musica, si fa sport. C’è un bel lago dove si possono noleggiare delle barche per fare un romantico giro sul lago.

Il Parco è anche famoso per ospitare nel giorno dell’Epifania la sfilata de Los Reyes, uno dei momenti di festa che si possono vivere spesso a Madrid.

Dal Parco si può raggiungere il Museo del Prado e questa e una delle altre esperienze. Il Museo merita di essere visitato ma sappiate che gli dovrete dedicare del tempo, considerando quanto ci sta di meraviglioso al suo interno.

Dal Prado potete anche raggiungere la Stazione Atocha, con i suoi giardini interni e nelle vicinanze altri  due musei importanti di Madrid: il Reina Sofia e il Thyssen, più dedicati alle grandi opere della pittura moderna di Picasso e di Mirò, e di altri importanti pittori .

Dopo la sosta per i souvenir nello storico negozio che è di fronte al Prado e una pausa caffé da Vips (catena di punti ristoro distribuiti in vari punti della città, caratterizzati da un ambiente moderno, con una variegata offerta di soluzioni per mangiare, bere e rilassarsi) ho ripreso Calle Alcalà altra via nevralgica di Madrid, passando davanti al Westin Palace, uno degli alberghi più prestigiosi di Madrid, sede ideale per chi vuole il massimo dell’ospitalità. Proseguendo sono passato anche davanti all’edificio che ospita la Camera dei Deputati.

Proseguendo su Calle Alcalà ho raggiunto di nuovo Puerta del Sol e da lì percorrendo le stradine a ridosso della piazza, ho raggiunto di nuovo Mercado San Miguel per un nuovo appuntamento gastronomico.

Dopo la sosta ho percorso le vie e le piazzette che sono a ridosso di Calle Mayor. Una zona di Madrid molto bella, quasi raccolta ed intima.

Di nuovo una sosta davanti al Palazzo d’Oriente e da lì ho raggiunto  un altro tempio madrileno: la Chocolateria San Gines, storica e famosa per il suo chocolate y churros. esperienza indimenticabile specialmente se ci venite all’alba quando è tappa obbligata per chi esce dai locali della movida madrilena, come il vicinissimo Joy, tempio della dolce vita di Madrid.

La sera mi ha riservato un vivace fine giornata, Insieme a delle carissime amiche madrilene, sono andato a cena nel Quartiere Malasana.

Era una di quelle zone di Madrid che non conoscevo, a riprova che puoi anche andare tante volte in un posto ma c’è sempre qualcosa da scoprire.

Il quartiere è un quartiere tipicamente madrileno, frequentato soprattutto dalla gente del posto e questo permette di vivere una esperienza molto particolare.

Ho cenato alla Taperia de Malasana Pulperia & Bar de Tapas. Già dal nome si capisce tutto. Un ambiente divertente, ottima gastronomia. Prezzi accessibili.

Essendo un quartiere molto frizzante con locali aperti fino a tarda ora, mi sono lasciato il tempo per un’ulteriore sangria prima di andare a nanna.

Quarto giorno.: avendo il volo alle tre del pomeriggio, considerando che a Madrid ci si può muovere facilmente grazie alla rete dei trasporti pubblici, ho riservato la domenica mattina alla visita di un altro luogo storico: Las Ventas che poi sarebbe la Plaza de Toros di Madrid, una delle più grandi e famose di tutta la Spagna.

Concordo che la corrida sia uno spettacolo probabilmente superato ed infatti in molte città spagnole è stata abolita.

Questo però non può cancellare un aspetto della storia spagnola e madrilena. D’altro canto anche il Colosseo è il luogo più visitato al mondo, eppure lì dentro sono state perpetrate delle atrocità non da poco.

Consiglio di fare un giro all’interno della Plaza de Toros. Il biglietto costa 14 euro, vi viene fornita un’audioguida che vi accompagna nel percorso, spiegandovi tanti particolari che ruotano intorno alla corrida.

Uscendo di fronte alla Plaza de Toros ci sta un bar storico ed entrandoci vi potete rendere conto di cosa abbia potuto significare la corrida nella storia e nelle tradizioni di Madrid: contestabile o meno che sia la corrida è comunque un’altra esperienza che porta a conoscere la storia di una nazione.

Sarei voluto ancora rimanere in questa meravigliosa città ma si stava avvicinando l’ora per ritirare il bagaglio in albergo e procedere verso l’aeroporto.

Alle 14.55 un volo Air Europa è decollato verso Roma.

In me tanti ricordi ancora così vivi di questa città. Sono sicuro che questa volta non trascorrerà lungo tempo prima che io ci ritorni.

Ci voglio tornare perché mi sento a casa mia e nei miei prossimi viaggi, Madrid sarà un punto di partenza per andare a scoprire città che non conosco come Avila e Segovia. Da Madrid si può con l’Alta Velocità collegarsi anche ad altre bellissime città spagnole.

Spero con questo mio racconto di essere riuscito a trasmettervi l’amore che provo verso la città di Madrid, mi auguro che il mio racconto vi abbia fornito ulteriori spunti per accrescere in voi il desiderio di andarci o di tornarci.

Se per il vostro viaggio vi vorrete affidarvi a chi lo possa gestire con la massima accortezza per darvi  una vera consulenza, potete contattarmi e sarà per me un onore creare con voi la vostra esperienza di viaggio a Madrid.

Santo David

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