TI AMO DA MORIRE

L'amicizia spezzata tra Giorgia e Giulia
Giorgia e Giulia sono amiche, lo sono da sempre, sono cresciute insieme, hanno condiviso ogni momento, sono l’una l’ombra dell’altra. Un’amicizia nata da bambine e cresciuta con loro. Un’amicizia che non potrà mai finire nonostante tutto, che le unirà con il cuore, la mente ed i ricordi ma non più fisicamente. Giulia non c’è più, è stata uccisa dall’uomo che diceva di amarla più di tutto. Un amore malato, un amore che non è amore, l’amore di  uomo che le diceva:”Non metterti i vestiti aderenti perché altrimenti ti guardano, non ti devono guardare!!”, che tipo di amore è?
Un uomo che spegne i tuoi sorrisi a forza di schiaffi ed alla fine ti ammazza, non può essere un uomo che ti ama. L’amore non uccide, non umilia, non soffoca, non martorizza, non sminuisce, non massacra, perché l’amore è tutto l’opposto. Uomini che cercano una preda su cui sfogare il loro sentirsi repressi, inadatti, inutili, piccoli, non sono in grado di amare. Non fidatevi di chi vi schiaffeggia e poi vi chiede scusa ed anzi vi fa sentire meritevoli di quell’atto, non credete alle sue spiegazioni, per tenervi legate a loro con un filo mortale. Giulia aveva una bimba, che crescerà senza una mamma per colpa di suo padre che diceva di amarla da morire e così è stato purtroppo.
Ho trovato su fb la lettera accorata di Giorgia, sua amica del cuore e mi sembra doveroso condividerla.
Marzia Bortolotti
“Sono devastata, scioccata, distrutta e annientata.
Un durissimo colpo al cuore, il più grande colpo di grazia che mi venisse mai dato.
Stamattina mi sono svegliata con un grande magone dentro, realizzando che tu non ci sei più.
Io stamattina mi sono svegliata, tu non ti risveglierai mai più.
Avrei voluto fosse stato solo un incubo, uno di quegli incubi che faccio spesso, ma che poi svegliandomi, tutto ritorna alla normalità.
Invece no, non è stato un incubo.
Te ne sei andata per sempre.
Te ne sei andata in un posto da cui non posso più portarti indietro.
Non doveva succedere, è inaccettabile, non doveva andare così. È ingiusto!
Ogni mattina sarà dura svegliarsi, sapendo che tu non sei più al mondo, che quando avrò bisogno di te, tu non ci sarai più per me.
Amica mia, chi l’avrebbe mai detto che l’appuntamento con il tuo destino sarebbe stato proprio dietro l’angolo?
Che quella volta che ti avevo visto al centro commerciale con la tua bambina…. E quel mostro, sarebbe stata l’ultima?
Se solo avessi saputo……
Anche mia mamma ti aveva vista due settimane fa, andare di fretta al lavoro e ti aveva salutato, e tu, timidamente, l’avevi salutata anche tu.
E chi avrebbe mai potuto immaginare, che in un futuro non tanto lontano, avrei pianto la tua prematura scomparsa?
Giuro, se me lo avessero detto, non ci avrei mai creduto.
Ancora adesso non riesco a credere che sia successo veramente, non riesco a darmi pace.
PERCHÉ ANCHE TU?! E PERCHÉ PROPRIO ADESSO???! NON ERA ANCORA LA TUA ORA!! AVEVI SOLO 23 ANNI!!
Te ne sei andata troppo presto.
Mi è difficile immaginarti in quella cella buia e ghiacciata in questo momento e sapere che purtroppo, sei veramente lì dentro.
Come gira il destino a volte, eh? Succedono improvvisamente cose che non ci si aspetterebbe mai. Ci lascia senza parole, impreparati, ammutoliti, incapaci di parlare.
Ho così tanti ricordi di te: mi ricordo quando alla ricreazione combattevamo facendo finta di essere i nostri personaggi preferiti delle nostre serie animate preferite, le nostre lotte in bagno, quando ci scambiavamo i bigliettini in classe, le tante litigate perché a te piaceva una cosa e a me un’altra, le nostre ore in palestra, quando ci cambiavamo negli spogliatoi, i nostri pettegolezzi, i nostri giochi insieme, le ore a computer insieme quando ci mettevamo a giocare o disegnare con Paint, quando ci trovavamo con tua sorella ai giardinetti, l’unica volta che siete state a casa mia, le telefonate che ti facevo ogni pomeriggio quando non capivo un compito, tutte le gite insieme, il corso di nuoto in piscina, i carnevali festeggiati insieme, la recita di fine anno in seconda media in cui ti avevo prestato la mia camicetta, i nostri momenti indimenticabili, la nostra ricreazione mangiando sempre insieme, parlare di tutto e di più, tutti i giorni a scuola attaccatissime, inseparabili, a passeggiare per i corridoi, quando di nascosto portavo a scuola le bambole che ti piacevano tanto per fartele vedere e a te ti si illuminavano gli occhi, quando ti chiedevo di prestarmi una penna, una gomma, un temperino o un evidenziatore che io non avevo, le nostre infinite chiacchierate quando la maestra spiegava, le risate che ci facevamo, quando suonavamo il flauto alle ore di musica con la maestra Marina, quando cantavamo, quando ridevo a crepapelle quando qualcuno sbagliava le note e dovevo per forza girarmi dall’altra parte per ridere perché non riuscivo a trattenermi e tu, ridevi con me. Era più forte di me. Quando il maestro di geografia, Gianni, ci raccontava ogni volta la solita storia spaventosa prima di iniziare la lezione, quando venivo presa in giro e tu eri l’unica che mi capivi, che mi stavi vicino, che non mi lasciavi sola.
Quando mi abbracciavi, quando mi asciugavi le lacrime, quando ti forzavo a fare una foto con me e tu non volevi, quando si avvicinavano le feste e facevamo i lavoretti in classe, I compleanni, quando mi avvicinavo al tuo banco per copiare dalle tue verifiche (lo facevo apposta), quando confrontavo i tuoi voti con i miei, quando confrontavo la mia pagella schifosa con la tua, perché eri tu più brava di me a scuola. Quando avevo paura di essere bocciata perché non sarei più stata in classe con te, quando tu mancavi da scuola e io mi sentivo triste e sola per tutte le 5 ore, e mi isolavo. Quando ci confidavamo i nostri segreti promettendoti che non li avrei rivelati mai a nessuno, come ho sempre fatto, quando ti parlavo dei miei amori immaginari quando mi innamoravo dei personaggi dei nostri anime o cartoni animati preferiti, quando dovevo dirti una cosa ma tu eri impegnata a parlare con qualcun altro, ma io insistevo e ti chiamavo finché tu non ti giravi a parlare con me (che rompipalle che ero), quando ci mettevano vicine di banco, i regali che mi hai fatto e che ti ho fatto, i test che mi divertivo a farti sul diario, quando scarabocchiavo il banco scrivendoti “Ti voglio bene”, o “Giulia e Giorgia” o “July and Giò”, o abbreviato “TVTTTB”. Quando in palestra copiavo ogni tua mossa, ogni tuo movimento perché avevo paura di sbagliare, e tu ti irritavi, ma sempre sorridendo e sopportando sempre quella pazza della tua migliore amica che avevi vicino, che voleva starti sempre vicino. Perché tu eri l’essenziale per me, l’indispensabile, il mio tesoro prezioso.
Eri la mia vita, eri come una sorella per me, era una simbiosi vera e propria.
Io non sarei riuscita a vivere senza di te, e, anche se le nostre strade si erano divise, io ci tenevo ancora a te, avevo ancora bisogno di te.
Chi avrebbe mai potuto immaginare, che la storia della nostra amicizia sarebbe finita in tragedia?
Perché non hai chiesto aiuto a nessuno? Perché hai fatto di testa tua? Perché non ti sei resa conto del male che c’era intorno a te? Perché non avevi pensato alle soluzioni per salvarti? Che ce n’erano. Perchè non avevi capito di essere in pericolo? Perchè hai sottovalutato la situazione? Perché non ti sei accorta che la persona che amavi aveva il demonio dentro?
Tutte le cazzate che dicevamo verso gli ultimi anni delle medie, quando ormai ci eravamo separate, e andavamo alle superiori, ci vedevamo sempre e solo in pullman per tornare a casa, e io ero felicissima perché anche se non stavo più con te come prima, ti vedevo! E potevo ancora parlare con te per un po’ di tempo, potevo sempre scherzare con te, potevamo vedere quanto eravamo cambiate, quanto eravamo cresciute.
Sarà dura vederti in quella bara, sarà dura venirti a trovare al cimitero, sarà dura svegliarsi ogni mattina sapendo che non ci sei più, sarà dura quando in futuro dirò che anche la mia amica non c’è più, che la mia amica è stata uccisa.
Eri e sarai per sempre la mia unica migliore amica d’infanzia, la cui parte è stata spezzata atrocemente.
Non lo meritavi.
Siamo tutti con te. Vedrai che ti sarà fatta la giustizia che meriti. Vedrai che quel bastardo pagherà caro, quello che ha fatto!
Mi dispiace tanto, dalla parte più profonda del mio cuore affranto e colmo di tristezza.
Eri una persona così buona e innocente. Troppo pura per questo mondo, che infatti non ti ha meritato.
Io mi ricorderò sempre di te, parlerò sempre di te con amore e affetto, anche dopo che saranno passati tanti anni.
Sarà per sempre vivo il ricordo di te nella mia vita. Per tutta la mia vita.
Dai forza alla tua bimba da lassù, vienila a trovare di notte quando dorme sotto forma di un bellissimo angelo, accarezzala, baciala, proteggila, inviale segnali, fa che ti senta, che percepisca la tua presenza, falle capire che in qualche modo, ci sei ancora.
E visto che da piccola volevi farti chiamare Stella perché ti piaceva Stella delle Winx, ADESSO SEI LA MIA STELLA.⭐️💫🌌”
Giorgia.
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