DEEP, UN’AVVENTURA IN FONDO AL MARE

Bellezza dei fondali marini ma anche concetti educativi

DEEP – Regia di Julio Soto Gurpide

Con Stephen Hughes, Anna Vocino, Phil LaMarr, Lucien Dodge 

Animazione – Spagna, Svizzera, Belgio, USA, Cina, Gran Bretagna durata 92 minuti – Uscita nelle sale giovedi 7 novembre 2019 – distribuito da M2 Pictures

 

Il fascino dell’oceano e delle profondità marine torna in questo film che non può non intrigare i più piccoli, senza perdere di vista gli scopi educativi.

Nato da una coproduzione tra più paesi, il film parte da una premessa di base, alquanto prevedibile: gli umani hanno rovinato il pianeta, tanto da essere stati costretti ad abbandonarlo. Deep è il nipote di Kraken, mollusco gigante e re di una comunità di molluschi e pesci di varia specie rifugiata in una caverna in fondo al mare.

Al di fuori della caverna ci sono tanti pericoli e dunque vige il divieto assoluto di uscirne, ma la curiosità di Deep è troppa e disobbedisce, provocando però un grosso guaio: uscendo dalla caverna ne provoca la chiusura con un ammasso di roccia che neanche tutta la comunità riesce a smuovere. Occorre dunque l’aiuto di Nathan, una balena vecchia amica di Kraken, unico essere conosciuto che potrebbe avere abbastanza muscoli per rimuovere la roccia che intrappola la comunità.

Parte dunque un bizzarro gruppo, Deep è accompagnato infatti dalla murena Maura, sempre triste per il fatto di non avere amici, forse a causa del suo brutto vizio di mangiarli, e una gamberetta un pò vanitosa, oltre a vari amici incontrati lungo la ricerca di Nathan.

La grafica è buona quanto basta per affascinare i più piccini, e Deep fin dall’inizio si “arroga” la qualifica di leader del gruppo, non senza qualche intoppo iniziale. Durante l’affannosa ricerca di Nathan, che rappresenta l’unica ancora di salvezza perchè all’interno della caverna la comunità intrappolata è minacciata dal lento ma costante risalire di magma incandescente, a poco a poco si rafforza il concetto di squadra e di collaborazione per raggiungere l’obiettivo, anteponendo quest’ultimo alle glorie personali, ed è anche questo un bel messaggio.

Nel loro peregrinare Deep e compagni si imbattono nel relitto del Titanic, abitato ancora dal fantasma d una nostalgica ballerina, nella Statua della Libertà e negli immancabili cumuli di rottami e immondizia scaricati dagli umani prima di lasciare il pianeta.

Arriva puntualmente il momento del ritrovamento di Nathan, ma c’è un problema: è prigioniero di un pinguino malvagio, che ha i suoi buoni motivi, dunque va liberato. E’ qui che avviene davvero la “crescita” di Deep e della sua banda, è qui, dopo essere stato messo pesantemente in discussione per alcuni innegabili errori commessi, che lui capisce che deve mettere da parte l’ego e pensare solo all’obiettivo, accettando la cooperazione dei compagni. Si assiste ad una vera e propria maturazione, messaggio forse principale della pellicola.

Un film per famiglie con bambini, ma godibile anche per gli adulti grazie alla bellezza dei paesaggi marini.

Alessandro Tozzi

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