RICORDI CUBANI

Tre viaggi raccontati in un lungo ricordo
Quando mi si chiede quale sia il viaggio più bello che abbia avuto la fortuna di fare, non è facile dare la risposta.
Ogni viaggio, breve o lungo che sia, è sempre un arricchimento, è sempre un confrontarsi con altre culture, stili di vita diversi, modi di interpretare la religione e la spiritualità che possono, anche, non piacere, ma sono esperienze da condividere e rispettare.
Mi capita spesso, e soprattutto in quei momenti in cui ci sente un po’ giù, di tornare con la mente a dei luoghi visitati, e molti di questi ricordi diventano una spinta per proseguire.
E’ come rituffarsi in un tripudio di emozioni, di sensazioni vissute,  che mi hanno dato momenti straordinari.
Nei miei ricordi di viaggiatore, torno spesso con la mente ad uno dei posti più belli del mondo, ossia Cuba. Quando ho clienti in agenzia che mi chiedono di organizzare un viaggio in questa straordinaria terra o quando sono io a proporla, si legge nel mio volto, si sente nelle mie parole quanta enfasi ci metto nel descrivere le bellezze, il fascino, la cultura di questa terra, purtroppo martoriata da situazioni economiche e sociali che hanno reso difficile la vita di tanta gente del posto, anche se i cubani hanno sempre risposto con orgoglio e dignità, e dovrebbero essere d’esempio per tanti di noi che ci lasciamo andare a capricci inutili.
Arrivai a Cuba per la prima volta nel 1997, ospite di una struttura alberghiera che si trovava a Playa Santa Lucia, nella zona a sud dell’isola, nella provincia di Camaguey.
Era per me il primo approccio con la realtà cubana. Atterrai all’aeroporto di Camaguey e i primi giorni li trascorsi da perfetto turista che si godeva un mare stupendo, spiagge bianche, la sera si ballava sotto un cielo pieno di stelle, ed ebbi anche forte il desiderio di non tornare più in Italia quando mi ritrovai su una delle spiagge più belle e meno conosciute, Playa de Los Cocos, immerso in una di quelle atmosfere in cui ti dimentichi di tutto e di cosa hai lasciato partendo.
Con dei voli interni della Cubana de Aviacion, viaggiando a bordo di aeromobili che arrivavano dalla Unione Sovietica e che li prendevi, sorridendo, per nascondere un po’ di preoccupazione, ebbi modo di andare a Cayo Largo, un atollo caraibico con dei punti di mare indimenticabili e delle spiagge fantastiche come Playa Sirena.
Mi rimane il ricordo dell’aeroporto di allora che era piccolissimo, giusto il minimo indispensabile e che la sera si trasformava in discoteca. Mentre ero lì in attesa del volo di rientro a Camaguey, arrivò un charter da Milano e potete immaginare i turisti che sbarcavano con abbigliamento invernale e venivano accolti da musicisti a ritmo di salsa e merengue….uno spettacolo indimenticabile!
In quel primo viaggio, non potevo non visitare la capitale, una città che non può mancare nel carnet di ricordi di un viaggiatore. Una città in cui sono tornato anche successivamente, ed ho avuto modo, così, di vedere le sue trasformazioni nel tempo.
In quella mia prima visita, l’impatto fu molto forte per me che arrivavo dalle spiagge dorate di Playa Santa Lucia e mi resi conto di quanta difficoltà ci fosse in quel paese: negozi vuoti, file di gente con la tessera in mano, mendicanti in strada, un senso di povertà fortissimo, ma si percepiva nell’aria una grande e immensa dignità, una grande forza, un’energia, la voglia di riscatto.
Se dovessi mettermi a parlare dell’Avana, avrei bisogno di scrivere un ulteriore articolo per quante cose ci sono da dire su questa bellissima, intrigante, sensuale città e mi riprometto di farlo.
Per ora voglio andare avanti con i miei ricordi cubani.
Ci tornai l’anno successivo, partecipando ad un “viaggio di lavoro” organizzato da uno dei più importanti tour operator specializzati su Cuba, la Press Tours, ospiti del loro albergo di punta a Varadero, in quel periodo, il Delfines, struttura che viene ancora proposta nella programmazione dell’operatore.
Un albergo a misura d’uomo in cui vivere in simbiosi sia il mare che la vita cubana, grazie alla sua posizione strategica. Albergo che non può essere confuso con i grandi resort internazionali, semplice per chi cerca un ambiente più soft, dove è facile fare amicizia, condividere insieme momenti di allegria.
Capitammo a Varadero, nel pieno del boom turistico. Il governo cubano spingeva molto su questa destinazione, chiudendo anche un occhio su un fenomeno che è poi è andato, purtroppo, allargandosi a macchia d’olio, e  parlo della prostituzione di tante ragazze del posto che trovavano facile guadagno con le orde di turisti provenienti da ogni parte del mondo: gli italiani sempre nei primi posti, tutti playboy d’assalto, amanti romantici….
Di giorno si stava al mare e la sera si andava a ballare nelle migliori discoteche del posto e non posso dimenticare una nottata a bordo di un veliero, riadattato a discoteca. Ci si imbarcava intorno alle ore 22, alle 23 il veliero andava al largo, con la musica sparata al massimo, open bar e rum a volontà. Facile immaginare come, molti di noi, sono scesi dal veliero quando è rientrato in porto….
Gente abituata ad indossare giacca e cravatta, a parlare con eloquenza, trasformati in salseri, bandana in testa stile berlusconiano, cantare, ballare in mezzo alla strada, momenti di liberazione totale…..
Non mancò anche in questa occasione l’escursione di un giorno all’Avana, questa volta con un piccolo pullmino che si trasformò al rientro in una gita di folli, causa i troppi cuba libre, che bevemmo sia durante la visita della città che sul pullmino.
La terza volta che andai a Cuba, soggiornai a Playa de l’Este, la spiaggia dei cubani, facilmente raggiungibile in quaranta minuti di auto dalla capitale che, naturalmente, visitai anche in questa occasione, trovando però dei miglioramenti, un piccolo passo verso il cambiamento.
Di questo viaggio il ricordo più bello che conservo è quando mi venne a trovare lì una ragazza di nome Mercedes che avevo conosciuto nel precedente viaggio, la quale pur dovendo affrontare un viaggio lungo e faticoso dal posto in cui viveva, aveva desiderio di incontrarmi e stare almeno un giorno con me.
Fui così contento di questa sua manifestazione di affetto nei miei confronti e siccome lei avrebbe dovuto dormire presso i suoi nonni che abitavano nella periferia della capitale, in zona universitaria, decisi di accompagnarla in taxi, una delle tante macchine degli anni 50 che si trovano ancora a Cuba, per andare anche io a conoscere e vivere l’esperienza di entrare in una famiglia del posto.
Andammo a cena in un ristorantino di Playa de l’Este, ricordo l’autista del taxi che nonostante le mie insistenze non accettò il mio invito a sedersi con noi a cena, in quanto diceva che non gli era permesso, cosa che mi mise in imbarazzo perché per me non esisteva questo tipo di problema. Andando verso la casa dei nonni, ci fermammo in una sorta di autogrill per comprare qualcosa da portare come regalo, ma la scelta era molto limitata e tanto per cambiare comprai una bottiglia di rum.
Fui accolto da quella famiglia come un ospite di massimo riguardo e fu per una delle serate più belle, più vere delle mia vita, un ricordo che mi accompagna sempre. Di Mercedes ho perso, ormai, le sue tracce ma il suo viso, il suo sorriso, la sua dolcezza, unite ad una bellezza creola, non si sono perse nella mia memoria.
Dopo questo terzo viaggio, ho avuto un periodo di gestazione, altre mete hanno catturato la mia attenzione, finché sempre grazie a Press Tours, sono tornato a Cuba in un viaggio molto interessante che mi ha portato a vivere l’esperienza di una vacanza a Cayo Levisa, un posto magico.
Di questo viaggio ho parlato in un mio racconto che è stato pubblicato sulla rivista “Turisti per caso”, ottenendo un numero così alto di visualizzazioni da portarlo nei primi posti degli articoli più votati (quarto posto). Se avete voglia di leggerlo questo è il link che vi rimanda a tale articolo e se lo votate anche voi ve ne sono grato.
Che dire, ho sintetizzato al massimo i miei ricordi. Per parlare ampiamente di Cuba, bisognerebbe scrivere tante parole e forse neanche questo fiume di parole riuscirebbe a trasmettere quelle sensazioni che si possono provare solo quando si è lì, si viene catturati da una sottile magia e allora si capisce cosa provi chi è andato a Cuba.
Se questo mie breve racconto mi ha fatto venire la voglia di andare a Cuba potete contattarmi e vi aiuterò a pianificare un viaggio indimenticabile.

Se desideri leggere il mio racconto “Cuba tra passato e futuro” pubblicato su 20liners puoi cliccare su questo link e troverai anche altri miei racconti.

http://it.20lines.com/read/49126/cuba

Santo David
More from Redazione Sul Palco

COMPLEANNO BURLESQUE… IN CONDOMINIO!

L'insolita festa di Sophie Sapphire
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.