Odio l’estate

La comicità struggente di Aldo Giovanni e Giacomo

Quindici anni dopo l’ultimo film insieme, Aldo Giovanni e Giacomo ritrovano l’intesa con il regista Massimo Venier e ci regalano una commedia struggente: “Odio l’estate”, che, lungi dall’essere un inno antiestivo, porta anzi un raggio di sole in un malinconico inverno. Inverno non solo inteso come stagione; riprendendo lo studio della varia tipologia umana tipica del trio, Aldo Giovanni e Giacomo ci raccontano infatti con ironia dolceamara di quella fase della vita in cui ci si ingrigisce e si è persa la voglia di divertirsi, in cui la spensieratezza dell’estate non è più una meta ma piuttosto un peso.

Così è per il dentista Giacomo e per il commerciante Giovanni, che ritardano la partenza per le vacanze perché assuefatti al lavoro; controcorrente, Aldo ha invece la gioia incontenibile di un bambino al pensiero delle vacanze estive. Per un errore dell’agenzia si ritrovano tutti e tre, con le rispettive famiglie, a doversi dividere una grande casa in riva al mare su un’isola pugliese; inutile rivolgersi alla polizia, qui rappresentata dal bravissimo Michele Placido (ma dimenticate il Commissario Cattani della Piovra: il poliziotto qui interpretato da Placido è uno splendido concentrato di ironia e filosofia spicciola del sud), impossibile trovare un’alternativa in alta stagione: la difficile convivenza tra le tre discordanti famiglie rimane l’unica soluzione per salvare la vacanza.

E così il super pignolo Giovanni, il ricco ma frustrato Giacomo ed il fannullone goliardico Aldo, complice un on the road alla ricerca dello scomparso Brian, cane di Aldo, si confrontano e si mettono a nudo, mentre le rispettive consorti (le strepitose Carlotta Natoli, Lucia Mascino e Maria Di Biase) trovano una inaspettata solidarietà femminile ed i figli (in particolare la figlia di Giovanni e il figlio di Aldo) familiarizzano; scopriamo allora che Giovanni è sul punto di chiudere l’attività di famiglia per mancanza di clienti; che il dentista Giacomo è da poco uscito da una lunga causa causa legale con un paziente a cui ha provocato una grave menomazione; che Aldo, perennemente assente dal lavoro per malattia, nasconde un segreto. Ma se la fuga di Brian avvicinerà i tre uomini, facendo loro riscoprire l’importanza dell’amore, sarà la successiva fuga di Ludovico, figlio della moglie di Giacomo a cementare il rapporto tra i tre; Aldo e Giovanni accompagneranno il nuovo amico fin a Follonica, dove il solitario Ludovico è andato per incontrare una sua amica di penna danese. Qui Giacomo e Ludovico capiranno l’importanza del comunicare e si sentiranno per la prima volta padre e figlio, in un rapporto di fiducia e complicità. Ma questo secondo on the road sarà fondamentale soprattutto per i tre uomini; dissiperà ogni ombra e rinsaldarà l’amicizia, complice anche un concerto a Santa Marinella di Massimo Ranieri, presente in uno splendido cameo mentre duetta sul palco con Aldo, per il quale è un mito. Al loro ritorno in Puglia, niente sarà più lo stesso. Tra chi aspettava l’estate e chi non vedeva l’ora che finisse, un finale dolceamaro trova tutti uniti in spiaggia a guardare i fuochi di fine stagione tenendo per mano le persone amate.

“Odio l’estate” è un film maturo, equilibrato, una commedia dolceamara e soprattutto corale; se Aldo Giovanni e Giacomo sono il fulcro della storia, le tre rispettive consorti non sono personaggi secondari, ma piuttosto comprimarie; e così anche il poliziotto Placido, il padre danese con la figlia nel campeggio di Follonica, finanche il cameo di Ranieri, trovano un posto di primo piano nell’incastro perfetto della trama. Una trama che si svolge senza fretta, permettendo una comicità che lascia spazio a sguardi e silenzi eloquenti; a sottolinearli, la perfetta colonna sonora di Brunori Sas, malinconica ed agrodolce: una musica che non è mai “da commedia”, ma ben si addice ad una commedia struggente qual è questa.

Michela Aloisi

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