LA GRANDE BELLEZZA DEL PARCO DEL POLLINO

Un paesaggio fantastico tra Lauria e Lagonegro
Quante volte percorrendo l’Autostrada Salerno – Reggio Calabria, tra Lauria e Lagonegro, ero incuriosito da quanto osservavo velocemente dal finestrino?
Quel paesaggio che mi faceva pensare quasi ad un luogo difficile da esplorare, e chissà quali storie in quei borghi che vedevo in lontananza.
Avevo anche sentito parlare del Parco Nazionale del Pollino e purtroppo come spesso accade in questo nostro paese, alcuni luoghi vengono alla ribalta mediatica in occasione di qualche evento che per qualche giorno porta l’attenzione della stampa, della televisione e poi tutto torna come prima.
In questa nostra Italia, dove ci sta un mondo da scoprire e che potremmo proporre a viaggiatori curiosi di vivere esperienze a contatto con la gente del posto, desiderosi di assaporare la cucina legata alle vecchie tradizioni, incuriositi dalle attività artigianali che ancora resistono in certi luoghi, spesso chi dovrebbe farsi promotore non si dà da fare e bisogna aspettare l’iniziativa di qualche persona che decide di “uscire allo scoperto”, per fare in modo che certe preziosità diventino oggetto di conoscenza.
Una carissima amica nonché anche lei operatrice turistica, mi ha invitato a prendere parte ad un workshop che si è tenuto a San Severino Lucano, uno dei borghi che fanno parte del Parco Nazionale del Pollino, evento che si è svolto nella prima settimana di Ottobre e ha coinvolto alcune figure professionali interessate a proporre forme di vacanza a contatto con la natura, privilegiando un turismo “slow” ed eco sostenibile.
Per tutte le informazioni circa il Parco vi rimando al sito Parco Nazionale del Pollino
Quello che segue è il diario del mio viaggio e di quelle che sono state le mie impressioni circa questa esperienza.
Il primo consiglio che mi sento di darvi è di andare con la vostra auto o eventualmente noleggiarla, in quanto il Parco è abbastanza grande, ci sono molti posti da vedere, tanti percorsi dove fare trekking, rafting e altri sport all’aria aperta.
Io sono andato con altre due persone e siccome poi avremmo partecipato ad un “tour organizzato” con bus, abbiamo preferito andare in treno da Roma a Salerno e da lì abbiamo proseguito con un comodo collegamento di Flixbus fino a Lagonegro dove ci siamo  incontrati con chi aveva organizzato questo evento.
Quando siamo arrivati si era fatta sera e quindi non ho potuto ben capire dove fossimo arrivati e quale poteva essere il paesaggio circostante.
La sorpresa l’ho avuta la mattina del giorno dopo quando mi sono affacciato dalla finestra della camere dell’albergo e davanti ai miei occhi si è rivelato un paesaggio che per chi vive in grandi città come Roma, è una di quelle vedute a cui non siamo abituati, il tutto in un silenzio quasi irreale per chi è abituato a vivere nel rumore già di prima mattina.
Il primo giorno, non appena sono arrivati tutti gli ospiti, abbiamo fatto tappa a San Severino Lucano, uno dei tanti borghi del Pollino, dove una preparatissima e simpatica guida turistica ci ha parlato della storia del borgo e soprattutto della “Madonna del Pollino”, che a maggio viene portata dalla Chiesa Madre in paese, fino al Santuario del Pollino a 1500 metri di altezza, per essere riportata in paese a settembre: un pellegrinaggio molto sentito a riprova che certe tradizioni non muiono.
San Severino . Basilicata turistica
Successivamente abbiamo raggiunto il ristorante “Rist’oro Pollino” e qui abbiamo avuto il primo di una serie di appuntamenti gastronomici che ci hanno deliziato nel corso delle giornate trascorse nel Pollino.
Il ristorante è posizionato all’interno di un meraviglioso bosco, gestito in maniera eccellente dai proprietari, cucina del posto di alto livello. Una sosta da fare se si è da queste parti (https://www.facebook.com/ristoropollino).
Dopo pranzo, abbiamo fatto una passeggiata nel bosco, accompagnati da una guida naturalistica.
La nostra passeggiata è stata breve (dovendo rispettare una tabella di marcia già predisposta) ma per chi ama il contatto con la natura, ci sono diversi percorsi da fare all’intenro del bosco.
Ci aspettava una escursione a quello che è un luogo simbolo: il Santuario della Madonna del Pollino.
Si sale a 1500 metri di altezza, un susseguirsi di tornanti, uno scenario naturale di incomparabile bellezza.
Santuario del Pollino . Pollino.it
Arrivare lassù in un pomeriggio in cui ci stavamo solo noi è stato un qualcosa di suggestivo.
La spiritualità del luogo sembra irradiarsi dal Santuario, depositario della Fede, all’ambiente circostante, in una simbiosi con tutto quello che circonda il Santuario: vallate, montagne, boschi, tutti elementi che in qualche modo ti riportano al grande Mistero del Creato.
Dopo una giornata così intensa siamo ritornati all’albergo che ci ospitava e anche qui ci attendeva una succulenta cena in stile lucano.
Il secondo giorno è stato dedicato interamente al workshop e durante la giornata abbiamo avuto modo di conoscere alcune realtà turistiche del posto e le autorità, compreso il Sindaco di San Severino, una di quelle figure istituzionali che hanno a cuore il territorio che rappresentano e si prodigano per farlo conoscere.
Il terzo giorno è stato dedicato al tour nel Parco Nazionale del Pollino e sono stati scelti, tra i tanti borghi che si potrebbero visitare, tre bellissime località: Viggianello, Papasidero e Morano Calabro.
Un tour anche un pò impegnativo, dovendo percorrere diversi tornanti, seppur allietati dal meraviglioso paesaggio, e comunque lo sforzo è stato ripagato dalla bellezza dei luoghi che abbiamo visitato.
Borghi che come tanti posti nel Sud Italia si sono spopolati e le persone che ci continuano a vivere, ne sono cusotodi gelosi e cercano di conservarne la storia, le tradizioni.
E’ stato un momento molto piacevole quando a Morano Calabro, quattro anziane donne del posto, vestite con costumi tradizionali, ci hanno fatto una sorta di dimostrazione “live” di quelle che erano le attività di questi posti.
Sono stati tre giorni trascorsi con un gruppo di simpaticissime persone. L’organizzazione è stata eccellente e ha cercato, seppure nella brevità del tempo a disposizione, di darci un’idea di quanto abbia da offrire il Parco Nazionale del Pollino.
Personalmente so che quando ripasserò sulla Salerno Reggio Calabria e vedrò in lontananza quel parco, quei borgi, quando leggerò sui cartelli i nomi che sono elencati alle uscite dell’autostrada, so che la mia curiosità è stata soddisfatta.
Invito chiunque non ci sia stato a prendersi del tempo per andare a visitare il Parco del Pollino (sicuramente il periodo migliore è la primavera o anche settembre/ottobre) e se volete essere assistiti nella organizzazione del viaggio, sapete che potete confidare in me.
A conclusione di questo racconto, mi sembra doveroso rendere grazie ad una persona speciale che mi ha permesso di poter scoprire questo angolo d’Italia così nascosto e così pieno di fascino: grazie Francesca Milone!
Santo David
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