La Storia d’Ita(g)lia

Due ore di risate con una Storia d'Ita(g)lia "comicamente corretta"

Italia, 28 marzo 2020, su Youtube, in collaborazione con RadioRock, Teatro de Servi e Teatro Martinitt.

“La Storia d’Itaglia”
di: Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Claudio Pallottini
Regia: Marco Simeoli
Con: Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Valeria Monetti, Daniele Derogatis.

Se non possiamo andare a teatro, ecco che il teatro arriva nelle nostre case! Sabato 28 marzo è stato disponibile gratuitamente su Youtube il link dello spettacolo “La Storia d’Ita(g)lia”, esilarante commedia con cui gli attori, autori e speaker radiofonici Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi, insieme a Valeria Monetti e Daniele Derogatis, hanno girato per due stagioni i teatri di tutta Italia, e di cui Radio Rock è media partner. L’iniziativa, realizzata grazie anche alla collaborazione con il Teatro de’ Servi e il Teatro Cinema Martinitt, è stata pensata per regalare due ore di risate e spensieratezza in questo delicato momento di emergenza mondiale. Ed ha perfettamente raggiunto il suo scopo.

“La Storia d’Itaglia” non è semplicemente una riscrittura degli episodi più salienti della nostra storia in chiave comica, ma anche un modo per riflettere, insieme ai protagonisti, sul mondo di oggi, partendo dal rapporto coi figli, con la scuola e con l’essere genitori, e allo stesso tempo sulle nostre vite, sui nostri sogni realizzati e da realizzare.

In scena, tre genitori irrisolti ed una inflessibile professoressa di italiano ci conducono per mano lungo la storia del nostro Paese e nel nostro cuore. L’inizio è da brivido patriottico: un coro intona il Va pensiero, quello che è da sempre considerato il nostro simbolico inno nazionale. Poi, su una scenografia minimale da teatro ‘in costruzione’, arrivano, ad uno ad uno, i nostri protagonisti.

Alessandro Tirocchi è il rocker Giovanni Persichetti, in arte Rocco Jeckerson, frontman della band Death meat, ‘carne morta’, padre di Janis, chiamata così in onore di Janis Joplin; Maurizio Paniconi è il colto scrittore Andrea Mangano, padre di Tancredi; Daniele Derogatis è il ristoratore Michele Tarantino di Bari, padre di Oronzo; a ‘dirigere’ questa orchestra da tre elementi, con un frustino al posto della bacchetta, c’è la severa ma sexy professoressa Incoronata D’Onofri detta Fraulein Merkel, interpretata dalla brava Valeria Monetti.

Il plot è semplice ma funzionale: i tre figli dei protagonisti, alunni del Liceo Classico Benedetto Croce, presentano un lavoro di gruppo sulla storia d’Italia, e la professoressa di italiano decide di farne un copione da mettere in scena, obbligando i tre papà a recitare. Tra gag e improbabili travestimenti, tra liti, tentativi di abbandono e colpi di scena, le prove vanno avanti mostrando episodi significativi della nostra storia ‘comicamente corretti’; ecco allora la Lupa di Roma avere tre gemelli, Romolo, Remo e Mimmo, ecco Giulio Cesare con Calpurnia e le idi di marzo mancate, ecco il Risorgimento sintetizzato nell’incontro ‘a casa di Anita’ di Garibaldi, Cavour e Mazzini per pianificare l’impresa dei Mille barattando l’aiuto piemontese con una statua del Conte, mentre a Mazzini toccheranno una piazza ed un intero lungo viale. Presente e passato si mescolano con ironia e leggerezza: tra un ‘Fatti più in là‘ delle Sorelle Bandiera (ineguagliabile il trio Tirocchi Paniconi Derogatis con parrucca e attillato abito rosso) e un ‘Piave mormorava’ il 24 maggio (da quella ‘Leggenda del Piave‘ che è un po’ il simbolo della Prima Guerra Mondiale), lo spettacolo prende forma a poco a poco, mentre si svelano le verità dei nostri protagonisti. Il rocker ancorato ai (pochi) successi del passato per giustificare il suo fallimento, lo scrittore mancato che vive correggendo i ‘bugiardini’ dei farmaci e soprattutto grazie ai soldi del suocero, il ristoratore lasciato dalla moglie per il fratello, la professoressa soubrette mancata che incolpa un padre autoritario della sua vita ordinaria; verità scomode a confronto che, proprio grazie a questo incontro-scontro, troveranno la luce giusta per la chiarificazione ed il lieto fine.

E anche lo spettacolo avrà il suo ‘lieto fine’; riuscirà infatti a debuttare, concludendosi sul palco con un Viva l’Italia ed un corale Inno di Mameli, così pregnante oggi, con un’Italia unita a combattere una guerra silente contro quella che si è rivelata una pandemia mondiale.

Michela Aloisi

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