“Accademia Nova” di Roma

Musica e Didattica al Servizio della Persona

L’Accademia Nova è una tra le strutture musicali più importanti della città di Roma.

Situata nel cuore del quartiere Nomentano\Talenti, vanta oltre 30 anni di attività e la formazione di centinaia di allievi attraverso un ampio pacchetto formativo. Quest’ultimo è garantito dalla presenza di docenti che uniscono alla vocazione e la passione per l’insegnamento, il prestigio di brillanti attività concertistiche all’attivo. Come tutte le scuole italiane, anche l’Accademia Nova ha dovuto fare i conti, negli ultimi due mesi, con l’emergenza coronavirus, riuscendo a portare avanti i suoi corsi, nonostante gli oggettivi problemi gestionali.

 

Abbiamo incontrato il suo Presidente il Maestro Antonio Di Spirito, i Maestri Giulia Spinedi e Giuliano Urbini, e i riferimenti tecnico\amministrativi Lucia Di Giuseppe e Barbara Ciaffi. Attraverso alcune domande abbiamo cercato di scoprire qualcosa in più riguardo l’Accademia, le sue prerogative, e sul mondo della formazione musicale “tout court”. Ne è emerso uno spaccato affascinante e ricco di contenuti, che ci fa ben riflettere e sperare per il futuro.

 

La prima domanda l’abbiamo rivolta al Maestro Antonio Di Spirito, Presidente dell’Accademia.

 

Sul Palco: Caro Presidente, l’Accademia Nova rappresenta una scuola d’eccellenza per la musica a Roma (e non solo). Una scuola sia di tradizione, dall’alto dei suoi 32 anni storia, sia di innovazione, per le caratteristiche tecniche dei suoi corsi e di un’offerta formativa a 360 gradi. Cosa vuol dire portare avanti una realtà di questa portata, tra l’altro reduce da uno storico cambio di sede proprio quest’anno: una funzionale e avveniristica struttura sita in via Renato Fucini, 66? Quali le responsabilità, le gratificazioni, e gli aspetti più complessi da ottemperare?

 

Antonio Di Spirito: L’Accademia Nova nasce innanzitutto dall‘amore per la musica.  Il desiderio di vivere una passione, che sono riuscito a realizzare con il mio Maestro Fernando Lepri, fondatore dell’Accademia Nova ormai parecchi anni fa.  Agli inizi si faceva musica in poche piccole stanze, ma quello che ci ha dato la forza di continuare è stata pura passione. Con la collaborazione di insegnanti di livello e bravi concertisti, il progetto è diventato gradualmente vincente sviluppandosi, anche per noi, in maniera inaspettata. Come in tutte le cose bisogna stare al passo con tempi. Il modo di offrire il nostro servizio e condividere la nostra passione è cambiato radicalmente negli anni. Oggi abbiamo ampliato la nostra struttura cambiando sede, il Maestro Lepri ha lasciato l’Accademia per altri progetti, ma siamo rimasti in zona. La nuova se

de di via Renato Fucini ci permette di fornire maggiori momenti di condivisione tra gli allievi e tra maestri ed allievi. In questo tempo di quarantena anche noi, anche attraverso i social, abbiamo raggiunto i nostri ragazzi. Abbiamo fatto lezione e abbiamo anche condiviso momenti bellissimi suonando insieme. L’Accademia Nova cerca sempre di tenersi al passo con le varie proposte tecnologiche perché la voglia di fare e di condividere musica possa essere a disposizione di tutti. Negli anni abbiamo organizzato iniziative di approfondimento, master, concerti. Oggi siamo pronti ad offrire ancora tutto questo, per il momento con i mezzi che abbiamo a disposizione, sperando di poter presto rivivere tutto questo dal vivo. Come in ogni attività le responsabilità non mancano, ma le gratificazioni le superano di gran lunga. Vedere un allievo entrare bambino, uscire adulto e continuare ad amare lo strumento, per noi è la prima soddisfazione: avergli dato ciò che cercava. Quando un allievo entra nella nostra scuola noi diventiamo responsabili del suo percorso musicale ed è per questo che ci avvaliamo di insegnanti qualificati, cercando di seguire la sua inclinazione e di nutrire la sua passione. Ho visto bambini anni fa entrare timidi con il loro strumento e li ho visti tornare oggi, genitori, portare a loro volta i loro figli all’Accademia Nova. Oggi quattro di loro gestiscono l’Accademia Nova con me. Tutto questo penso sia molto bello! Come dico sempre, sono fortunato: ho fatto della mia passione il mio lavoro.

 

Il Maestro Giulia Spinedi si occupa di coordinare il “Dipartimento Classico”, eccellenza della scuola per la formazione di aspiranti strumentisti, relativamente alla propedeutica, la pre-accademica e la preparazione agli esami di Conservatorio. A lei abbiamo chiesto di condurci alle basi del percorso accademico, in relazione alla formazione tecnica e musicale degli allievi.

 

Sul Palco: Giulia, come direttrice di un dipartimento così importante per la formazione, puoi parlarci dei vostri corsi di strumento e di come la musica colta viene somministrata e recepita in sede, anche alla luce delle tante iniziative e masterclass ospitate (in cui vengono invitati prestigiosi nomi della didattica internazionale), e del profondo legame intercorrente tra l’Accademia Nova e i Conservatori di Musica ?

 

Giulia Spinedi: Come direttrice del dipartimento classico posso dire che la nostra missione culturale è quella di indirizzare i gusti musicali di bambini e ragazzi, che tra i vari autori imparano a conoscere ed amare anche i grandi della musi

ca classica. In poche parole educare al bello, offrire un percorso di arricchimento personale, formare dei musicisti, amatori o professionisti, ma anche ascoltatori consapevoli che siederanno tra il pubblico delle sale da concerto. Parafrasando il grande didatta H. Neuhaus come insegnanti ci prefiggiamo il compito di sviluppare il talento di un allievo, che non vuole dire solo insegnargli a suonare bene, ma anche renderlo più intelligente, consapevole, determinato, sottile e tenace. Tra i nostri allievi ci sono molti bambini che si affacciano con curiosità alla pratica dello strumento, e non ne rimangono mai delusi. La moderna didattica infatti è improntata sul gioco, grande risorsa per l’apprendimento nei più piccoli! Ci sono poi allievi che scoprono o riscoprono il piacere di suonare in età adulta ed è commovente osservare la complicità che si crea con l’insegnante e l’entusiasmo che mettono nel realizzare il loro sogno nel cassetto. Anche molti adolescenti, che frequentano ad esempio le scuole medie ad indirizzo musicale o il liceo musicale, si rivolgono a noi con delle richieste più specifiche nel campo della musica classica. A loro sono dedicati dei percorsi di studio mirati ad affinare le conoscenze teoriche e le capacità tecniche e musicali, anche attraverso l’opportunità di seguire Masterclass in sede di docenti provenienti dai Conservatori italiani e dal panorama concertistico internazionale.

A questo proposito recentemente l’Accademia Nova ha avuto l’onore di stipulare una convenzione con una realtà di alta formazione musicale, il Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila, dove regolarmente i nostri allievi sostengono gli esami per ottenere le certificazioni dei corsi (ex) pre – accademici.

 

Il Maestro Giuliano Urbini e’ invece coordinatore del “Dipartimento Moderno” che, nel caso dell’Accademia Nova, offre una gamma di corsi molto varia per strumento, stili, ed impostazione didattica.

 

Sul Palco: Giuliano, il dipartimento moderno assolve a una funzione essenziale in un contesto come il vostro, soprattutto alla luce del fatto che, solo in tempi recenti, i Conservatori hanno aperto le porte a generi altri rispetto a quello classico. Pertanto la qualità di un’accademia viene spesso misurata sulla qualità dei suoi corsi di musica moderna. Cosa puoi dirci del tuo dipartimento, cui viene dato ampio spazio anche alla creazione di laboratori e gruppi di musica d’insieme, per tutti i livelli e tutte le fasce d’età?

 

Giuliano Urbini: Da tempo ci auspicavamo un adeguamento dei Conservatori ai tempi attuali, allargando i corsi alla musica pop, rock e jazz. Se già prima della riforma avevamo docenti molto preparati, oggi possiamo vantare la presenza, tra i nostri insegnanti, di musicisti del calibro di Simone Alessandrini (sassofonista di Mannarino), Alessandro Lorenzoni (chitarrista di Coez), Massimo Colagiovanni (chitarrista di Mengoni). Questo per dire quanto i nostri allievi possano trovare guide verso una didattica finalizzata anche alla professione: oggi abbiamo una convenzione con il Conservatorio de L’Aquila e prepariamo all’esame di ammissione ai corsi Pop e Jazz di tutti gli strumenti, a testimonianza che i nostri corsi sono aperti ad allievi che vogliono suonare per hobby, così come a quelli che vogliono intraprendere un percorso didattico istituzionale e professionale. Per quanto riguarda la musica d’insieme, negli anni ho sempre puntato molto sui laboratori, perché a mio avviso sono il fine per il quale si studia

musica: la condivisione. Durante le lezioni c’è tanta energia, entusiasmo, divertimento, passione. E soprattutto durante le serate che organizziamo periodicamente nei locali, per abituare i ragazzi al contatto con il pubblico, al concetto di “live”. E’ bello vedere il professionista ultracinquantenne così come il bambino di 7 anni dietro il palco accordare lo strumento emozionato! E devo dire che tramite questa esperienza la loro crescita è esponenziale. Per non parlare di quanto sia gratificante per noi vederli interagire, diventare amici, qualche volta anche creare delle band. Inoltre ogni anno diamo l’opportunità ai vari gruppi di provare anche l’esperienza della registrazione di un brano del loro repertorio in uno studio di registrazione professionale, guidati dal loro insegnante di musica d’insieme. Anche questa iniziativa, che ho chiamato “Lab in Studio” è stata accolta con molto entusiasmo dai ragazzi ed è molto seguita.

 

Un scuola di musica, come qualsivoglia realtà che eroghi servizi artistico/culturali, ha bisogno di un efficiente apparato gestionale ed amministrativo che, nel nostro caso, e’ composto da due figure solide e competenti, Lucia Di Giuseppe e Barbara Ciaffi.

 

Sul Palco: Lucia e Barbara, per far funzionare il complesso ingranaggio accademico, il vostro è un compito sensibile e vitale. Inoltre l’emergenza “coronavirus” ha portato alla chiusura provvisoria delle scuole e la relativa sospensione della didattica tradizionale. L’insegnamento ha avuto luogo, a tutti i livelli, in modalità “smart working”, con lezioni online e su piattaforme dedicate. Qual è, in generale, il rapporto della scuola con la sua utenza e come è stata gestita l’“emergenza” sul piano organizzativo e del paniere didattico? Quale il feedback di insegnanti, allievi e delle loro famiglie?

 

Lucia Di Giuseppe / Barbara Ciaffi: Organizzare un anno accademico consiste nel riuscire ad unire le esigenze di famiglie, sempre impegnatissime nelle molteplici attività dei figli, degli insegnanti che si dividono tra attività didattica in varie scuole, studio e concerti nonché la disponibilità delle aule della struttura. A gennaio 2020, l’inaugurazione della nuova sede ha portato un enorme entusiasmo: a noi segretarie, ai nostri coordinatori di musica classica e moderna, ai nostri insegnanti. Entusiasmo che abbiamo riscontrato, con enorme felicità, anche dai nostri associati, vedendoli entrare per la prima volta nella nuova sede dell’Accademia.  Questo, sinceramente, ci ripaga di tutti i sacrifici e tutti gli sforzi fatti per completare questo progetto in appena 3 mesi (un’impresa titanica, resa possibile grazie ad Alessandro e alla sua squadra della “Res Ambiente 91” a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti). In questo bellissimo sogno, nessuno prevedeva di fare i conti con la più grande pandemia dall’influenza spagnola, obbligandoci a dover sospendere, dai primi giorni di marzo, le lezioni individuali in aula. Con l’ausilio di Giulia e Giuliano e la disponibilità del nostro corpo docente, siamo riusciti ad offrire ai nostri associati la possibilità di continuare il percorso didattico, con il proprio insegnante, a distanza. Non è stato facile organizzare questa nuova modalità di fruizione in pochissimo tempo. L’organizzazione del calendario dei corsi, cercando in tutti i modi di venire incontro alle necessità di allievi e docenti, ha comportato un enorme sacrificio per tutti.  Tuttavia ci riteniamo soddisfatti di ciò che siamo riusciti a realizzare. Soddisfatti per i numerosi messaggi di ringraziamento per l’impegno e la professionalità nostra e dei nostri insegnanti a proseguire l’attività didattica in un clima così complesso.  Oggi inizia una nuova sfida. Riaprire la nostra associazione, assicurando il rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalle ordinanze regionali e nazionali.  Non tutti torneranno alle lezioni in aula. La risposta dei nostri allievi è suddivisa tra chi, per timore, preferisce proseguire l’attività didattica a distanza e chi invece è alla ricerca di quella “libertà” bruscamente limitata da questa pandemia.

 

Concludiamo la nostra intervista addentrandoci nello specifico della didattica e con uno sguardo proiettato verso il futuro, che speriamo essere luminoso sia per l’Accademia Nova che per la didattica e la formazione musicale del nostro paese.

 

Sul Palco: Cosa ha significato per voi la didattica della musica a distanza? Quali i pregi (se ve ne sono stati), i difetti e i limiti riscontrati rispetto alle lezioni in presenza?

 

Antonio Di Spirito : Circa la didattica a distanza (DAD) sarebbe proprio il caso di dire ”fare di necessita virtù!” Il mio parere è che essa non possa essere considerata alla stregua di quella reale, a contatto con gli alunni. Imponendo la chiusura delle scuole l’emergenza ha di fatto cambiato il sistema di relazione tra alunno e insegnante, con l’intento necessario di non interrompere il proseguimento dell’attività formativa. Di positivo c’è che si può trarre arricchimento spaziando in rete, acquisendo molto materiale didattico e mettendolo a confronto, valutando l’esecuzione e le interpretazioni di svariati artisti, allargando così di fatto l’esperienza culturale. Scoprire elementi di confronto e di dibattito con l’alunno è sicuramente un aspetto positivo; le potenzialità offerte dalla digitalizzazione hanno aperto nuovi orizzonti nella formazione. C’è da dire però che il docente ha il dovere (oltre che il privilegio) di trasmettere attraverso l’analisi, oltre la tecnica, anche l’interpretazione, il proprio vissuto artistico. Questi elementi “vivi” non passano da un monitor, ma attraverso una relazione reale, viva. Ben venga la modernità, la velocità dello scambio culturale e del confronto, ma mettiamo tutto questo al servizio del contatto umano e personale tra insegnante e alunno; senza parlare della socializzazione tra i ragazzi ad esempio durante le lezioni di musica d’insieme. Credo che la lezione diventi così una congiunzione straordinaria di sapere. L’empatia che si crea tra docente e alunno nel suonare insieme, fra l’altro, è insostituibile. Tuttavia la DAD, fortunatamente, è stata l’alternativa alla didattica classica in presenza, garantendo il pieno rispetto delle disposizioni del governo, nell’attesa di tornare a respirare musica con i nostri allievi nella nostra sede.  Sicuramente la terremo in considerazione anche dopo il ritorno alla normalità.

 

Sul Palco: Il 25 maggio la scuola riapre ufficialmente i battenti per le lezioni in sede. Come vi preparate a questa delicata riapertura, in attesa di un ritorno alla “normalità” che speriamo tempestivo? Quali i progetti in cantiere e gli obiettivi didattico\artistici dell’Accademia Nova per il futuro?

 

Giuliano Urbini: Lo spirito è quello combattivo, propositivo, creativo ed entusiasta di sempre. Il lockdown ci ha insegnato tanto, ci ha fatto vedere quanto i nostri allievi siano affezionati a noi e ai nostri insegnanti e viceversa. Ci ha dato l’opportunità di continui confronti tra direzione, segreteria, insegnanti e allievi stessi, facendoci sentire ancora più uniti e più parte di una squadra. Ci ha dato modo di riflettere molto sulla modalità online, anche per il futuro. L’idea è quella di proporre lezioni, seminari, masterclass, laboratori non solo in aula, ma anche online. In più proseguiremo il nostro progetto per la sala prove e lo studio di registrazione, già attivi, ma da ampliare, dove organizzeremo anche dei corsi di Producing e Home recording.

 

Ringraziando l’Accademia Nova per questa splendida intervista, e per gli interessanti spunti di riflessione, rivolgiamo a tutto il suo staff un sentito in bocca al lupo per la prossima riapertura delle attività.

External Links and References

www.accademianova.com

www.facebook.com/accademianova/

www.youtube.com/user/AccademiaNova

https://instagram.com/accademia__nova?igshid=1k9zmlhum17yb

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