FEMMINILE SINGOLARE RIVEDUTO E CORRETTO

Il coraggio di tornare in scena subito

FEMMINILE SINGOLARE – QUELLO CHE LE DONNE DICONO 2.0

Regia Francesca Targa

Con Francesca Targa, Lucia Ciardo, Michela Aloisi, Gloria Giovannelli

Musica dal vivo Alberto Poerio

Ristoteatro Primo Piano, Roma, 20 giugno 2020

 

Uno spettacolo in programma proprio nei giorni in cui iniziava il lockdown e ovviamente cancellato.

Ma è ben nota la determinazione femminile e dunque, appena sciolte le briglie eccole puntualissime, tra le prime a tornare in scena queste 4 donzelle, avvenenti ma anche molto preparate, così simili e così diverse insieme, guidate e accompagnate in musica dall’unico maschietto della situazione, Alberto Poerio, e sapientemente guidate dalla mente del progetto Francesca Targa.

Ognuna di loro porta in scena in linea di massima monologhi di propria creazione, salvo qualcosa preso in prestito da altri autori, e la serata scivola via con grande fluidità, dopo un gradevole aperitivo all’aperto nel cortile del Ristoteatro.

Una dozzina di pezzi tutti all’insegna dell’umorismo, con l’unica parziale eccezione di quello di Gloria Giovannelli, Perdo sempre tutto, di Francesca Targa e Giuliano Gavagna, in cui, con la stessa abilità, la nostra mostra a tratti una certa profondità drammatica, salvo poi tornare nei binari dell’umorismo.

Le altre compartecipazioni sono quella di Lucia Monopoli nel monologo Elena moglie tradita, scritto con Lucia Ciardo e interpretato con veemenza da quest’ultima, e quella di Elisa Pellegrini con La mamma, messa in scena con passione sempre da Lucia Ciardo.

In una serata che ha sempre tenuta alta l’attenzione, mi hanno particolarmente colpito alcuni passaggi, come La complottista di Francesca Targa, quella con le idee chiare; in fondo siamo un pò tutti complottisti, tutti subodoriamo sempre qualche fregatura dietro l’angolo, ma non sappiamo individuarla con precisione. Lei si! In altri momenti le sue proposte si fanno più “piccanti”, dapprima con l’intervento di una sessuologa, poi con una donna annoiata in cerca di scambi di coppia e di intrighi.

Oppure il rapporto di Michela Aloisi con la sua vecchia macchina, un rapporto davvero sentimentale, quasi fisico, con ovvia disperazione quando la vita utile del suo bene più prezioso è inesorabilmente terminata. In un altro monologo la stessa Aloisi passa all’analisi di un altro rapporto, quello col suo papà, e del curioso rapporto di questi col suo ex. Altrettanto divertente.

A metà serata, molto divertente anche il siparietto con Alberto Poerio che imbraccia la chitarra e si avvia al microfono per la performance della Serenata a una vegana, divertente canzone ben eseguita e intrisa di romanità, la voce e l’interpretazionemi hanno fatto pensare al compianto Franco Califano.

Alla fine dei giochi una serata assolutamente positiva, davanti ad una scenografia minimale ma azzeccata in quanto sempre di stampo femminile e con una compagnia che ha ben coniugato la passione con una notevole professionalità.

Alessandro Tozzi

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