Far East Film Festival 2020

L'estremo Oriente in casa

Far East Film Festival 22
in streaming
26 giugno- 4 luglio 2020

Dopo aver slittato all’estate a causa della pandemia per tentare la versione ‘in presenza’, alla fine per quest’anno il Far East Film Festival, manifestazione dedicata al cinema asiatico che si tiene ogni anno a Udine dal 1999, ha preferito comunque la versione streaming on line, adottata dalla quasi totalità dei festival cinematografici italiani. Questo ha permesso la visione a un maggior numero di persone dell’ottima selezione di film dell’estremo Oriente scelta per il festival. Dal 26 giugno al 4 luglio, Cina, Giappone, Taiwan, Corea del Sud, Hong Kong, Malesia, Indonesia sono entrate nelle case dallo schermo di un computer portando con sé dramma e divertimento, brividi di paura e risate, tenerezza e problemi sociali; una gamma vastissima di argomenti, di stili, di emozioni, legati in parte alle singole culture dei Paesi di provenienza ma dal valore universale.

I vincitori di quest’anno sono stati: miglior film, il cinese Better Days; secondo, l’intenso Victim(s) di Layla JI (malese); al terzo posto lo stravagante ed originale I WeirdDo del taiwanese Liao Ming-yi. Miglior opera prima, l’adrenalinico Exit di Lee Sang-geung.

Personalmente, dei vincitori ho apprezzato soprattutto I WeirDo ed Exit, per forma e contenuto; ma avendo visto l’intera selezione di film proposti al festival in una maratona ininterrotta, la lista di quelli che mi hanno colpito è lunga. Innanzitutto, da cosplayer, non posso non citare il divertente e colorato Wotakoi: Love is Hard for Otaku di Yuichi Fukuda, ma tra i film giapponesi proposti notevoli anche l’insolito Dance with Me di Yaguchi Shinobu, il toccante ed ironico One Night di Shiraishi Kazuya, l’interessante i-Documentary of the Journalist di Mori Tatsuya, l’omaggio al Maestro del cinema nipponico Nobuhiko Obayashi, di cui è stato presentato l’ultimo film realizzato prima di morire, Labyrinth of Cinema, il focus sull’originale regista indipendente Hirobumi Watanabe.

Tra gli altri titoli che posso citare, i due dell’indonesiano Joko Anwar, l’inquietante horror Impetigore e soprattutto Gundala, protagonista un eroe di fumetti locale, in stile Marvel indonesiano. Dalla Corea del Sud, oltre al già citato Exit, imperdibile il tarantiniano girotondo di Beasts Clawing at Straws di Kim Young-hoon, mentre da Taiwan, da cui proviene anche l’originale I WeirDo, lo sport è protagonista con We Are Champions di Chang Ju-chi. Ma non si può chiudere la lista senza citare il ritorno di Johnnie To con Chasing Dream e soprattutto l’episodio conclusivo della saga di Ip Man: l’attesissimo Ip Man 4: The Finale di Wilson Yip.

Michela Aloisi

 

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