LA LUNA DI OSTUNI

Giunta alla 18ma edizione

Che Roma ad agosto sia un bel posto o no, quest’anno andare via qualche giorno è stata un’idea magnifica. Forse complici son state le infinite ore spese in quarantena o forse è stata l’irresistibile voglia di un surrogato d’estate. La verità è che mai come quest’anno gli occhi hanno bisogno di stendersi e guardare un po’ più là. Per farlo non è necessario andare troppo lontano: il nostro è un paese meraviglioso.

Così decido di partire alla volta di Ostuni, cercando di recuperare un po’ di magia nell’estate dell’anno meno megico di tutti. Vengo a conoscenza di una festa che mi incuriosisce subito, si chiama Festa della Luna, e leggendo il suo programma capisco che si tratta del genere di cose che cerco. Chi mi conosce lo sa, ho sempre preferito le feste di paese alla discoteche. Sì, quelle con le luminarie, le caramelle gommose, i balli tipici e la gioia di far vivere luoghi che troppo spesso sono avvolti nel silenzio. Quando arrivo al centro culturale La Luna nel Pozzo capisco di non essere esattamente a una tradizionale festa di paese.

Il centro è situato in un’antica masseria del 1800 in mezzo ai maestosi ulivi della campagna pugliese di Ostuni. Mi rendo conto di esser capitato in un’ oasi dove si incontrato persone, forme artistiche, buon cibo e meditazione. D’altronde, da chi sente la necessità di celebrare la Luna posso solo aspettarmi un po’ della magia che cercavo.

Questo luogo suggestivo è nato nel 1999 dall’incontro di due attori: si chiamano Robert McNeer e Pia Watcher, e sentirli cantare insieme sul palco invita a dare fiducia ai sogni e all’amore. I due hanno riconosciuto in un pezzo di terra nella Vale dell’Itria uno spazio per dare vita ad un sogno: creare un luogo nella natura per coltivare il teatro, gli ulivi e ospitare le arti in generale. Le finalità del progetto Robert e Pia sono incluse nel percorso intrapreso negli ultimi anni: far vivere questo posto attraverso l’arte e l’energia delle persone. Uno spazio che possa fungere da cassa armonica per far risuonare gli incontri con le diversità artistiche.

Basta leggere il programma degli eventi estivi per capire subito che tutto questo è stato pensato da persone speciali desiderose di dar vita a qualcosa di speciale. A me piace pensare che La Luna nel Pozzo sia un giardino dove tutto può succedere, un luogo dove vivere una bianca notte di luna piena sembra la cosa più giusta da fare.  L’organizzazione prevede una festa per ogni fase lunare. Personalmente ho partecipato alla festa di luna piena, ed è inutile dire che le tutte le mie previsioni hanno lasciato spazio alla sorpresa quando ho realizzato che in programma per quella sera c’era un evento per ogni ora della notte. Addirittura c’era un labirinto che potevi decidere di camminare in completa autonomia. Come se perdersi fosse una parentesi già calcolata, un bisogno, un diritto da tutelare. Purtroppo non posso dire che la mia estate sia ritornata di colpo speciale come lo erano quelle di un tempo, ma ora so che c’è un luogo ad Ostuni dove questo sarebbe possibile a qualsiasi età.

Come ho detto la festa a cui ho partecipato prevedeva un evento diverso ogni ora dalle 19.30 fino alle 10 del giorno successivo. Ho assistito a degli spettacoli teatrali di altissimo livello e, stenterete a crederci, anche Iliade e Odissea hanno tenuto svegli i bambini ancora presenti a notte fonda.

L’impressione che ho è che tutti qui avrebbero qualcosa da raccontare, e poco importa se chi racconta dice il vero, perché qui nessuno risulterebbe un bugiardo. Alla luna nel pozzo non interessa dove sei stato, quanti kilometri hai fatto e sotto quale cielo, qui interessa solo dove stai andando. Con questa luna, del buio, non resta che un’ombra.  Di colpo non hai più un passato a cui appartenere, vedi solo nuovi inizi. Quella sera di agosto ho capito che, al contrario di come pensavo, questo spazio non è la metafora di un miracolo. Qui nessuno ha avuto bisogno di miracoli, tantomeno di Dio, e penso che forse è proprio per questo che tutto appare divino: perché indipendentemente dal fatto che Dio esista o meno, tra questi ulivi trionfa la sua assenza. Poco prima di salutarla ho compreso lo spirito di quella luna: dirottare il buio verso cose chiare.

Antonio Alberto Di Santo

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