I Liviatani – cattive attitudini

Una famiglia al di sopra di ogni sospetto.... o quasi

I Liviatani – cattive attitudini
Regia di Riccardo Papa
Con Gabriel Lo Giudice, Federica Sabatini, Fortunato Cerlino, Antonia Liskova, Giovanni Anzaldo, Eduardo Valdarnini, Giulia Cragnotti, Babak Karimi

Una sorprendente quanto ironica black comedy che diverte e spiazza lo spettatore; i Liviatani del film di Riccardo Papa sono per certo verso una famiglia Addams tutta italiana, ma con un sottotesto sociale ed esistenzialista.

Il plot è semplice ma accattivante: Orlando, accompagnato dal suo migliore amico Biagio, si presenta alla famiglia della sua ragazza Diana, i Liviatani, per chiederne ufficialmente la mano. Nei panni di un detective-per scherzo, Biagio nutrirà ben presto innumerevoli dubbi e assurdi sospetti sulla vera natura della strana famiglia, e farà di tutto per convincere Orlando a cambiare idea.

La riflessione sociale sullo sfondo è evidente; dalla decadenza di nobiltà e alta borghesia alle ipocrisie tipicamente borghesi, tipicamente italiane, in cui l’apparenza nega la sostanza, in cui la scelta di un buon vino assume più importanza dell’intrinseca bontà della persona che lo sceglie. Altrettanto italiano il desiderio del protagonista di ‘salire nella scala sociale’… a qualunque costo. Anche quello di acquisire le ‘cattive attitudini’ della famiglia.
Ma la ‘maschera’ che Papa mette al suo film è perfetta: una recitazione ai limiti del teatrale che ben si accompagna ad una scrittura artefatta, una scenografia ‘senza macchia’, una colonna sonora che ben si sposa con il susseguirsi degli eventi, rendono I Liviatani- cattive abitudini una commedia dark di notevole fattura, dove l’horror diverte più che terrorizzare, e che ipnotizza lo spettatore fino all’ultima ripresa.

Notevole il cast: dallo stralunato Orlando, interpretato da Gabriel Lo Giudice, ai bravissimi genitori di Diana, Ermanno e Amalia (Fortunato Cerlino e Antonia Liskova), dall’irresistibile amico Biagio (Giovanni Anzaldo) ai tre figli dei Liviatani, la stessa Diana (Fedetrica Sabatini) e gli psicotici fratelli Dafne e Ludovico (Giulia Cragnotti e Eduardo Valdarnini), fino all’enigmatico colto barbone (Babak Karimi), tutti insieme formano un incastro perfetto di personaggi nella trama surreale del film, la cui colonna sonora (musiche originali di Susan DiBona e Salvatore Sangiovanni), che ricorda i classici gialli, rispecchia un mondo di un’epoca passata, in cui i Liviatani sono fermi e vorrebbero rimanere, rifiutando il progressismo moderno.

Michela Aloisi

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