L’ex marito in busta paga (il tecnico)

Una divertente commedia alla francese

L’ex marito in busta paga (il tecnico)
di Èric Assous
regia Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli
con Anna Zago, Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese, Daniele Berardi, Anna Farinello, Matteo Zandonà, Mara Santacatterina

In questo 2020 quasi del tutto orfano della millenaria arte del teatro, sulla piattaforma Indiecinema è possibile goderne ancora attraverso il festival T.E.I.M.T., primo festival dedicato al movie theatre e  proposto in streaming, presentato dall’Ars Millennia production di Rodolfo Martinelli Carraresi ed Isabel Russinova.

Tra gli spettacoli selezionati, la divertente commedia francese L’ex marito in busta paga (il tecnico) di Èric Assous, qui rivisitata con la regia di Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli.
Commedia presentata con successo su palchi diversi, per il festival è stata scelta la rappresentazione andata in scena a Vicenza nel 2013, nell’ambito della rassegna teatro alla vicentina, di cui poi Fabio Mattiolo ha curato la regia ed il montaggio video.

Il plot è una classica commedia romantica, brillante e divertente, in cui intrecci amorosi e tradimenti danno vita ad una esilarante serie di gags per arrivare, dopo due atti ritmati e scorrevoli, al lieto fine. Séverine Chapuis (Anna Zago), oggi a capo di una grande casa editrice parigina, abbandonata 20 anni prima senza un soldo dal ricco marito Jean-Pierre per un’altra donna, la giovane modella Vittoria, vede piombare l’ex nel suo ufficio per elemosinare un lavoro. La vendetta è un piatto che va gustato freddo: così Séverine accetta di aiutarlo, assumendolo come tecnico tuttofare – uomo delle pulizie sotto mentite spoglie (nei panni di un fantomatico Augusto Porcaro) e non mancando di mobbizzarlo. Ma Jean Pierre non è tipo da perdersi d’animo; in una guerra giocata sottilmente colpo su colpo, tra rivelazioni, colpi di scena e situazioni boccaccesche, tutti i tasselli troveranno alla fine il loro posto, ed il lieto fine arriderà a tutti i personaggi.

In scena, accanto a Séverine e Jean Pierre, il nuovo fidanzato di lei, Patrice, la bella segretaria Celia, il simpaticissimo critico letterario gay e un fattorino su pattini, che vivacizzano la casa editrice e danno vita agli intrecci classici ma sempreverdi della storia narrata, di cui il tradimento ed il perdono sono le colonne portanti. Una commedia tipicamente francese, con richiami all’intramontabile Michel Serrault del Vizietto, portata in scena con garbo e bravura dai suoi interpreti, che scorre piacevolmente grazie anche all’ottima regia che riesce a movimentare l’unico ambiente in scena, l’ufficio di Séverine, rendendolo sempre vivo e teatro di varie e continue esibizioni divertenti. Le riprese ed il perfetto montaggio video trasformano poi lo spettacolo teatrale in quello che potrebbe benissimo essere un film.

Michela Aloisi

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