A CORTO DI OSSIGENO

Il contest digitale vinto da Jakob

La cosa più bella che si può fare con i social è creare mondi. Sono nati per questo e ad oggi costituiscono un mezzo importante per potersi esprimere, creare ed evadere. Sul ruolo dei social se ne dicono tante ma quando l’uso che se ne fa è costruttivo ed è volto a farci sentire meno soli, allora le critiche passano in secondo piano.

Il collettivo “A corto di ossigeno” nasce per caso, ascoltando alla radio la telecronaca di una partita in cui una delle squadre viene definita a corto di ossigeno, scarica, già da inizio partita. Sono stati questi i presupposti della creazione dell’omonima pagina Instagram. Quattro ragazze ventenni che hanno dato vita ad un luogo di incontro e confronto. Un luogo che per ora può essere solo digitale ma che in futuro potrebbe avere nuova forma e diventare anche qualcos’altro. L’intento è quello di riuscire a “respirare” in un momento così difficile, in cui le relazioni sociali sono limitate e il fermento artistico non è sotto i riflettori. A corto di ossigeno infatti propone scambi di opinione e contest di ogni tipo, i cui verdetti sono decisi dalla giuria popolare composta dai seguaci che intendono votare.

Nello specifico si è ufficialmente concluso il contest musicale che ha coinvolto giovani artisti da varie parti del mondo. La formula è stata semplice: gli artisti si esibivano in video con delle cover a loro scelta e la giuria popolare votava la migliore interpretazione.

L’esperimento è riuscito alla grande perché oltre a coinvolgere il pubblico con spunti e contenuti musicali interessanti, si è creata anche un’occasione per favorire la visibilità in Italia di giovani artisti stranieri.

Il vincitore di questo Contest è un artista tedesco di 21 anni. Il suo nome è Jakob e su instragram si rinomina come jakobz212. Vi consiglio di seguirlo perché oltre ad esser stato un bravo interprete del brano “Hallelujah” di Leonard Cohen è anche un artista emergente di talento.

Tre le sue peculiarità salta all’orecchio un uso audace della chitarra e le atmosfere che richiamano fortemente il tema del viaggio, centrale nella scrittura di Jakob. Bisogno di esplorare, di raccontare la natura circostante senza allevare demoni ma con la pretesa di migliorare se stesso e porsi domande importanti sono sintomi di maturità personale e profondità. Bellissimo l’arrangiamento della ballata “Carry me home” e notevole l’uso della chitarra in “Things (I never wanted to see) feat. Felix Petermann”. Non possiamo far altro che augurarci che la musica di Jakob continui a viaggiare e a contaminarsi. Magari anche attraverso i ritmi della musica popolare italiana, chissà.

Per ascoltare la musica di Jakob vi lasciamo qualche link, ricordandovi che il vincitore del contest di A corto di ossigeno è presente sulle principali piattaforme di streaming musicale Spotify e Apple music.

https://www.youtube.com/watch?v=frzBw2YdQNY

https://www.youtube.com/watch?v=ndxzeclpwwk

Antonio Alberto Di Santo

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