Cronache da un interno

Il film collettivo targato EscaMontage, progetto da noi guardato con interesse sin dagli albori, ha poi dato ottimi frutti

Eravamo stati tra i primi, proprio sulle pagine di Sul Palco, a salutare con fiducia il progetto cinematografico dell’associazione EscaMontage, fiorito durante le tetre giornate del primo lockdown. Quasi un inno alla creatività, partorito nello stesso periodo che ci vedeva prendere confidenza con divieti, terrorismo mediatico e regime di clausura, quale draconiana risposta alla crisi pandemica in atto.
#cronachedauninterno è l’hashtag, il titolo, l’egida sotto cui sono stati raccolti quei video, realizzati entro il 13 aprile 2020, che avrebbero poi dato vita al montaggio finale. Ovvero al videoludico racconto di uno dei periodi più stranianti e opprimenti della storia contemporanea. Una serie di punti di vista talora accorati, talora pungenti, talora sottilmente ironici, riferiti a quella difficilissima situazione e filmati rispettando comunque le norme sanitarie in vigore, quindi in regime di sostanziale autarchia.

Così è nato quel Cronache da un interno che è ora visibile su Youtube e di cui hanno già scritto in tanti. Avremmo potuto essere tra i primi a parlarne, visto che quel lavoro corale, il film collettivo ideato da Iolanda La Carrubba e realizzato assieme a Valerio di Gianfelice, ci era stato mostrato in segno di fiducia poco dopo il montaggio. Fiducia che abbiamo ripagato solo in parte, visto che nei mesi successivi ci si è persi un po’ di vista, complice il continuo alternarsi di aperture e chiusure, di fervore e di abbattimento profondo, di spiragli creativi e di tristezza nel contemplare cinema e teatri chiusi. Pazienza. Parliamone adesso. Visto che comunque, a distanza di circa un anno da allora, l’onda lunga di quell’alienazione è ancora ben presente tra noi e la luce in fondo al tunnel continua ad apparire lontana.

Cronache da un interno o #cronachedauninterno, volendo rispettare l’hastag originario. Oppure “cronache da un Inferno” per chi come noialtri male si era adatto a quella brusca interruzione della normalità, al totale o quasi venir meno della libertà di movimento.
In questa breve ma intensa opera audiovisiva l’atmosfera ci viene introdotta dalle carrellate sui tetti, tra selve di antenne e proclami televisivi. Metonimica rappresentazione di quello che era diventato uno dei pochi, limitanti contatti col mondo esterno. In pratica l’intro dell’album. E a seguire facce, storie, case, ossia i contributi inviati ad EscaMontage e poi montati con arguzia e musicalità. Ci sono personaggi sconosciuti e qualche volto noto, almeno agli addetti ai lavori, come il navigato giornalista ed esperto della settima arte Catello Masullo.
L’arte di arrangiarsi in cucina. Collezionisti di vitamine e psicofarmaci. Qualche passeggiata rigorosamente “in solitaria”, con la spesa quale pretesto. Connessioni internet drammaticamente precarie. Assoli alla chitarra sul balcone. Collezioni cinefile per sopravvivere. “Montaggio delle attrazioni”, insomma, anche qualora il mondo non risulti più tanto attraente. E via così, tra quotidianità stravolta e barlumi di vitalità, perché ci volevano chiusi ma non si possono tenere chiuse troppo a lungo anche le idee.

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