Intervista a Pierfrancesco Campanella

La nostra breve ma succosa conversazione con il regista, in previsione del passaggio di "Strepitosamente... flop" su CG TV

Tra i film in programmazione alla fine del mese (per la precisione venerdì 26 marzo in seconda serata e domenica 28 Marzo alle ore 1.00) su CG TV, canale completamente nuovo e interamente dedicato al meglio del cinema italiano e internazionale, vi è anche Strepitosamente… flop, l’originale pellicola scritta e diretta da Pierfrancesco Campanella, recentemente rieditata in dvd da CG Entertainment. Una simpatica commedia agrodolce, tra il surreale e il grottesco, dove vengono garbatamente messi in ridicolo tic, mode e manie di fine anni Ottanta. Ne abbiamo approfittato per una breve chiacchierata con l’autore, che ha commentato volentieri il fatto che questo suo piccolo “cult” sia di recente tornato sugli scudi.

Pierfrancesco, dopo essere stato rieditato in DVD da CG Entertaiment, Strepitosamente… flop beneficerà anche di un duplice passaggio sul nuovissimo canale CG TV. Puoi raccontarci innanzitutto di come è nata tale l’opportunità? E cosa pensi della visibilità che possono dare nuovi canali come questo, specie in un periodo così difficile?

Alla base di tutto c’è un accordo con la CG Entertainment per la distribuzione in home-video di alcuni miei film. Nei mesi scorsi sono stati rieditati in dvd Bugie rosse e Cattive inclinazioni, mentre Strepitosamente… flop, ancora inedito in formato digitale, è uscito per la prima volta. Visti gli ottimi riscontri di vendita, si è deciso di rendere disponibili questi titoli anche sulla piattaforma CG Digital ed ora, per l’appunto, sul nuovo canale CG TV.

Tra le conseguenze positive di queste nuove opzioni distributive vi è l’interesse per il tuo film, manifestatosi nuovamente in rete e su alcune testate, per esempio Dagospia. Cosa ne pensi di tutto ciò?

Penso che un’opera cinematografica non muoia mai e che, anzi, in alcuni casi il tempo renda giustizia. A volte un film, quando viene realizzato è troppo “avanti”, nel senso che può anticipare tematiche non ancora metabolizzate dal grosso pubblico e quindi rischia di rimanere “incompreso”.
Nel caso di Strepitosamente… flop, all’epoca della sua uscita sugli schermi, nel lontano 1991, furono in molti a non capire l’ironia e l’autoironia di quella pellicola. Invece recentemente sono stato subissato di complimenti e recensioni positive. La cosa che mi ha fatto più piacere è leggere la definizione “film ancora attuale, per nulla datato”.

Entrando nello specifico di Strepitosamente… flop, cosa ti spinse a realizzare questo film e che ricordi hai del set?

Prima di Strepitosamente… flop avevo prodotto La trasgressione, film molto crudo e scabroso, che mi aveva procurato non poche grane anche con la censura. Per “riabilitarmi” decisi di realizzare una più innocua commedia dai toni leggeri ma anche con dei piccoli messaggi. Fu un set molto tranquillo, grazie alla perfetta organizzazione di Lucia Nolano e alla grande professionalità dell’autore della fotografia Roberto Girometti. Ci siamo divertiti come matti, in un clima festoso di grande collaborazione.

Dalila Di Lazzaro in “Strepitosamente… flop”

Tante presenze attoriali significative, in Strepitosamente… flop… vuoi raccontarci qualcosa sugli interpreti, a partire magari da Dalila Di Lazzaro?

Dalila è una persona straordinaria, che si è impegnata tantissimo in un ruolo peraltro molto difficile, rivelando sensibilità e senso dell’umorismo. Con lei ho avuto un rapporto professionale molto bello, poi per un po’ di anni ci siamo persi di vista, anche se di recente abbiamo ripreso i contatti. È ancora bellissima e spero di convincerla prima o poi a tornare a lavorare per il grande schermo. Mi sono trovato molto bene, anche umanamente, con Urbano Barberini, Gabriele Gori, Claudia Cavalcanti, Adriana Russo, Emy Valentino e tutti gli altri. Mi fa piacere ricordare che in Strepitosamente… flop ho fatto debuttare nel cinema Yvonne Sciò, allora sconosciuta fanciulla in fiore, che mi aveva colpito in fotografia per la rassomiglianza con Ornella Muti. Non a caso le due hanno recitato insieme, qualche tempo dopo, in un film di Verdone, nel ruolo di due sorelle.

Gabriele Gori e Donatella Rettore

E per finire, cosa puoi aggiungere sul passaggio di Donatella Rettore da lanciatissima rockstar ad autentica sorpresa, nel tuo film, quale attrice?

Scritturarla fu un’idea suggeritami da Alberto Tarallo, all’epoca suo agente. La incontrai negli uffici di Alberto in vista di un eventuale provino ma, dopo pochi minuti, scattò un forte feeling e capii che era giusta per il personaggio. Così telefonai subito al mio ufficio per farle preparare il contratto. Con lei il rapporto di amicizia e simpatia è proseguito per anni, anche dopo finita la promozione del film e prima che si trasferisse da Roma.

 

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