Separati da casa

Al Teatro Antigone una commedia fresca (con tanto di igloo) e assai disinvolta

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S(e)parati da casa
Di Alessandro Tozzi
Regia di Vittorio Aliotta
Con Vittorio Aliotta (Aldo Movar), Lorena Baroncini (Mia La Colpa), Eugenia Brandi (Cristiana Famiglia), Fabiola Guacci (Margherita Pizza), Alessandro Tozzi (Ennio Mollicone) e Luciano Tribuzi (Cristoforo Columbro)
Tecnico: Fabrizio Aliotta

Le fotografie sono di Tommaso Maestri

Teatro Antigone, Via Amerigo Vespucci, 42
Venerdì 11 e sabato 12 marzo 2022 ore 21, domenica 13 marzo 2022 ore 18

Intro: Un condominio un po’ bizzarro, con due coppie vicine di pianerottolo già abbastanza inquiete, viene ulteriormente movimentato dall’arrivo di due nuovi inquilini, al piano di sopra e al piano di sotto, per una commedia che mette a nudo tante meschinità umane fino al paradossale epilogo.

11 marzo 2022: Superato non senza difficoltà il dramma autentico, anzi, diciamo pure la tragedia di trovare parcheggio il venerdì sera a Testaccio, ci siamo infine trovati di fronte la commedia. Una commedia fresca e spigliata, a dirla tutta. Al Teatro Antigone tra l’11 e il 13 marzo è andata difatti in scena Separati da casa, ennesima produzione teatrale targata Sul Palco (perdonateci allora il campanilismo, la partigianeria) e partorita (al pari dei personaggi deliziosamente sopra le righe) dall’immaginazione divertita di Alessando Tozzi. E riguardo al piglio fantasioso, nota di merito per i nomi assai improbabili dei personaggi, che sembrano usciti fuori tutti da uno scherzo telefonico di Bart Simpson.
Veritiera è anche la simpatica locandina dello spettacolo: a essere in atto è prima di tutto una classica crisi condominiale, data in questo caso dalla già turbolenta convivenza nello stesso stabile di due coppie, legate tra loro da vincoli di lavoro e di amicizia, il cui tran tran quotidiano viene all’improvviso movimentato dall’arrivo di due nuovi inquilini. La bella e civettuola ragazza stabilitasi all’ultimo piano. Ma soprattutto l’eccentrico, vanesio soggetto venuto ad abitare al piano terra, dove una strampalata festa d’inaugurazione del nuovo appartamento si rivelerà foriera di disastri a ripetizione.

La struttura a incastri, se non proprio a sketch, della pièce in questione, va a incasellare situazioni da commedia degli equivoci, giochi di parole e trovate surreali che si susseguono a getto continuo, avvantaggiata in ciò dal ritmo tambureggiante che gli stessi cambi di scena con la loro rapidità finiscono per assicurare. Nella scrittura Alessandro Tozzi si conferma divertito osservatore delle aspirazioni e dei peccatucci più diffusi, a livello popolare, restituendo tutto ciò sul palco con apprezzabile leggerezza: semplicità e vivaci guizzi che ritroviamo anche negli altri interpreti, dalla new entry Fabiola Guacci agli elementi più navigati del gruppo, come quel Vittorio Aliotta che qui firma pure la regia. Uno spettacolo senza eccessive pretese, quindi, che raggiunge l’obiettivo di regalare spensieratezza al pubblico, lanciandolo all’inseguimento di un picaresco intreccio, che ai protagonisti non risparmia né i battibecchi di un condominio romano né il forzato esilio in un igloo al Polo Nord.

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