Intervista a Daniela D’Urso

L'autrice di Lagnamelagna si racconta

Il 6 luglio 2020, dopo aver letto tutto di un fiato il libro “Lagnamelagna” (in vendita su Amazon in formato cartaceo), scritto da Daniela d’Urso (coordinatrice televisiva, cinematografica e teatrale), sorella della più famosa Barbara, icona di Canale 5, ho sentito il bisogno di scrivere le mie impressioni: Sin dall’inizio del libro ho avuto la sensazione di essere salito a bordo di una zattera e portato in mare alto; il fluttuante viaggio è stato emozionante, commovente e a tratti ironico-spiritoso. L’autrice non ha mai abbandonato la zattera né tanto meno mi ha gettato in mare, anzi, mi ha dolcemente riportato a riva, lasciandomi un inaspettato senso di serenità e di speranza. Ringrazio Daniela, ormai mi sembra di conoscerla di persona, per aver voluto condividere con estranei aspetti delicati e a tratti dolorosi della sua vita; in questo atto di generosità si racchiude, a mio avviso, il senso di “fratellanza/sorellanza” che dovrebbe riunirci in quanto siamo tutti sulla stessa “zattera” … e l’unica salvezza è “l’amore”.

foto di Gabriella Deodato

Oggi a distanza di due anni dalla pubblicazione del libro, ho avuto l’occasione (e la fortuna) di intervistare l’autrice, si proprio Lagnamelagna in persona, come veniva chiamata da piccola.
Non è stato facile convincere Daniela a rilasciarmi un’intervista, per il suo carattere riservato e fuori dai riflettori, ma poi finalmente ha ceduto dietro le mie insistenze ma soprattutto, per i lettori della rivista SulPalco.

Buongiorno Daniela, non ha portato Nanì? Le devo confidare che la Star per cui sono qui è la gattina Nanì?
“Buongiorno Ivan, non ho portato Nanì perché oggi si è appropriata di un’intera anta dell’armadio e non ha alcuna intenzione di muoversi da lì.”

Come mai questo nome?
“Perché “Nanì” è un brano bellissimo, che Pierdavide Carone ha portato a Sanremo 2012, con la direzione e la seconda voce del grandissimo Lucio Dalla. L’ho chiamata Nanì in suo onore ed è un nome che le sta a pennello.”

A parte gli scherzi…blogger, scrittrice, coordinatrice di produzione chi è Daniela D’urso?
“Una persona come tante, con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi momenti particolarmente ispirati e i suoi momenti particolarmente introspettivi. Il tutto condito da momenti di leggera “follia”.”

Perché ad un certo punto della sua vita ha sentito il bisogno di scrivere un libro?
“In realtà ho iniziato aprendo un blog sulla piattaforma blogspot.com, se non ricordo male, l’anno prima della pandemia, perchè ho sentito l’esigenza di condividere con più persone possibili i miei ricordi, le mie esperienze di vita, i miei pensieri. Ad essere onesta, non ci ho pensato più di tanto, ho cominciato a scrivere e basta. Poi ho visto che riuscivo a mettere due parole in fila e che mi piaceva rileggerle, perché era esattamente il modo in cui volevo che venissero lette e soprattutto comprese. Ed è andata proprio così. Moltissime persone hanno compreso ed hanno apprezzato il mio modo di scrivere, aldilà del mio cognome e della mia storia familiare, piuttosto nota al grande pubblico, almeno in parte. Diciamo che nel libro è molto più approfondita, attraverso i miei ricordi e il legame con le mie sorelle e i miei fratelli. Poi, durante la pandemia, con l’aiuto di mia sorella Fabiana, la mia editor, ho scelto gli articoli migliori e ne ho fatto un libro che si chiama “Lagnamelagna”, il mio soprannome da bambina, a cui ho dedicato uno degli articoli all’interno del libro.”

Nel suo libro autobiografico “Lagnamelagna” Lei affronta la questione dei rapporti umani: la famiglia, l’amicizia, un matrimonio che finisce. Immagini di avere a disposizione la macchina del tempo cosa cambierebbe? Quali errori non commetterebbe?

“Il libro è composto da 4 capitoli: famiglia, ricordi, amici e pensieri. Ed è vero, oltre a raccontare un po’ della mia storia familiare e della mia vita, affronto vari argomenti che mi stanno particolarmente a cuore. In tutta franchezza, essendo una curiosa della vita in tutte le sue forme, se avessi la macchina del tempo farei tutt’altro; dall’inizio del mio primo ricordo alla fine di questa intervista; per cui non potrei mai rifare gli stessi errori. Sicuramente ne farei altri, perché solo gli stupidi non sbagliano mai e non cambiano mai idea.”

Le “sfilatine casalinghe” postate su Instagram nascondono il desiderio di?
“Le mie “sfilatine casalinghe” nascono da un sabato di profondissima noia, durante la pandemia e non nascondono assolutamente nulla, se non il desiderio di essere quella che sono: una donna ironica, autoironica ed estremamente “cazzeggiona”. E poi, diciamoci la verità, ho un buon dna che mi permette, a più di 60 anni, di potermi mostrare così come sono. Tutte le donne dovrebbero fare la loro “sfilatina casalinga”, almeno una volta. Musica a palla, botta di autostima ed il gioco è fatto.”

Lei è molto attiva sui social e da anni ha dichiarato guerra agli haters. Chi sono gli haters? Perché scrivono e dicono cose altamente offensive?

“Gli haters sono persone o gruppi di persone profondamente infelici della propria esistenza, che hanno bisogno di insultare gli altri per sentirsi migliori. Naturalmente, essendo anche affetti da vigliaccheria cronica, si iscrivono sui social con mille profili fake e nascondendosi da mogli, mariti, figli e a volte anche da loro stessi, insultano senza ritegno chiunque abbia all’apparenza una vita meno infelice della loro. A volte questa infelicità si trasforma in ossessione e diventa pericolosa. Nel libro ho scritto anche su questo argomento e ti assicuro che non sono stata affatto tenera.”

Sconfiggere gli haters è utopistico o è possibile? Quali sono i rimedi?
“Sconfiggere gli haters è un’utopia. Quantomeno sconfiggerli del tutto. Almeno finché non ci sarà una regolamentazione davvero efficace sull’uso dei social, che non transiga sul controllo di chi si iscrive, senza naturalmente lederne la privacy. Non posso credere che nel 2022 non ci sia un organo di controllo sul maggior veicolo di socializzazione esistente al mondo. Non bisognerebbe mai arrivare ad aver paura anche di uscire di casa, perché qualcuno ci stalkerizza e ci minaccia attraverso un profilo social ma purtroppo accade e molto più spesso di quanto si possa immaginare. Quindi bisogna fare molta attenzione a chi si segue e da chi si viene seguiti e tutelarsi in qualunque modo. Nelle mie dirette instagram lo dico continuamente.”

Un suo pregio?

“Il cuore.”

Un suo difetto?

“La quasi totale assenza di pazienza.”

Progetti per il futuro?

“Moltissimi”

Sogni nel cassetto?

“Molti di più dei cassetti in cui riesco a tenerli.”

Una perla di saggezza per i nostri lettori e lettrici?
“Guardate voi stessi mentre guardate gli altri negli occhi e saprete sempre chi siete.”

La ringrazio per aver accettato questa intervista che mi ha inorgoglito e permesso di conoscere una meravigliosa donna come Lei. Buona vita Daniela!

Ivan Natali

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