TORNA IN SCENA LA FONDERIA DELLE ARTI

Abbiamo apprezzato il laboratorio intermedio di Patrizia Casagrande

TI AMO – REGALAMI UN TRAUMA

FONDERIA DELLE ARTI – laboratorio teatrale diretto da Patrizia Casagrande

Con Laura Adamo, Carlo Capolino, Tommaso Censi, Tommaso Colaiocco, Melissa Curti, Alessandra D’Elia, Ornella Monda, Paola Nalin, Maria Grazia Nigro, Antonella Vetrano

Regia Patrizia Casagrande

Roma, Fonderia delle Arti, 20 e 22 giugno 2022

 

Non poteva che essere interessante uno spettacolo di fine stagione della Fonderia delle Arti, con la storia che ha!

Nella circostanza ho assistito a quello del laboratorio intermedio diretto da Patrizia Casagrande, uno dei tre che è riuscito, pur con tante difficoltà ancora forse legate alla pandemia, ad andare in scena, mentre un quarto ha dovuto arrendersi, e lo aspettiamo con fiducia il prossimo anno.

Infatti le due serate si sono svolte con esami di diploma e di laurea in corso per alcuni allievi, che hanno comunque voluto esserci e per questo meritano un plauso speciale, e perfino con una sostituzione che si è resa necessaria 24 ore prima dell’andata in scena, con Alessandra D’Elia presa a prestito da un altro gruppo e che ha lodevolmente imparato e metabolizzato lo spettacolo all’istante!

Come intelligentemente suggerisce il tiolo, si tratta di una sorta di vademecum delle pene d’amore, ad ogni livello, ad ogni età e in ogni circostanza, compreso quello omosessuale, molto ben interpretato da Paola Nalin e Maria Grazia Nigro.

Si inizia con Tommaso Censi e Laura Adamo su dei piedistalli a narrare la Creazione dell’uomo e della donna, che a turno poi entrano in scena a rappresentare le gioie ma soprattutto le beghe amorose della vita di coppia, dai primi incontri all’età più matura.

Pur prelevando idee da scenette più o meno conosciute del cinema, della tv o del teatro, Patrizia Casagrande ci mette molto del suo, nonostante o forse proprio grazie ad una scenografia volutamente minimale, che meglio esalta la preparazione dei suoi allievi, che tra una scenetta e l’altra si dilettano anche nel canto, settore in cui, senza nulla togliere agli altri, Ornella Monda è apparsa come la più dotata.

La forza del gruppo è sembrata l’eterogeneità degli elementi, che va dai giovanissimi ai più maturi, elemento questo che ben ha fornito la varietà delle situazioni di coppia dell’intera vita umana.

Abbiamo visto la donna annoiata (Melissa Curti) di fronte all’uomo eccessivamente serioso (Tommaso Colaiocco), il timidissimo Carlo Capolino alle prese con l’invito a cena dell’intraprendente Alessandra D’Elia e perfino una terapia di gruppo diretta da una psicologa (Antonella Vetrano) con l’aiuto di una poco femminile detenuta (Ornella Monda), direttamente da Rebibbia e nell’occasione ben agghindata da maschiaccio. Melissa Curti si è invece distinta per un’allusiva interpretazione canora, col ritornello però mi vuole bene ripetuto come uno slogan pubblicitario.

Ogni interprete passa facilmente da un personaggio ad un altro, anche piuttosto diverso, con grande naturalezza, cosa che va ad assoluto merito dell’insegnamento di Patrizia Casagrande; è evidentemente questa l’essenza dell’essere attori, diventare istantaneamente quel che non si è davvero, come spingendo un pulsante.

Direi tutti promossi e attesi a prossime uscite!

Alessandro Tozzi

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