Intervista a Tiziana Giudici degli Sviet Margot

La cantante e co-fondatrice della band ci racconta questo momento di intensa, straordinaria creatività

Galeotta, come già in altre l’occasioni, fu una serata al Let It Beer. L’atmosfera elettrica e gaudente del locale capitolino aveva fatto da cornice lo scorso 4 marzo ad una esibizione degli Sviet Margot dai contorni un po’ avventurosi, considerando alcune defezioni dell’ultima ora, ma traboccante di energia. Per noialtri un’occasione magnifica di apprezzare dal vivo la musica di una band che ci aveva già conquistato coi tanti videoclip presenti su Youtube. L’impatto del live ha portato però con sé ulteriori emozioni. A partire ovviamente da un repertorio vario e assai accattivante, tra canzoni in italiano, canzoni in inglese e cover di grandi artisti del rock e del metal. Senza contare poi una presenza scenica di tutto rispetto, accentuata da quel trasformismo continuo sul palco: look, maschere e travestimenti diversi hanno accompagnato praticamente ogni brano, facendo da contrappunto volendo all’analoga creatività espressa nei video. Già a fine concerto avevamo iniziato una piacevole chiacchierata con Tiziana Giudici, strepitosa voce e co-fondatrice della band. Quel primo, confortante approccio ha portato poi, allorché il 13 luglio veniva rilasciato il nuovo, attesissimo videoclip degli Sviet Margot, Hope in Fire, a una conversazione più approfondita…

Tiziana, partiamo proprio dal live che gli Sviet Margot hanno proposto il 4 marzo scorso al Let It Beer, un posto cui personalmente sono particolarmente legato. E l’impatto dal vivo della vostra musica, che fino ad allora conoscevo solo attraverso qualche videoclip, è stato fortissimo. Tuttavia dal palco e poi anche in privato avete fatto presente più volte che, in questo clima ancora così precario pure dal punto di vista “sanitario”, prima del concerto avete dovuto affrontare non pochi imprevisti… puoi raccontarci le tue impressioni sulla serata e su quanto sia stato avventuroso il tutto?

È stata davvero una bella serata quella al Let It Beer, grazie al pubblico presente in sala che ci ha dato davvero molto calore e supporto e grazie anche alla grande disponibilità di Stefano Amendola del locale, che è sempre sul pezzo e non ha mollato mai!
Effettivamente la situazione pandemia mi ha fatto arrivare al live molto stressata perché il nostro mitico chitarrista Andrea Guidi si è ammalato di Covid pochi giorni prima del live; quindi, ho dovuto correre ai ripari con l’aiuto delle basi e di un bravo sostituto, Massimo Canfora, che in meno di due giorni ha imparato quasi tutte le parti di chitarra. Considera che in quella settimana ho fatto un tampone al giorno per essere sicura di stare bene e poter fare il live in sicurezza e nel rispetto di tutti! Spero dopo l’estate di ripartire alla grande con i concerti anche nello stesso Let It Beer ma con tutti al top, anche perché dobbiamo lanciare i tanti video cui abbiamo lavorato ai primi di giugno.

La serata al Let It Beer ha rappresentato anche l’occasione per presentare il nuovo singolo “Limitless Change“, atmosfere davvero magiche, oniriche, che tanti consensi sta raccogliendo ora su canali radiofonici e non. Cosa puoi dirci a riguardo?

Sono molto legata a quella canzone e a quel video, rappresentano come io reagisco alle avversità a cui la vita ci sottopone. Quando scrissi il testo di quella canzone stavo vivendo davvero un momento buio, in cui la rabbia e il dolore erano i miei vicini di casa! E la musica, e il modo in cui l’ho voluta cantare e la canto, ben rappresentano il pathos e il dolore di quel periodo; la canzone e il video descrivono disperazione e dolore che si trasformano però in rabbia e voglia di andare avanti ad ogni costo, accettando i cambiamenti e trasformando me stessa in qualcosa di più forte e imbattibile. Nel video quindi ho voluto rappresentare l‘allegoria di queste trasformazioni, perciò, prima divento statua di gesso ancora con una certa umanità, poi statua d’argento mezza umana e mezza “aliena”, poi statua d’oro completamente “aliena”; in definitiva, accettare i cambiamenti trasformando sé stessi per essere più forti, è un buon modo per sopportare e superare i momenti bui.

Sia questo brano che il precedente “All I Need”, pur così diversi tra loro e ognuno con una sua “poetica” forte, hanno in comune l’essere legati anche al lancio di videoclip di notevole impatto. Quale importanza ha per voi la realizzazione di un video? Per chi come il sottoscritto ama, ad esempio, la cura riversata nei videoclip da band come i Tiromancino, ci sembra di notare un’analoga propensione verso video dall’impronta quasi cinematografica e con uno “storytelling” accentuato…

Mi fa piacere di questa analogia. Scrivo io le sceneggiature dei video, poi i bravissimi Greta e Ray di KinoRama Studio trasformano le mie idee in videoclip, e noi da musicisti ci trasformiamo in attori. Mi diverte molto questa cosa! La nostra musica racconta immagini o storie in immagini non esplicite, perché ho una mente onirica e visionaria; quindi, per tradurre il tutto credo sia perfetto regalare agli spettatori anche l’idea di ciò che si cela nei testi, nelle partiture musicali e nelle sonorità, oltre che nelle nostre teste.

È davvero importante coinvolgere più sensi possibile nel processo di ascolto della nostra musica; quindi udito e vista, e magari nel futuro prossimo mi inventerò anche il coinvolgimento nelle canzoni di olfatto, gusto e tatto… ora penso a come fare!

Nel corso della serata abbiamo ascoltato pezzi in inglese e altri in italiano, pezzi nuovi e altri dei vecchi album. Può essere un’occasione, questa, per ricordare ai nostri lettori le tappe principali del vostro percorso artistico e discografico? Come sono nati innanzitutto gli Sviet Margot e perché un nome così particolare?

Sviet dal russo/ucraino è luce/universo, Margot la sexy donna di Lupin III che ci piace tanto. Nasciamo attorno al 2000 dall’incontro tra me e Alessandro, che quasi mi costrinse a cantare. Facevamo cover, serate e creavamo canzoni. Studiai canto lirico per circa otto anni e jazz per un annetto, mentre lui amava il Metal. Nel corso degli anni abbiamo creato molte canzoni, quindi vari EP e demo; abbiamo poi deciso di concretizzare il lavoro di anni con l’album Spiriti di luce (2013) tutto in italiano, poi nel 2016 Glance to Infinity. Dopo collaborazioni con bei musicisti e tante songs, abbiamo incontrato nel 2017 Andrea che ha apportato ulteriore grande creatività, ed eccoci con tante nuove canzone e un nuovo album pronto: “All I Need” (uscita 2023).

Brani vostri ma anche qualche cover trascinante, annunciata da voi sul palco o riconosciuta prontamente dal pubblico. Vogliamo spendere qualche parolina anche su questi piccoli tributi e, più in generale, sui vostri punti di riferimento musicali?

Sono tanti e davvero vari, in sintesi: rock, metal, pop, dark, new wave, jazz, lirica, musical.
Da tutto questo abbiamo creato il nostro genere musicale. Nonostante le varie influenze, ciò che creiamo ha una sua chiara unicità e impronta associata a chi siamo noi. Noi siamo composti da tante sfaccettature che poi la sapiente capacità di sintesi di Alessandro unisce e plasma per arrivare al prodotto finale, che ha sempre e comunque la caratteristica di una buona orecchiabilità.

A questo punto ci vorresti presentare idealmente i singoli componenti della band… e poi, naturalmente. te stessa? Perché Sviet Margot vuol dire anche, Tiziana, quella tua impronta vocale così marcata, coinvolgente, che ci porta subito a interrogarci sulla tua formazione musicale.

Membri ufficiali:
Alessandro Galizi bassista e co-fondatore della band, grande creatività, ottima capacità di arrangiamento, suona il basso e la chitarra acustica da quando era in fasce. Suona il basso a sei corde perché quello a quattro forse era troppo riduttivo per la sua creatività!
Andrea Guidi dagli occhi blu, bravo chitarrista, molto creativo, spara nuovi riff in continuazione, suona la chitarra da anni cimentandosi in tanti generi musicali, cosa che lo rende molto eclettico. Adora cambiare chitarre, ne ha una per ogni stile e sonorità.
Tiziana Giudici co-fondatrice, sono la voce della band sia quando canto che quando facciamo le interviste. Canto da molti anni, nasco nei cori Gospel e di musica sacra, ho studiato canto lirico per circa 8 anni e jazz per un annetto, ho affrontato tanti tipi di repertori, ho cantato anche nei Prophilax per diversi anni, che matti quei ragazzacci!!
Creo canzoni, testi, sceneggiature dei video, nonché le idee per i costumi, i trucchi, e tanto altro, ciò che mi si chiede di inventare, lo invento!
Importante membro aggiunto che da molti anni ci accompagna come amico e ottimo bassista in quasi tutti i nostri live sia in Italia che all’estero, è Enrico Sandri, un nome una garanzia! Bassista che suona con tantissime band, adattandosi allo stile di tutti e a tutti i generi musicali, davvero versatile, una forza della natura!
Di recente è nata la collaborazione con Maurizio Bravi il batterista apparso nel live al Let It Beer del 4 marzo scorso e anche nei video di recente produzione, maestro di batteria nella sua scuola omonima “Bravi drumschool”, se avete bisogno di un’insegnante con i fiocchi lui fa al caso vostro!

Nelle ultime settimane siete tornati “sul set” per girare qualche nuovo videoclip, dove, stando alle piccole indiscrezioni rappresentate da alcune immagini osservate in rete, la parte scenografica, attrezzistica e dei costumi conferma un’impronta molto particolare. Puoi anticiparci qualcosa?

Abbiamo lavorato alacremente alle riprese di 4 nuovi video, ognuno ha una sua sceneggiatura, suoi costumi, usiamo anche armi; nello specifico Alessandro ed io abbiamo fatto forme e simulazioni di combattimenti con la spada cinese e con quella medievale. Abbiamo usato abiti: cinesi, giapponesi, ma anche abiti anni ’50. Oggetti di scena: spade, ventagli, gabbia…
Beh, solo un assaggio per dire che c’è tanto da vedere nei nostri video e non è mai scontato!
A tal riguardo il 13 luglio scorso abbiamo lanciato un nuovo bel video Hope in fire“, andatelo a guardare!

Per concludere, messe in cascina questa bella serata dal vivo, alcuni importanti interventi in radio e i videoclip di cui si parlava, ci sono già altri appuntamenti in vista, che vedranno protagonista la band?

Abbiamo pronto un nuovo album, il terzo: “All I Need”, che stiamo facendo uscire tramite il lancio dei tanti singoli che lo compongono, e tramite i vari video che si associano ad essi.
Da giugno del 2021 ad oggi abbiamo fatto uscire 4 video: “Tales&tales”, “All I Need”, “Limitless Change” e il recente “Hope in Fire”.
Da settembre in poi ne faremo uscire altri 6. Un progetto molto impegnativo ma che abbiamo deciso di intraprendere per valorizzare la nostra musica, e che consta in totale di ben 10 video associati alle canzoni di questo terzo album; ovviamente ad essi si sommano gli atri video in grafica di animazione fatti uscire sulle canzoni del secondo album “Glance to Infinity” più un singolo in italiano ”Alaska. Diciamo quindi che, nel nostro caso, le arti visive ben si associano a quelle musicali.

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